|
"Quei
cani non sono killer"
Abbiamo letto nei giorni
scorsi del pensionato modenese aggredito mentre passeggiava
col suo cane, e anche l'intervento in merito dell'esponente
del Pri Fuzzi. Quest'ultimo non dice cose sbagliate. E' vero
che nei parchi cittadini sarebbe bene recintare le pur
discutibili zone di sguinzaglio ed inasprire la repressione
nei confronti di quei proprietari di cani che tengono
atteggiamenti scorretti.
La nostra lunga esperienza di appassionati e cinofili
praticanti ci dice però che ancora una volta non è stato
centrato il punto. Manca una cultura cinofila. Questa viene
colpevolmente trascurata, nonostante appaia evidente come
quello della convivenza tra uomo e cane in città sia diventato
un vero problema.
Non stiamo certo parlando di corsi universitari di etologia,
ma di poche, semplici nozioni di comportamento canino. Queste
poche nozioni, nel caso specifico, avrebbero consentito di
leggere correttamente quanto accaduto a Modena e, meglio
ancora, di impedirlo.
I tre boxer aggressori hanno avuto reazioni per nulla deviati,
anzi assolutamente in linea con le dinamiche del comportamento
animale. Per i tre boxer (ingiustamente liberi) il passaggio
del cagnolino del pensionato ha costituito una intrusione nel
territorio. Hanno quindi fatto scattare i meccanismi di difesa
del branco (per fare branco bastano due soli cani, di
qualsiasi razza essi siano). Il tentativo di fuga dell'anziano
e del piccolo cane ha fatto il resto. Nei boxer è scattato
l'innato istinto alla predazione e quindi alla successiva
aggressione. Non si è trattato dunque di cani-killer, ma solo
di esseri viventi che hanno risposto alla chiamata del loro
codice genetico, in presenza di determinati stimoli esterni.
Occorre trovare il modo, assieme agli enti locali, ai
veterinari e alle realtà associative che si occupano di
educazione del cane, di diffondere le fondamentali nozioni di
cultura cinofila, che consentano a chiunque di comprendere
senza equivoci azioni e reazioni dei nostri compagni a quattro
zampe. Bisogna coinvolgere la cittadinanza intera e
soprattutto i proprietari di cani, anche per vincere la
diffidenza di molti a frequentare i centri di educazione
cinofila, dove l'esperienza e la competenza degli istruttori
potrà fornire al proprietario le necessarie conoscenze, senza
portare ad uno snaturamento dell'animale, facendone anzi un
amico equilibrato ed affidabile con cui vivere un rapporto
sereno e privo di rischi.
Club «Il Murazzo»
di Lesignana |