Martedì 8 Gennaio 2002

 

 "Quei cani non sono killer"  

 

Abbiamo letto nei giorni scorsi del pensionato modenese aggredito mentre passeggiava col suo cane, e anche l'intervento in merito dell'esponente del Pri Fuzzi. Quest'ultimo non dice cose sbagliate. E' vero che nei parchi cittadini sarebbe bene recintare le pur discutibili zone di sguinzaglio ed inasprire la repressione nei confronti di quei proprietari di cani che tengono atteggiamenti scorretti.
La nostra lunga esperienza di appassionati e cinofili praticanti ci dice però che ancora una volta non è stato centrato il punto. Manca una cultura cinofila. Questa viene colpevolmente trascurata, nonostante appaia evidente come quello della convivenza tra uomo e cane in città sia diventato un vero problema.
Non stiamo certo parlando di corsi universitari di etologia, ma di poche, semplici nozioni di comportamento canino. Queste poche nozioni, nel caso specifico, avrebbero consentito di leggere correttamente quanto accaduto a Modena e, meglio ancora, di impedirlo.
I tre boxer aggressori hanno avuto reazioni per nulla deviati, anzi assolutamente in linea con le dinamiche del comportamento animale. Per i tre boxer (ingiustamente liberi) il passaggio del cagnolino del pensionato ha costituito una intrusione nel territorio. Hanno quindi fatto scattare i meccanismi di difesa del branco (per fare branco bastano due soli cani, di qualsiasi razza essi siano). Il tentativo di fuga dell'anziano e del piccolo cane ha fatto il resto. Nei boxer è scattato l'innato istinto alla predazione e quindi alla successiva aggressione. Non si è trattato dunque di cani-killer, ma solo di esseri viventi che hanno risposto alla chiamata del loro codice genetico, in presenza di determinati stimoli esterni.
Occorre trovare il modo, assieme agli enti locali, ai veterinari e alle realtà associative che si occupano di educazione del cane, di diffondere le fondamentali nozioni di cultura cinofila, che consentano a chiunque di comprendere senza equivoci azioni e reazioni dei nostri compagni a quattro zampe. Bisogna coinvolgere la cittadinanza intera e soprattutto i proprietari di cani, anche per vincere la diffidenza di molti a frequentare i centri di educazione cinofila, dove l'esperienza e la competenza degli istruttori potrà fornire al proprietario le necessarie conoscenze, senza portare ad uno snaturamento dell'animale, facendone anzi un amico equilibrato ed affidabile con cui vivere un rapporto sereno e privo di rischi.
Club «Il Murazzo»

di Lesignana

 

 

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