Legge
sulla caccia: Wwf e Lipu scrivono alla Regione
Trieste
«Sta per vedere la luce la nuova bozza
di legge sulla caccia proposta dall'assessore
regionale Marsilio, concordata solamente con
le frange più estreme del mondo venatorio
mentre sono state volutamente escluse le associazioni
ambientaliste ed animaliste. Una bozza di legge
che legittima infrazioni alle normative nazionali
ed europee mentre ostacola una gestione faunistica
basata su criteri scientifici». È
questa l'opinione di Wwf, Lipu, Lac, Amici della
Terra ed Animali di Città che hanno inviato
un documento cogniunto alla Regione.
«Pur
più volte proposta, la richiesta delle
associazioni ambientaliste ed animaliste ad
aprire un tavolo di confronto basato su criteri
giuridici e scientifici per partecipare alla
stesura di una norma sulla tutela della fauna
selvatica e della caccia non è stata
mai accolta. Tenendo celata la bozza al mondo
ambientalista, e contemporaneamente discutendola
e correggendola con la porzione più estremista
del mondo venatorio, si è prodotto l'ennesimo
tentativo per dare maggiori libertà ai
cacciatori più irresponsabili, utilizzando
addirittura lo strumento della legge regionale
per legittimare una serie di attività
che nel resto d'Italia e d'Europa sono vietate
e pesantemente sanzionate. Si pensi proseguono
Wwf, Lipu, Lac e Amici della Terra che ben 12
righe sono state dedicate per reinterpretare
la legge nazionale che vieta la caccia a meno
di 50 metri dalle strade carrozzabili, rendendola
possibile -anche sulle statali, provinciali
e comunali - se l'intera strada non è
interamente asfaltata».
E
ancora la nota ambientalista prosegue: «Contemporaneamente
invece si rimanda al futuro l'organizzazione
dell'indispensabile supporto tecnico scientifico
per la tutela della fauna e dei suoi habitat
e la creazione del più volte promesso
Corpo Unico di Vigilanza Ambientale. Tutta la
gestione del patrimonio faunistico, bene pubblico
indisponibile per Legge dello Stato, viene totalmente
privatizzata e demandata ai poco più
di diecimila cacciatori di questa regione».
E
infine si legge ancora: «Un metodo di
governo che infrange fragorosamente le dichiarazioni
del presidente Illy, che aveva promesso una
nuova legge sulla caccia fatta mettendo sullo
stesso tavolo cacciatori e ambientalisti. Una
linea che non può essere né condivisa
né accettata dai cittadini, e nemmeno
dal mondo venatorio più moderato e consapevole
dell'importanza della legalità, del rispetto
dei principi europei e di una corretta gestione
faunistica in Friuli Venezia Giulia».