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CONVEGNO
Randagismo,
c'è un progetto
La
prefettura si schiera con la Lega per la difesa del cane
g.d.p.
CARBONIA. Assente l'assessore regionale alla Sanità, assenti i vertici
sanitari del territorio, assente la gran parte dei sindaci del
territorio, la Lega per la difesa del cane ha trovato venerdì sera al
convegno sul randagismo organizzato assieme all'amministrazione comunale
di Carbonia, un alleato nella difficile lotta all'insensibilità nei
confronti del problema. La prefettura si è impegnata infatti a
sostenere la proposta che prevede una soluzione del problema nell'arco
di un decennio: un progetto organico da concretizzare con il concorso di
tutte le istituzioni coinvolte nella grave questione, e di cui l'altro
ieri, nella sala consiliare, ha parlato il coordinatore regionale della
Lega Bruno Mei Tomasi. Un panorama, quello disegnato dal dirigente
dell'associazione che gestisce da circa un anno il canile intercomunale
di Carbonia («nato - ha fatto rimarcare - senza il concorso di una sola
lira di danaro pubblico»), a dir poco drammatico: «Visto
l'atteggiamento degli enti presposti - ha detto Mei Tomasi - quello del
randagismo è un problema secondario. Non è così, basti pensare agli
incidenti stradali provocati dagli animali che attraversano le strade,
alle punture letali delle zecche, la cui diffusione è favorita dai cani
randagi. Secondo stime attendibili, a Carbonia sono presenti non meno di
trecento animali abbandonati, nel Sulcis se ne contano circa un migliaio».
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