«Lassie»,
il cane che piace a pastori, regine e presidenti
di ROBERTO ALLEGRI
Uno dei cani più famosi di tutti i tempi
è certamente Lassie, protagonista del
film «Torna a casa Lassie» del 1943
(primo di una serie di sette pellicole), che
ancora oggi quando viene trasmesso alla TV fa
piangere adulti e bambini. Quel primo film,
che aveva fra gli altri interpreti una giovanissima
Elizabeth Taylor ed era tratto da un fortunato
romanzo di Eric Knight, rese la razza dei Pastori
scozzesi famosa in tutto il mondo, al punto
che per molto tempo si continuò a indicare
quel tipo di cane col nome di «Lassie».
Il Pastore scozzese, il cui nome originale è
Collie (come una varietà di pecora della
Scozia), ha sempre avuto grande fortuna. Prima
di diventare una stella di Hollywood, è
stato per secoli il beniamino dei pastori delle
Highlands e poi è diventato uno dei cani
preferiti della regina Vittoria. Abbiamo già
avuto occasione di parlare di questa sovrana
e del suo amore per gli animali, che rese famose
molte razze canine: era infatti sufficiente
che dimostrasse simpatia per una razza, e subito
i nobili e il popolo, per imitarla, la facevano
diventare di moda. Nel 1860, durante un viaggio
in Scozia, la Regina s’innamorò del Collie,
ne acquistò alcuni esemplari e li portò
a corte. Al suo preferito diede il nome di Noble,
cioè «nobile». In poco tempo
i Collie si diffusero in tutta la Gran Bretagna
e la loro fama di cani coraggiosi, affettuosi
e insuperabili guardiani valicò l’oceano
e arrivò fin negli Stati Uniti. Lì,
a rendere popolare la razza ci pensò
J. P. Morgan, il famoso magnate dell’acciaio.
Finanziere, collezionista di opere d’arte e
di libri, era anche un appassionato cinofilo.
Il Collie divenne il suo cane prediletto e tale
fu la pubblicità che gli fece che il
Collie è ancora oggi uno dei cinque cani
più diffusi nelle famiglie americane.
Per il suo portamento regale, la sua vitalità
e simpatia, è stato il cane di numerosi
personaggi celebri, a cominciare da alcuni presidenti
degli Stati Uniti. Ad esempio Calvin Coolidge,
in carica dal 1923 al 1928, Herbert Hoover (1928-1932)
e Lyndon Johnson (1963-1968). Sono stati inoltre
amanti dei Collie sir Walter Scott, l’autore
di Ivanohe, Edgar Rice Burroughs, il creatore
del personaggio di Tarzan, e Marilyn Monroe,
che ne possedeva uno di nome Muggsie; e poi
Paul Newman, Doris Day, Bo Derek. Due sono i
principali motivi che rendono il Collie così
popolare: la sua bellezza e il carattere. Il
pelo lungo (ne esiste anche una varietà
col pelo corto, ma è meno diffusa), la
coda che sembra quasi una bandiera, il muso
lungo e sottile, l’incedere elegante ne fanno
quasi un cane da passerella; e infatti riscuote
sempre un grande successo alle mostre canine.
Ma sotto questo aspetto quasi lezioso il Collie
alberga un temperamento deciso: grazie a centinaia
di anni di duro lavoro a contatto con le greggi,
è resistente alla fatica, ha gusti semplici
ed essenziali e un forte senso della proprietà,
della custodia e della difesa dei membri della
sua famiglia. In particolare dei bambini, con
i quali instaura un rapporto di intesa perfetta:
può addirittura capitare che difenda
i bambini dai rimproveri dei genitori. Cosa
importante se non si vuole far soffrire un Collie
è renderlo sempre partecipe delle attività
familiari. È un cane curioso, invadente,
molto socievole, che cerca in tutti i modi di
stare al centro dell’attenzione. Estrometterlo,
allontanarlo, significherebbe mortificarlo senza
ragione.
