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Venerdì, 6 Gennaio 2006


Legge sulla caccia: Wwf e Lipu scrivono alla Regione


Trieste
«Sta per vedere la luce la nuova bozza di legge sulla caccia proposta dall'assessore regionale Marsilio, concordata solamente con le frange più estreme del mondo venatorio mentre sono state volutamente escluse le associazioni ambientaliste ed animaliste. Una bozza di legge che legittima infrazioni alle normative nazionali ed europee mentre ostacola una gestione faunistica basata su criteri scientifici». È questa l'opinione di Wwf, Lipu, Lac, Amici della Terra ed Animali di Città che hanno inviato un documento cogniunto alla Regione.

«Pur più volte proposta, la richiesta delle associazioni ambientaliste ed animaliste ad aprire un tavolo di confronto basato su criteri giuridici e scientifici per partecipare alla stesura di una norma sulla tutela della fauna selvatica e della caccia non è stata mai accolta. Tenendo celata la bozza al mondo ambientalista, e contemporaneamente discutendola e correggendola con la porzione più estremista del mondo venatorio, si è prodotto l'ennesimo tentativo per dare maggiori libertà ai cacciatori più irresponsabili, utilizzando addirittura lo strumento della legge regionale per legittimare una serie di attività che nel resto d'Italia e d'Europa sono vietate e pesantemente sanzionate. Si pensi proseguono Wwf, Lipu, Lac e Amici della Terra che ben 12 righe sono state dedicate per reinterpretare la legge nazionale che vieta la caccia a meno di 50 metri dalle strade carrozzabili, rendendola possibile -anche sulle statali, provinciali e comunali - se l'intera strada non è interamente asfaltata».

E ancora la nota ambientalista prosegue: «Contemporaneamente invece si rimanda al futuro l'organizzazione dell'indispensabile supporto tecnico scientifico per la tutela della fauna e dei suoi habitat e la creazione del più volte promesso Corpo Unico di Vigilanza Ambientale. Tutta la gestione del patrimonio faunistico, bene pubblico indisponibile per Legge dello Stato, viene totalmente privatizzata e demandata ai poco più di diecimila cacciatori di questa regione».

E infine si legge ancora: «Un metodo di governo che infrange fragorosamente le dichiarazioni del presidente Illy, che aveva promesso una nuova legge sulla caccia fatta mettendo sullo stesso tavolo cacciatori e ambientalisti. Una linea che non può essere né condivisa né accettata dai cittadini, e nemmeno dal mondo venatorio più moderato e consapevole dell'importanza della legalità, del rispetto dei principi europei e di una corretta gestione faunistica in Friuli Venezia Giulia».





 

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