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Allarme a quattro zampe
Quartu,
petizione alla Asl: troppi randagi in giro
Quartu
Allarme randagismo: cresce la preoccupazione per l’escalation del
fenomeno. Numerose le segnalazioni provenienti dalle zonedi Su Forti e
Sa Serrixedda, dove, a detta degli abitanti (che hanno scritto alla Asl),
sono state avvistate mute di decine di cani. Anche nel centro abitato
non è raro vedere animali in stato di abbandono o in semilibertà. La
denuncia di un cittadino, Massimo Soriga, agente di polizia: «Abito
nella zona fra Sacro Cuore e Piazza 4 Novembre. In molti qui hanno la
cattiva usanza di lasciare i propri cani incustoditi: gli animali
possono così riprodursi liberamente. Il risultato è l’abbandono o la
soppressione delle cucciolate indesiderate».
Vi è poi il problema del decoro urbano: «Quando le bestiole sporcano,
appresso a loro non c’è il padrone che rimuovegli escrementi».
Prosegue: «Bisognerebbe perseguire gli abbandoni con multe salate»
Il canile comunale (in località Sa Serrixedda) è ormai saturo: ospita
in questo momento oltre 170 cani a fronte dei 100 previsti. I randagi
continuano dunque a vagare e a riprodursi indisturbati. «Assistiamo
impotenti al dilagare del fenomeno”. Chi parla è Piera Maria Musiu,
presidentessa del V.A.S. (volontari animalisti sardi), l’associazione
che opera da anni al l’interno della struttura comunale. «Ci
occupiamo di tutto: puliamo i box, distribuiamo il cibo, curia mo gli
animali. Compiti che non spetterebbero a noi. Da anni aspettiamo che il
Comune si decida ad assegnare almeno 2 operai al canile. In questo modo
noi potremmo dedicarci più proficuamente ad altre mansioni, come le
campagne d’affido o la sensibilizzazione
nelle scuole».
Secondo Piera Maria 34 anni di lotte a animaliste sulle spalle, le
risorse impiegate per l’anagrafe dei cani potevano essere spese per
rendere infecondi gli animali senza padrone o semiliberi.
E’ dello stesso avviso Ilda Cocco, fondatrice dei Volontari Soccorso
Animali Abbandonati: «La vera urgenza è la sterilizzazione». Ilda è
la conosciutissima pasionaria quartese delle battaglie cinofile, prima
promotrice della struttura di Sa Serrixedda: «I volontari suppliscono
all’assenza degli operai comunali spalando escrementi tutto il giorno,
curando e nutrendo i cani. Come incolparli se poi non rimanei l tempo
per pianificare campagne di sensibilizzazione e di affido?»
Nei sogni di Ilda spiagge per cani, un piccolo cimitero degli animali e
soprattutto gli incentivi alle adozioni. «Il Comune potrebbe destinare
mille lire al giorno ad esemplare, per un anno. In questo modo
risparmierebbe duemila lire sulla cifra che è già costretto a sborsare
al canile privato di Shardana , dove vanno a finire gli animali che non
possono essere accolti nella struttura comunale. Avanzerebbe anche
qualche lira per programmare l’edificazione di un altro mini-canile
comunale».
Piera Musiu, infine, torna sull’argomento strilizzazione. Evidenzia i
paradossi della burocrazia: « I cani escono da Sa Serrixedda vaccinati,
microcippati, privi di parassiti, e con una scheda di accompagnamento.
Abbiamo un veterinario che lavora per noi. Può accudire gli animali ma
non può sterilizzarli»Perché?: «La Regione vieta tassativamente che
questa mansione sia assolta da altri che non siano i veterinari della
Asl. I quali finora non sono intervenuti per mancanza di fondi. E così
dal canile escono animali fertili. Punto e a capo».
Paola Pintus |