Venerdì 21 Dicembre 2001

 

Marito e moglie sbranati dai loro cani

Benevento: i tre molossi corso e il pastore maremmano forse erano affamati

 

BENEVENTO - Due anziani coniugi sono morti ieri pomeriggio, sbranati dai loro cani nel cortile di una casa colonica a Fragneto l’Abate, in provincia di Benevento. Raffaele e Pasqualina Cocchiarella, di 76 e 72 anni, erano da soli quando sono stati assaliti dai tre molossi corso e dal pastore maremmano (tutte femmine) acquistati negli anni scorsi dal figlio Antonio. Impossibile, quindi, stabilire che cosa abbia spinto i cani a scagliarsi contro i due coniugi. Forse erano affamati, o forse si sono impressionati per qualcosa e hanno reagito aggredendo chi conoscevano benissimo. Di sicuro è stata una aggressione prolungata. I quattro cani sono di grossa taglia, ma, per ridurre i corpi di Raffaele e Pasqualina nelle condizioni in cui li ha trovati il figlio, devono essersi accaniti a lungo. Ieri Antonio aveva pranzato con i genitori, poi era uscito per raggiungere l’ufficio postale del paese e sbrigare alcune commissioni. Da quanto ha raccontato ai carabinieri, è stato assente per circa un’ora, e quando è rincasato si è trovato di fronte i corpi massacrati dei suoi genitori. Il padre era già morto, e i cani gli avevano anche staccato di netto un braccio. La madre respirava ancora quando Antonio l’ha presa in braccio e l’ha portata in casa. Ma anche lei aveva ferite ovunque, e aveva perso già molto sangue. In pochi minuti sono arrivati i primi soccorsi, ma per Pasqualina era troppo tardi: anche lei è morta prima che potessero portarla in ospedale.
Antonio Cocchiarella - che ha 41 anni, ha lavorato a lungo in Svizzera ma era rientrato a Fragneto per stare accanto ai genitori, anche perché la madre accusava da tempo problemi di salute - ha chiesto l’aiuto dei carabinieri, che a loro volta hanno fatto intervenire il servizio veterinario della Asl. Dopo la sfuriata contro Raffaele e sua moglie, i cani sembravano tornati calmi, ma i veterinari hanno preferito comunque sedarli. E’ stato Antonio, che ha potuto avvicinarsi senza correre rischi, a dare alle bestie alcuni bocconi di carne in cui erano state inserite delle dosi di tranquillanti. Successivamente gli animali sono stati messi nel box dove abitualmente trascorrono la notte, e i carabinieri, su disposizione del magistrato, hanno messo la struttura sotto sequestro. Nicola Marrone, sindaco del paese, lancia l’allarme: «Molti dei miei concittadini, soprattutto quelli che vivono isolati, hanno la buona abitudine di tenere cani da guardia, quello che non condivido è l’utilizzo di razze per natura aggressive, come quelle dei coniugi Cocchiarella». Quale sarà la sorte dei cani lo deciderà il magistrato.
Un parere determinante dovrà darlo il responsabile del servizio veterinario della Asl, ma non è escluso che si scelga di abbatterli, vista la sorprendente ferocia dimostrata. Sorprendente non perché i molossi corso e il pastore maremmano siano cani mansueti, ma perché si sono scagliati contro persone che conoscevano benissimo, che spesso li accudivano e che mai avrebbero pensato di poter essere aggredite. Del resto Antonio Cocchiarella non avrebbe certo lasciato i cani liberi in cortile se avesse potuto immaginare una tale esplosione di violenza. A sentire i racconti dei vicini, i cani non avevano mai dato particolari segni di aggressività. Ma sono testimonianze che lasciano il tempo che trovano, perché non c’è la controprova. Vicino a bestioni di quel genere non si avvicinava nessuno, e quindi nessuno ha mai potuto provocare improvvise reazioni come quella di ieri.

Fulvio Bufi

 

 

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