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Gli
animalisti: non «sparate» sulla Sill
«I
veterinari praticano l'eutanasia sui gatti solo se non c'è speranza»
LA POLEMICA SUL CANILE
BOLZANO. Non si placa la polemica dopo le accuse lanciate da una
dipendente del canile della Sill (che aveva messo a punto un vero e
proprio dossier con tanto di fotografie), che denunciava il decesso di una
sessantina di gatti in condizioni tutt'altro che terminali, fatti morire
tra le mura della struttura provinciale. Animali che - secondo l'accusa -
potevano tranquillamente essere salvati e che invece erano stati fatti
morire. Sulla questione - che ha scosso la sensibilità di molte persone -
intervengono adesso le Associzioni "Amici degli animali" di
Merano, Lana, Caldaro, Brunico e Tirolo. «Ci dispiacerebbe molto -
spiegano le associazioni - che accuse come quelle recentemente pubblicate
anche sull'"Alto Adige" dovessero portare al timore degli
addetti ai lavori di praticare l'eutanasia ad animali terminali le cui
malattie giudicate inguaribili sono accompagnate da dolori insopportabili
e quindi si pensasse di far soffrire gli animali solo per tenere
tranquilla la gente. Noi speriamo - continuano - che i veterinari ed il
personale addetto alle cure degli animali proseguano nel loro rapporto di
collaborazione con la direzione della Sill assicurando così, con la
protezione sensata ed efficace degli animali, la buona riuscita del lavoro
secondo quello che è lo spirito del pensiero animalista e che, come hanno
fatto finora, continuino a darsi da fare per migliorare le condizioni di
vita degli animali che vivono proprio all'interno della struttura.
Lavoriamo da anni in stretto contatto con la Sill - continuano le
associazioni animaliste - al quale, dopo aver prestato i primi soccorsi,
portiamo gli animali feriti o maltrattati perché siano curati a dovere. E
tutti noi possiamo testimoniare la competenza, l'idealismo e la buona dose
di coinvolgimento personale che mettono in questo difficile lavoro sia i
veterinari che il personale addetto alle cure degli animali stessi e
confermiamo che la frequenza degli interventi di eutanasia sia
estremamente ridotta».
Il giorno dopo l'esplosione del caso toccò al responsabile della
struttura - il veterinario Giovanni Lorenzi - mantenere la calma. «L'aspetto
forse peggiore di questa vicenda - aveva detto - è che per noi ora sarà
dura tornare a lavorare come prima. Tutto si risolverà in una bolla di
sapone, perché le accuse sono infondate, ma tra la gente resterà sempre
un'ombra sul nostro operato. C'è rabbia, perché qui lavoriamo tutti
anche per passione, per amore degli animali, dedicando gratuitamente molte
ore del nostro tempo libero»», ma c'è anche costernazione, perché le
accuse, feroci, sono arrivate proprio dall'interno, da una delle
dipendenti.
A proposito di dati, ecco quelli relativi all'attività della Sill da
gennaio a settembre del 2001: gatti entrati: 812; gatti usciti (affidati,
morti, liberati): 800; gatti deceduti: 29, l'80% dei quali appena nati (1
o 2 giorni); gatti soppressi: 23, l'80% dei quali lo stesso giorno
dell'arrivo perché ritenuti in condizioni tanto gravi da considerarsi
irreversibili.
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