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Diciotto
denunce del Corpo Forestale di Padova nell'ambito dell'indagine «Volo
libero», durata due anni
Sgominato
giro miliardario di animali imbalsamati
Dopo aver sgominato un vasto traffico di animali esotici, specie
rarissime in via di estinzione, gli investigatori padovani del Corpo
Forestale dello Stato hanno rivolto la loro attenzione sull'altrettanto
redditizia compravendita illegale di pregiati animali morti o
imbalsamati, destinati ai collezionisti. La seconda inchiesta,
denominata «Volo libero», è partita sulla scìa della prima, durata
un paio d'anni e condotta in collaborazione con i colleghi friulani e la
Finanza di Gorizia. Alla fine è stato stroncato un vasto e articolato
traffico di fauna, in particolare avifauna, che dal territorio friulano
e da alcuni Paesi dell'Est Europeo (Lapponia, Romania, Ungheria, ex
Unione Sovietica...), veniva commercializzata in tutto il territorio
nazionale, con guadagni miliardari. Diciotto le persone denunciate, con
l'accusa di ricettazione, riciclaggio, falso, peculato, violazione della
convenzione di Washington e delle norme sulla caccia e la pesca. Tra gli
indagati ci sono il coordinatore degli agenti di vigilanza ambientale
della provincia di Udine, il responsabile di un centro convenzionato con
l'amministrazione provinciale di Udine per il mantenimento di animali
selvatici in difficoltà ed il presidente di un'associazione di
cacciatori nella cui sede romana sono stati sequestrati oltre mille
esemplari vivi, imbalsamati e congelati di fauna protetta, tra cui un
puma, i trofei di una zebra e di una gazzella. In tutto sono stati
sequestrati ottomila esemplari di fauna: tra le specie di particolare
interesse biologico ci sono aquila reale, falco pellegrino, gufo reale,
sparviero, grifone, nibbio. Nell'ambito dell'inchiesta M.G. di Vicenza e
C.G. di Brescia, colti in flagranza di reato, hanno cercato di farla
franca attraverso un maldestro tentativo di corruzione nei confronti di
un ispettore della Forestale. Nell'occasione sono stati sequestrati i
volatili trasportati dalla coppia e la somma di venti milioni in
contanti, che dovevano essere usati per il tentativo di corruzione.
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