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Inutili
le proteste della compagnia di «Mauro Orfei»: le bestie, trasferite in
un Comune limitrofo, non daranno spettacolo
Carmagnola, sotto il tendone un circo senza gli
animali
Applicata
l’ordinanza contro i maltrattamenti
Massimiliano
Peggio
CARMAGNOLA
«Signore e signori ecco a voi il circo senza animali...». Non per
scelta ma per obbligo: niente tigri, elefanti, cavalli ammaestrati e
cammelli sornioni. A Carmagnola non si scherza. Così impone un
ordinanza del comune, da due anni. Una «legge locale» tutta
animalista, voluta per vietare sul territorio qualsiasi tipo di
spettaccolo con l’impiego di animali. A farne le spese, il circo «Mauro
Orfei», in tournée nella città dei peperoni per cinque giorni, fino a
lunedì. «La commissione municipale che rilascia le autorizzazioni per
l’allestimento del tendone ci ha subito messi in guardia: "Via
gli animali o niente permesso".
Nella piazza della chiesa, gli animali del circo «Mauro Orfei» sono
l’attrazione per tutti gli abitanti del piccolo comune alle porte del
cuneese. Molti, incuriositi, circondano le gabbie, mentre un addetto
raccoglie diligentemente con pala e carretta le «tracce» seminate qua
e là dal cammello. «E’ stato gentile il sindaco di Caramagna ad
ospitarci, non vorremmo creare troppi disagi: dopo lunedì andremo a
Novi Ligure, là non avremo problemi» dicono al circo. E spiegano che
in 25 anni di carriera non avevano mai incontrato un Comune così
intransigente: «Da sempre gli animali fanno parte del circo: i bambini
si aspettono di vederli», dice.
Sotto il tendone solo trapezisti e clown, giocolieri, ed equilibristi. E
aggiunge: «Abbiamo chiesto scusa agli spettatori, dicendo
pubblicamente, durante la prima serata, che il comune ci aveva vietato
di portare gli animali». Uno dei responsabili del circo mostra gli
animali. Sono lì, nelle gabbie, si inseguono irrequiete. «Le ho
praticamente cresciute nel mio letto: sono bravissime ma non bisogna mai
esagerare». Sbuffano, si strusciano come gattoni, e ti guardano con
quei loro occhi ipnotizzanti. Soffrono? «Ma no, sappiamo come
trattarli, basta guardarli per capire che sono in salute. Noi cerchiamo
semplicemente di lavorare rispettando gli animali».
A Carmagnola, però, gli animalisti non ammettono giustificazioni. «Lo
dico sempre ai bambini delle scuole: avete mai visto in natura una tigre
ballare la tarantella? No, perché non sono fatte per quello».
Antonella Cacciatore, ironia dei cognomi, è la più agguerrita
sostenitrice dell’ordinanza. E’ la presidente della sezione Enpa di
Carmagnola: proprio dall’attività dell’associazione è partita la
campagna che ha portato l’ex sindaco Angelo Elia ad emettere
l’ordinanza. Racconta le sue battaglie, e soprattutto si infervora
contro chi si spaccia per difensore degli animali. Dice: «Abbiamo detto
basta dopo aver visto manifestazioni dove gli animali venivano
imbavagliati con nastro adesivo, e costretti a vivere in condizioni
igieniche drammatiche».
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