Il
labrador, eroe bello e possibile
Lo
abbiamo visto in tv salvare decine e decine
di vittime al fianco del vigili del fuoco quel
tragico 11 settembre a New York. Lo incontriamo
nei dopo-terremoti scavare tra le macerie seguendo,
fino allo sfinimento e con le zampe sanguinanti,
flebili voci che solo lui può sentire.
E ancora, lo troviamo in spiaggia nelle vesti
di bagnino tuffarsi in acqua per soccorrere
chi sta affogando. O negli aeroporti a fiutare
droga nascosta nei bagagli. Insomma, il Labrador
Retriver è un vero eroe. Ma soprattutto
è un amico bello e possibile, adatto
a tutti. Fuorché ai pantofolai.
La leggenda. «L’origine del rapporto privilegiato
del Labrador con il mare e con l’acqua si perde
nella notte dei tempi - spiega la veterinaria
napoletana Lucia D’Esposito - risale addirittura
al X secolo quando i suoi antenati accompagnarono
il vichingo Eric il Rosso nella traversata alla
conquista dell’America del Nord. Secondo una
leggenda canadese avrebbe ereditato l’acquaticità
da un padre cane e da una madre lontra. Qualunque
sia la verità, il Labrador è un
ottimo nuotatore e impareggiabile compagno di
bracciate».
I caratteri. «Il cucciolo si presenta
come un morbido batuffolo di pelo con due grandi
occhioni teneri - dice l’esperta - Se lo si
vuole "spupazzare" in braccio bisogna
fare presto perché la crescita è
veloce e ben presto acquista la fisionomia da
grande. Da adulto il maschio arriva a misurare
circa 56-57 cm al garrese, la femmina solo un
paio di cm in meno. Il corpo è massiccio,
con spalle lunghe, zampe diritte e coda grossa
alla radice. Il mantello può essere di
colore miele o marrone o nero».
Cane terapeuta. «L’indole leale e vivace
lo rende uno dei migliori amici dei bambini
e un leader nella Pet Therapy - continua Lucia
D’Esposito - quando è in ”servizio” negli
ospedali, sempre accompagnato da un istruttore,
si lascia fare di tutto: baci, carezze, tiratine
di coda, lanci di palline con riporto, corse
senza fine».
Il partner. «Stabilisce un fortissimo
legame di amicizia e complicità con il
padrone e l’intesa è basata soprattutto
sugli sguardi e pochi gesti. Questa simbiosi
con l’uomo - spiega la veterinaria - lo elegge
tra le migliori razze per gli usi nella protezione
civile e nelle ricerche in caso di catastrofe.
La vita con lui sfugge a ogni rischio di monotonia.
È un compagno di giochi irrefrenabile,
grande allegrone e inguaribile curioso. Se non
avete uno spirito dinamico ma siete pigri e
pantofolai, pensateci bene prima di scegliere
un Labrador: troppo faticoso».
La seduzione. «La sua mimica facciale
e la mutevolezza dello sguardo sono un’arma
pericolosa che vi può costringere a cedere
rimpinzandolo di biscotti, pane e leccornie
varie. Per il suo bene bisogna resistere a questa
tentazione - raccomanda l’esperta - perché
il Labrador tende ad arrotondare la pancetta
e ad appesantire la linea e i movimenti».
