Strage di cani e gatti, allarme a Pescasseroli
I proprietari degli animali si sono rivolti a carabinieri e Asl



Cristina Notarantonio

PESCASSEROLI. Otto cani, avvelenati con la stricnina, sono stati trovati morti la vigilia di Pasqua dai rispettivi proprietari, tutti allevatori che hanno le proprie stalle nella zona delle «Foche», a sud di Pescasseroli.
I cani morti sono cinque bastardini, un pittbul e due volpinia cui vanno aggiunti due piccoli gatti. Infine, un altro cane è stato trovato morto dal padrone, anche in questo caso in una zona centrale del paese.
Una vera e propria strage di animali, che ha indotto i proprietari a denunciare il caso ai carabinieri e alla Asl. Quest'ultima ha inviato un proprio veterinario, che ora dovrà analizzare le carcasse degli animali per scoprire come e con che cosa sono stati avvelenati.
Intanto, la morte fulminante dei cani ha fatto subito pensare ad un avvelenamento da stricnina, ma non sono escluse altre ipotesi. Per motivi igienici, le carcasse sono state seppellite in grosse buche scavate con la ruspa.
La situazione ha però suscitato, oltre che sdegno, anche parecchio allarme perché nella zona delle "Foche", poco prima delle stalle, ci sono ben tre campeggi. I prati dove gironzolavano i cani sono spesso frequentati da persone e, soprattutto, da bambini e il veleno usato per uccidere è pericolosissimo anche per l'uomo.
In ogni modo, i carabinieri della locale stazione hanno avviato delle indagini per scoprire il responsabile. Non è la prima volta che a Pescasseroli accadono episodi del genere. Un paio di anni fa i cani furono uccisi con la classica polpetta avvelenata lanciata all'animale dentro il recinto dove era custodito dal proprietario. Anche allora ci furono denunce ai carabinieri e alla Asl, ma le indagini non approdarono a nessun risultato.
Prima di Pasqua tra l'altro, il sindaco di Pescasseroli, Gallinelli, ha emanato un'ordinanza dove invita tutti i proprietari di cani a non lasciare il proprio animale incustodito e a registrarlo all'anagrafe canina della Asl. La multa, per i trasgressori, varia dalle 300mila lire ai tre milioni.

 

 

Servizio arretrati dal 7 gennaio 2001

Home