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Viveva
nell’attico con polli, papere e topi
Il proprietario della casa aveva ottenuto lo sfratto Gli animali affidati
ad un centro veterinario
Un attico
trasformato in un affollato serraglio, con volatili esotici e roditori
d’ogni genere. Centinaia di animali in trenta metri quadrati, tra la
cucina, il bagno e l’unica camera in cui, su un materasso sul pavimento,
dormiva anche la padrona di casa. Che ieri mattina, quando si sono
presentati i vigili urbani per imporle lo sgombero ordinato dal Sindaco,
li ha quasi accolti con sollievo: «Avete ragione - ha detto mentre già
alcuni addetti dell’Ufficio veterinario cominciavano a portare via i suoi
"ospiti" - sono davvero tanti, non sapevo più dove metterli». LE LITI - Il
ritrovamento è avvenuto al sesto piano del palazzo di via Padova 90, tra
piazzale delle Provincie e piazza Bologna, dove gli agenti del
commissariato San Lorenzo erano stati ripetutamente costretti ad
intervenire per mettere fine agli scontri, soprattutto verbali, tra i
condomini e l’eccentrica inquilina: Roberta P., 35 anni, milanese,
famiglia altolocata con qualche quarto di nobiltà, arrivata nella Capitale
alcuni anni fa per condurre un’esistenza da barbona. All’origine delle
frequenti liti, la condotta «asociale» della donna ma, soprattutto, la
presenza di tutti quegli animali rumorosi e produttori di un odore che,
spandendosi anche attraverso la tromba delle scale, spesso era
insopportabile. «In certi giorni l’aria era irrespirabile», dice uno degli
abitanti dell’edificio visibilmente soddisfatto dell’avvenuto sgombero e
della successiva disinfestazione, estesa al pianerottolo e all’ascensore.
«Ci capitava di trovare i topi anche per le scale», aggiunge l’inquilino.
L’INTERVENTO - Per convincere Roberta P. a lasciare l’attichetto di via
Padova, il cui proprietario aveva ottenuto lo sfratto, il Comune ha
mobilitato diversi specialisti, un’autentica «task force» composta dai
vigili urbani del Nae (Nucleo assistenza emarginati), da funzionari
dell’Ufficio veterinario e dell’Ufficio tecnico. Per entrare
nell’appartamento, si sono dovuti tappare il naso ed hanno dovuto muoversi
con mille cautele per non calpestare gli «inquilini» più piccoli, che
correvano come impazziti per l’improvvisa intrusione degli estranei.
Difficile calcolare con esattezza quanti fossero gli animali che Roberta
P. teneva con sé. I vigili urbani hanno contato 10 polli, 15 papere, 30
topi grigi, due grossi pappagalli, una cinquantina di topini bianchi (le
cavie dei laboratori), tantissimi cincillà ed altrettanti pulcini. La
donna non ha voluto fornire alcuna giustificazione, si è limitata a dire
che «sì, erano davvero tanti, non sapevo più come tenerli». Volatili e
roditori sono stati consegnati provvisoriamente ad un centro veterinario.
P.B.
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