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Marito e moglie sbranati dai loro cani
Benevento: i tre molossi corso e il pastore maremmano forse erano
affamati
- BENEVENTO - Due anziani coniugi sono morti ieri pomeriggio,
sbranati dai loro cani nel cortile di una casa colonica a Fragneto
l’Abate, in provincia di Benevento. Raffaele e Pasqualina
Cocchiarella, di 76 e 72 anni, erano da soli quando sono stati
assaliti dai tre molossi corso e dal pastore maremmano (tutte
femmine) acquistati negli anni scorsi dal figlio Antonio.
Impossibile, quindi, stabilire che cosa abbia spinto i cani a
scagliarsi contro i due coniugi. Forse erano affamati, o forse si
sono impressionati per qualcosa e hanno reagito aggredendo chi
conoscevano benissimo. Di sicuro è stata una aggressione prolungata.
I quattro cani sono di grossa taglia, ma, per ridurre i corpi di
Raffaele e Pasqualina nelle condizioni in cui li ha trovati il
figlio, devono essersi accaniti a lungo. Ieri Antonio aveva pranzato
con i genitori, poi era uscito per raggiungere l’ufficio postale del
paese e sbrigare alcune commissioni. Da quanto ha raccontato ai
carabinieri, è stato assente per circa un’ora, e quando è rincasato
si è trovato di fronte i corpi massacrati dei suoi genitori. Il
padre era già morto, e i cani gli avevano anche staccato di netto un
braccio. La madre respirava ancora quando Antonio l’ha presa in
braccio e l’ha portata in casa. Ma anche lei aveva ferite ovunque, e
aveva perso già molto sangue. In pochi minuti sono arrivati i primi
soccorsi, ma per Pasqualina era troppo tardi: anche lei è morta
prima che potessero portarla in ospedale.
Antonio Cocchiarella - che ha 41 anni, ha lavorato a lungo in
Svizzera ma era rientrato a Fragneto per stare accanto ai genitori,
anche perché la madre accusava da tempo problemi di salute - ha
chiesto l’aiuto dei carabinieri, che a loro volta hanno fatto
intervenire il servizio veterinario della Asl. Dopo la sfuriata
contro Raffaele e sua moglie, i cani sembravano tornati calmi, ma i
veterinari hanno preferito comunque sedarli. E’ stato Antonio, che
ha potuto avvicinarsi senza correre rischi, a dare alle bestie
alcuni bocconi di carne in cui erano state inserite delle dosi di
tranquillanti. Successivamente gli animali sono stati messi nel box
dove abitualmente trascorrono la notte, e i carabinieri, su
disposizione del magistrato, hanno messo la struttura sotto
sequestro. Nicola Marrone, sindaco del paese, lancia l’allarme:
«Molti dei miei concittadini, soprattutto quelli che vivono isolati,
hanno la buona abitudine di tenere cani da guardia, quello che non
condivido è l’utilizzo di razze per natura aggressive, come quelle
dei coniugi Cocchiarella». Quale sarà la sorte dei cani lo deciderà
il magistrato.
Un parere determinante dovrà darlo il responsabile del servizio
veterinario della Asl, ma non è escluso che si scelga di abbatterli,
vista la sorprendente ferocia dimostrata. Sorprendente non perché i
molossi corso e il pastore maremmano siano cani mansueti, ma perché
si sono scagliati contro persone che conoscevano benissimo, che
spesso li accudivano e che mai avrebbero pensato di poter essere
aggredite. Del resto Antonio Cocchiarella non avrebbe certo lasciato
i cani liberi in cortile se avesse potuto immaginare una tale
esplosione di violenza. A sentire i racconti dei vicini, i cani non
avevano mai dato particolari segni di aggressività. Ma sono
testimonianze che lasciano il tempo che trovano, perché non c’è la
controprova. Vicino a bestioni di quel genere non si avvicinava
nessuno, e quindi nessuno ha mai potuto provocare improvvise
reazioni come quella di ieri.
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