Venerdì 5 Ottobre 2001
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Nel corso di un convegno organizzato dal Comune critiche della Lida all’attuazione della legge «No a canili industriali e business dei randagi» La Asl muove i primi passi ma i rifugi esistenti non bastano più
Olbia No al business
sui randagi e ai canili industriali. La posizione della Lida è forte
e chiara così come il bersaglio. Ma il convegno sul randagismo organizzato
dall’Assessorato ai Servizi sociali ha evitato il terreno scivoloso della
recente vicenda giudiziaria che ha interessato il canile Europa. Tra i
relatori c’erano Elisa Magnanensi, la pasionaria della Lida olbiese
che gestisce il rifugio I fratelli minori e Pina Luisa Murru,
rappresentante dell’associazione per la biodiversità, riferimento del
canile Europa. Storie diverse e un’opinione diametralmente opposta di come
si debba affrontare il problema del randagismo. Che esiste ed è serio come ha
spiegato il dirigente verinario della Asl di Sassari Antonio Fadda. Azienda
che si è mossa bene su questo versante. I cani già censiti con il microchip
sono 18.000, non tutti ma comunque tanti rispetto ai 14.000 di Cagliari e al
niente di Oristano e Carbonia. Ma anche di Olbia dove si stanno muovendo i
primi passi in questo senso. Eppure la Asl ha tutta una serie di competenze
che vanno dalla cattura del randagio al controllo dei canili. Che nel
territorio sono assolutamente inadeguati. Sia il Canile Europa, convenzionato
con 24 comuni, che quello della Lida sono ormai saturi. |
