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IL CASO–Denuncia dell'Enpa: Le comprano e se ne disfano. E c'è chi le mangia Tartarughe, dura la vita Abbandonate, finiscono sempre più spesso in pentola
«Le comprano, se le portano a casa e si ripromettono di non lasciarle finché morte non li separi: poi però, quando diventano grandi e la vasca si fa troppo stretta, il 99,9% delle persone decide di sbarazzarsene. E le abbandona. Dove? Nel laghetto della stazione, in quello del Parco Ducale, quando era aperto, a Collecchio al Parco Nevicati, oppure nei fiumi. Se non, direttamente, in un cassonetto. E' un problema che si ripete di continuo». Arrivano da lontano ma, per definizione, non fanno molta strada: «travestite» da premio di consolazione di qualche Luna park oppure comprate (le trovi anche a trentamila lire, anche se alcune arrivano a costare tre milioni) per fare contento il pupo diventano un giocattolo di cui disfarsi presto. Già: dura la vita della tartaruga. Hai voglia a sporgerti, con quella faccia un po' così, fuori dal guscio: non fai a tempo a fare due passi, che magari, un attimo dopo, ti ritrovi nel pentolone, buona per la zuppa. Sì, perché quello del laghetto della stazione _ con l'albanese trovato a «pescare» tartarughe alla luce del sole («lo fanno tutti...», si è giustificato) _ non è un caso isolato. Ma un episodio che fa luce su un problema di più vaste proporzioni: decine e decine di tartarughe, anche nella nostra città vengono abbandonate. Libere, in certi casi, di fare danno: in altri di finire in brodo. Una situazione che gli animalisti denunciano da tempo: ma anche nei negozi specializzati si lancia l'allarme. «La stragrande maggioranza di chi acquista una tartaruga _ spiegano ad esempio da «Kibbutz» in via Emilia Ovest _ finisce poi per disfarsene. Le comprano che sono piccole, poi se le ritrovano grandi tre volte tanto. E scoprono di non avere lo spazio dove tenerle, né il tempo necessario da dedicargli. Mettiamo sempre in guardia chi vuole acquistare una tartaruga: ma spesso è come parlare al muro, non c'è niente da fare». Risultato? «Le tartarughe in Emilia Romagna _ dice Lella Gialdi, presidente dell'Enpa, da sempre sensibile a questo problema _ ormai sono praticamente ovunque: moltissime anche nel Po. Da due anni è stata vietata l'importazione della tartaruga dalle guance rosse, una predatrice terribile, capace di mordere anche l'uomo: ma molti di quelli che ce l'avevano già in casa se ne sono liberati. I più coscienti si rivolgono a associazioni come la nostra: noi poi chiediamo aiuto al Centro tutela della fauna esotica di Bologna oppure al Wwf di Grosseto». Ma più spesso, la lentissima corsa della tartaruga finisce in qualche cucina: «Nel laghetto del Giardino ce ne sono sempre parecchie: poi, tutto a un tratto spariscono. Ogni anno è la stessa storia. Gira la voce che dietro ci sia un traffico: parlavano di una donna che le pagasse diecimila lire l'una per rifornire un ristorante». Verità o leggenda? Di certo, comunque, «è contestabile _ prosegue la Gialdi _ il fatto che la tartaruga venga utilizzata per la zuppa. Si tratta di un animale d'affezione, domestico: sarebbe come mangiare un cane o un gatto». Eppure c'è chi lo fa: forse per quelle mitiche proprietà afrodisiache, forse per disperazione. I ristoranti orientali? Negano con decisione: tra lo stupito e il divertito. Ma come fare a salvaguardare le tartarughe abbandonate? La Gialdi cita, a proposito, il caso di Salsomaggiore: «L'anno scorso nel laghetto pubblico c'erano una quarantina di tartarughe che avevano assalito gli anatroccoli mordendogli le zampe. Il Comune ha provveduto a metterle in vasconi, alimentandole in attesa di piazzarle altrove. All'amministrazione di Parma chiediamo che faccia lo stesso: vietando, inoltre, tramite ordinanza, la distribuzione di tartarughe nei Luna park». L'assessore all'Ambiente, Pietro Vignali, non si fa prendere in contropiede: «Sono a conoscenza _ spiega _ della richiesta di vietare la vendita di animali nei Luna park: mi sono ripromesso di discuterne con l'assessore al Commercio. Ma oltre a questo, stiamo anche preparando un'ordinanza quadro contro l'abbandono degli animali: ne parleremo approfonditamente anche durante la Giornata ecologica, domenica 10, quando distribuiremo depliant, con tutte le istruzioni per l'uso per evitare l'abbandono, sempre frequente in estate. E comunque, per chi maltratta gli animali, sono in vigore sanzioni penali». In attesa che la gente capisca che quella bestiola con la corazza «non è _ come sottolineano anche da «Exotica», in via Sartori _ un giocattolo per bambini». F. Mol. |
