Corgi,
quando una razza fa carriera Da custode di telai a «cane della regina»
Fedelissimo
al padrone, in casa tollera la presenza di altri animali Se provocato reagisce
con energia
La storia dei Corgi somiglia alla favola di Cenerentola.
Allevati dai Celti come cani da pastore, per la cattura delle volpi e delle faine
nelle tane e custodi dei neonati nei villaggi di capanne, furono a lungo apprezzati
non solo dalle popolazioni germaniche. Giunti in Inghilterra al seguito di tessitori
chiamati nel 1107 da Enrico I, perché divenissero piacevoli compagni ed
integerrimi custodi di stoffe e telai, sono da decenni i prediletti di Elisabetta
d'Inghilterra e chiamati per questo «Cani della regina». In pochi
decenni hanno accresciuto i loro ammiratori in Europa, con poca fatica proprio
perché i grandi occhi, il mantello colorato, il carattere allegro sono
un'irresistibile calamita di simpatia. Nelle abitazioni - e in quelle milanesi
ve ne sono molti esemplari - si rivela compagno allegro e piacevole, tollerante
verso gli altri animali (gatti, criceti e cavie) e mai troppo possessivo, dote
apprezzabile per chi ha di frequente ospiti. Fa la guardia spontaneamente ed è
meglio non incoraggiarlo per il rischio di renderlo aggressivo: i suoi morsi alle
caviglie (i maschi non superano 30 centimetri, sei più delle femmine e
pesano fino a 12 chili) sono sempre efficaci. Abbastanza individualista da non
far branco ai giardini con gli altri cani, reagisce immediatamente se provocato.
Al guinzaglio cammina tranquillamente accanto a chi lo conduce e proprio per
questo si rivela cane adatto anche per gli anziani che troveranno nel Corgi un
compagno di passeggiate discreto ed affettuoso, disposto ad ubbidire e mai troppo
irruente. In campagna preferisce, al contrario di cani di altre razze, la compagnia
del padrone alle lusinghe di una corsa nei prati. Le tinte che denotano purezza
di razza sono l'unicolore rosso, il rosso con carbonature (sfumature di colore
antracite), fulvo, nero e focato con o senza chiazze bianche sugli arti, sul petto
e sul collo. Ammesso un po' di bianco in testa e sulla canna nasale. Per l'acquisto
ci si rivolga ad allevatori italiani, dando la preferenza ad esemplari con testa
simile a quella di una volpe, occhi marrone e coda corta.
