Martedì 15 aprile 2003

Viveva nell’attico con polli, papere e topi
Il proprietario della casa aveva ottenuto lo sfratto Gli animali affidati ad un centro veterinario


Un attico trasformato in un affollato serraglio, con volatili esotici e roditori d’ogni genere. Centinaia di animali in trenta metri quadrati, tra la cucina, il bagno e l’unica camera in cui, su un materasso sul pavimento, dormiva anche la padrona di casa. Che ieri mattina, quando si sono presentati i vigili urbani per imporle lo sgombero ordinato dal Sindaco, li ha quasi accolti con sollievo: «Avete ragione - ha detto mentre già alcuni addetti dell’Ufficio veterinario cominciavano a portare via i suoi "ospiti" - sono davvero tanti, non sapevo più dove metterli». LE LITI - Il ritrovamento è avvenuto al sesto piano del palazzo di via Padova 90, tra piazzale delle Provincie e piazza Bologna, dove gli agenti del commissariato San Lorenzo erano stati ripetutamente costretti ad intervenire per mettere fine agli scontri, soprattutto verbali, tra i condomini e l’eccentrica inquilina: Roberta P., 35 anni, milanese, famiglia altolocata con qualche quarto di nobiltà, arrivata nella Capitale alcuni anni fa per condurre un’esistenza da barbona. All’origine delle frequenti liti, la condotta «asociale» della donna ma, soprattutto, la presenza di tutti quegli animali rumorosi e produttori di un odore che, spandendosi anche attraverso la tromba delle scale, spesso era insopportabile. «In certi giorni l’aria era irrespirabile», dice uno degli abitanti dell’edificio visibilmente soddisfatto dell’avvenuto sgombero e della successiva disinfestazione, estesa al pianerottolo e all’ascensore. «Ci capitava di trovare i topi anche per le scale», aggiunge l’inquilino.
L’INTERVENTO - Per convincere Roberta P. a lasciare l’attichetto di via Padova, il cui proprietario aveva ottenuto lo sfratto, il Comune ha mobilitato diversi specialisti, un’autentica «task force» composta dai vigili urbani del Nae (Nucleo assistenza emarginati), da funzionari dell’Ufficio veterinario e dell’Ufficio tecnico. Per entrare nell’appartamento, si sono dovuti tappare il naso ed hanno dovuto muoversi con mille cautele per non calpestare gli «inquilini» più piccoli, che correvano come impazziti per l’improvvisa intrusione degli estranei. Difficile calcolare con esattezza quanti fossero gli animali che Roberta P. teneva con sé. I vigili urbani hanno contato 10 polli, 15 papere, 30 topi grigi, due grossi pappagalli, una cinquantina di topini bianchi (le cavie dei laboratori), tantissimi cincillà ed altrettanti pulcini. La donna non ha voluto fornire alcuna giustificazione, si è limitata a dire che «sì, erano davvero tanti, non sapevo più come tenerli». Volatili e roditori sono stati consegnati provvisoriamente ad un centro veterinario.
P.B.

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