Lunedì 28 aprile 2003

Crudeltà gratuita a Pacengo. Già due gli animali feriti. La Lipu: «Fatti che denotano mancanza di civiltà»
Caccia grossa con la balestra: germano infilzato
Il volatile, trafitto da due frecce, non si fa avvicinare. A Peschiera è stata centrata un’anatra
 

Lo hanno trapassato con due dardi da balestra: uno sulla coda e l’altro nel petto. Guglielmo Tell degli imbecilli sul lago di Garda da qualche giorno si diverte, se divertimento si può chiamare, a ferire gli ospiti stanziali. L’altro giorno è toccato a un germano reale maschio, nel porto di Pacengo. E’ stato avvistato da alcuni passanti che hanno chiamato le guardie della Lipu e quelle della Provincia. Vani i tentativi di avvicinarlo, l’animale che da sempre è abituato alla presenza dell’uomo, lo stesso che gli lancia il pane ma anche le frecce, non si fa prendere e, seppur ferito, si allontana. Due giorni fa un’altra freccia, sempre di balestra, ha ferito un’anatra che è stata notata invece poco più a sud, verso Peschiera. Una crudeltà che non trova alcuna forma di spiegazione, perchè evidentemente l’arciere lacustre si diverte da tempo: una settimana fa un ragazzino ha trovato un gabbiano morto, trafitto anche questo da un dardo.
«Sono fatti gravi, segnali di una mancanza di civiltà», interviene Francesco Di Grazia della Lipu, «nonostante l’educazione, le forme di pubblicità e le campagne di sensibilizzazione pare addirittura che le cose peggiorino invece di migliorare. Non entro in un altro ambito, quello venatorio, e non voglio commentare i dati che vengono forniti circa gli animali che vengono raccolti feriti da pallini, cosa che accade solo nel periodo in cui è aperta la caccia: sono numeri che si commentano da soli. Ma mi chiedo che divertimento ci possa essere nel colpire un’anatra che non ha paura dell’uomo perchè è abituata a vederlo, a farsi avvicinare».
Inciviltà, crudeltà, un atteggiamento mentale sbagliato, come quello che un anno fa spinse un gruppo di teppisti, ma non sarebbe il termine corretto, ad entrare nella notte del 19 gennaio in un recinto che ospitava due cavalli a Bonferraro di Sorgà. Quello che i proprietari degli animali trovarono il giorno seguente fu orrendo: il quarter horse, un maschio di 15 anni, fu trovato trafitto da frecce di balestra e massacrato a colpi di mazza. La femmina, più giovane d’età e forse per questo scampata al massacro, aveva una freccia di balestra conficcata sopra l’occhio. I carabinieri indagarono ma senza risultato: la balestra, pur essendo considerata un’arma il cui uso è consentito solo in ambito sportivo, in realtà non è sottoposta ad alcuna autorizzazione o registrazione. Si può acquistare ovunque e la stessa cosa vale per le munizioni. L’unica regola che ne governa l’uso è il buon senso.

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