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Domenica, 11 Maggio 2003

Il labrador, eroe bello e possibile

Lo abbiamo visto in tv salvare decine e decine di vittime al fianco del vigili del fuoco quel tragico 11 settembre a New York. Lo incontriamo nei dopo-terremoti scavare tra le macerie seguendo, fino allo sfinimento e con le zampe sanguinanti, flebili voci che solo lui può sentire. E ancora, lo troviamo in spiaggia nelle vesti di bagnino tuffarsi in acqua per soccorrere chi sta affogando. O negli aeroporti a fiutare droga nascosta nei bagagli. Insomma, il Labrador Retriver è un vero eroe. Ma soprattutto è un amico bello e possibile, adatto a tutti. Fuorché ai pantofolai.
La leggenda. «L’origine del rapporto privilegiato del Labrador con il mare e con l’acqua si perde nella notte dei tempi - spiega la veterinaria napoletana Lucia D’Esposito - risale addirittura al X secolo quando i suoi antenati accompagnarono il vichingo Eric il Rosso nella traversata alla conquista dell’America del Nord. Secondo una leggenda canadese avrebbe ereditato l’acquaticità da un padre cane e da una madre lontra. Qualunque sia la verità, il Labrador è un ottimo nuotatore e impareggiabile compagno di bracciate».
I caratteri. «Il cucciolo si presenta come un morbido batuffolo di pelo con due grandi occhioni teneri - dice l’esperta - Se lo si vuole "spupazzare" in braccio bisogna fare presto perché la crescita è veloce e ben presto acquista la fisionomia da grande. Da adulto il maschio arriva a misurare circa 56-57 cm al garrese, la femmina solo un paio di cm in meno. Il corpo è massiccio, con spalle lunghe, zampe diritte e coda grossa alla radice. Il mantello può essere di colore miele o marrone o nero».
Cane terapeuta. «L’indole leale e vivace lo rende uno dei migliori amici dei bambini e un leader nella Pet Therapy - continua Lucia D’Esposito - quando è in ”servizio” negli ospedali, sempre accompagnato da un istruttore, si lascia fare di tutto: baci, carezze, tiratine di coda, lanci di palline con riporto, corse senza fine».
Il partner. «Stabilisce un fortissimo legame di amicizia e complicità con il padrone e l’intesa è basata soprattutto sugli sguardi e pochi gesti. Questa simbiosi con l’uomo - spiega la veterinaria - lo elegge tra le migliori razze per gli usi nella protezione civile e nelle ricerche in caso di catastrofe. La vita con lui sfugge a ogni rischio di monotonia. È un compagno di giochi irrefrenabile, grande allegrone e inguaribile curioso. Se non avete uno spirito dinamico ma siete pigri e pantofolai, pensateci bene prima di scegliere un Labrador: troppo faticoso».
La seduzione. «La sua mimica facciale e la mutevolezza dello sguardo sono un’arma pericolosa che vi può costringere a cedere rimpinzandolo di biscotti, pane e leccornie varie. Per il suo bene bisogna resistere a questa tentazione - raccomanda l’esperta - perché il Labrador tende ad arrotondare la pancetta e ad appesantire la linea e i movimenti».








 

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