Giovedì 6 Settembre 2001

 Per Fido non c'è posto. Il clochard rifiuta un ricovero

E' accaduto a un abitante di Novate che vive all'addiaccio da anni. Ha rifiutato un alloggio in una struttura milanese perché il suo cane, che gli è sempre stato vicino, non può entrare.

 

di Michele Perla
MILANO - Rifiuta un tetto e pasti caldi per amore del suo cane. Nel centro di accoglienza infatti non accolgono animali e lui, pur di non abbandonare il fedele compagno di tante disavventure, preferisce tornare a vivere per strada.

“Non me la sono sentita di lasciare da solo il mio compagno a quattro zampe – ha spiegato – è l’unica creatura che mi vuole bene e che mi è stata vicina in tanti anni di sofferenze. Se deve rimanere in strada lui, vorrà dire che farò altrettanto".

Il protagonista di una storia insolita e commovente si chiama Antonio S., di 47 anni, originario di Novate Milanese.  Una vita di stenti la sua attenuata soltanto in parte dall’affetto del suo unico compagno rimastogli: un bastardino raccolto in un campo, laddove altri l’avevano abbandonato.

Qualche anno fa la sfortuna si abbatté sull’uomo, trasformandolo in poco tempo in un clochard. Venne lasciato dalla moglie e perse anche il lavoro. E qualche mese dopo il padrone di casa lo sfrattò per morosità. Per vivere, senza più un’occupazione,  Antonio dovette arrangiarsi; e quando non ce la fece più a mettere insieme il pranzo con la cena, fu costretto a perpetrare un paio di furtarelli che lo fecero finire per poco tempo in prigione.

Da due anni sta cercando di rifarsi una vita e la settimana scorsa, con il suo cane, si è accampato sotto i portici del Municipio di Novate, chiedendo una mano d’aiuto al sindaco. "Un tetto e un lavoro per venire fuori da questa vita disperata – ha raccontato - purtroppo non posso trovare occupazione perché, senza un domicilio mi è impossibile ottenere il libretto di lavoro".

I funzionari dei servizi sociali del comune hanno cercato di aiutarlo; in attesa di trovargli un alloggio in paese, si sono rivolti ad un’associazione di volontariato, la Sos di Milano, che ha sede nei pressi della stazione centrale. Una sistemazione certamente provvisoria, ma pur sempre migliore dell’addiaccio. Quando Antonio S. si è presentato in compagnia del suo cane ha capito però che per entrambi non c’era spazio.

Insomma Fido doveva restare fuori. “Loro avevano tutte le ragioni di questo mondo per far rispettare le regole – ha concluso – ma io sarei stato un egoista se mi fossi preoccupato soltanto per me stesso, abbandonando il mio fedele compagno".

Così ha ringraziato ed è tornato sotto i portici di Novate sperando  in una sistemazione migliore, capace di far spazio a lui e al cane. Indipendentemente dal fatto che, per amore di Fido, dovrà continuare a vivere chissà ancora quanto tempo all’aperto.   

 

 

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