Crudeltà gratuita a Pacengo. Già due gli animali feriti. La Lipu: «Fatti
che denotano mancanza di civiltà»
Caccia grossa con la
balestra: germano infilzato
Il volatile, trafitto
da due frecce, non si fa avvicinare. A Peschiera è stata centrata
un’anatra
Lo hanno
trapassato con due dardi da balestra: uno sulla coda e l’altro nel
petto. Guglielmo Tell degli imbecilli sul lago di Garda da qualche
giorno si diverte, se divertimento si può chiamare, a ferire gli ospiti
stanziali. L’altro giorno è toccato a un germano reale maschio, nel
porto di Pacengo. E’ stato avvistato da alcuni passanti che hanno
chiamato le guardie della Lipu e quelle della Provincia. Vani i
tentativi di avvicinarlo, l’animale che da sempre è abituato alla
presenza dell’uomo, lo stesso che gli lancia il pane ma anche le frecce,
non si fa prendere e, seppur ferito, si allontana. Due giorni fa
un’altra freccia, sempre di balestra, ha ferito un’anatra che è stata
notata invece poco più a sud, verso Peschiera. Una crudeltà che non
trova alcuna forma di spiegazione, perchè evidentemente l’arciere
lacustre si diverte da tempo: una settimana fa un ragazzino ha trovato
un gabbiano morto, trafitto anche questo da un dardo.
«Sono fatti gravi, segnali di una mancanza di civiltà», interviene
Francesco Di Grazia della Lipu, «nonostante l’educazione, le forme di
pubblicità e le campagne di sensibilizzazione pare addirittura che le
cose peggiorino invece di migliorare. Non entro in un altro ambito,
quello venatorio, e non voglio commentare i dati che vengono forniti
circa gli animali che vengono raccolti feriti da pallini, cosa che
accade solo nel periodo in cui è aperta la caccia: sono numeri che si
commentano da soli. Ma mi chiedo che divertimento ci possa essere nel
colpire un’anatra che non ha paura dell’uomo perchè è abituata a
vederlo, a farsi avvicinare».
Inciviltà, crudeltà, un atteggiamento mentale sbagliato, come quello che
un anno fa spinse un gruppo di teppisti, ma non sarebbe il termine
corretto, ad entrare nella notte del 19 gennaio in un recinto che
ospitava due cavalli a Bonferraro di Sorgà. Quello che i proprietari
degli animali trovarono il giorno seguente fu orrendo: il quarter horse,
un maschio di 15 anni, fu trovato trafitto da frecce di balestra e
massacrato a colpi di mazza. La femmina, più giovane d’età e forse per
questo scampata al massacro, aveva una freccia di balestra conficcata
sopra l’occhio. I carabinieri indagarono ma senza risultato: la
balestra, pur essendo considerata un’arma il cui uso è consentito solo
in ambito sportivo, in realtà non è sottoposta ad alcuna autorizzazione
o registrazione. Si può acquistare ovunque e la stessa cosa vale per le
munizioni. L’unica regola che ne governa l’uso è il buon senso.