Comunicato Stampa

 

EMBARGO FINO A SABATO 15 SETTEMBRE 2001

 

COMUNICATO STAMPA LAV DI SABATO 15 SETTMBRE 2001

CACCIA, DOMANI L'APERTURA: ECCO LE NOVITÀ "CALIBRO 12" DELLA STAGIONE VENATORIA 2001/2002: FURETTI SANGUINARI, DISTRUZIONE DI UOVA DI GABBIANI E "POLENTA E FRINGUELLI".
LAV: DENUNCEREMO ALLA COMMISSIONE EUROPEA I REGALI DELL'ITALIA ALLE DOPPIETTE.

Domani, giorno di apertura della stagione venatoria 2001/2002, circa 800mila cacciatori potranno sparare su 48 specie fra uccelli e mammiferi fino al prossimo 31 gennaio, protetti e sostenuti nella loro crudele attività dalle Amministrazioni regionali e provinciali che sfornano leggine e decreti di liberalizzazione selvaggia delle doppiette.

I regali delle Regioni ai cacciatori, infatti, anche per questa stagione sono tanti e spesso indegni per un Paese civile: come non giudicare barbaro, infatti, il decreto del Presidente della Regione Sicilia, on. Salvatore Cuffaro, che ha autorizzato la sanguinaria caccia ai conigli col furetto (introdotto nelle tane, il mustelide comincia a mordere e sgozzare i conigli costringendoli ad uscire).

Altri doni filovenatori vengono dalla Regione Toscana: oltre alla pre-apertura del 2 settembre, grazie a due recenti delibere regionali si potranno cacciare anche passerotti e storni, protetti dalla direttiva CEE 79/409, nonostante ad agosto il Governo Berlusconi avesse bocciato la leggina toscana sulla caccia "in deroga" alle norme CEE. Anche nelle Regioni Emilia-Romagna, Marche, Veneto, Trentino ed Umbria è stata consentita la caccia agli uccelli migratori protetti, nonostante il loro abbattimento sia considerato reato dalla legge statale n.157 del 1992 sulla caccia. In Lombardia, inoltre, ai cacciatori è stata regalata la caccia a peppole e fringuelli per l’incivile tradizione culinaria della "polenta e osei", nonostante siano uccelli protetti sin dal 1993 con un decreto dell'allora Presidente del Consiglio Carlo Azelio Ciampi!

In Veneto la Regione ha consentito ai titolari di aziende ittiche addirittura di distruggere le uova di gabbiani nei nidi e di sparare anche di notte ai cormorani; la Provincia di Bergamo ha autorizzato per i prossimi giorni l'apertura di 22 roccoli (impianti per la cattura di uccelli con le reti, da usare come richiami vivi) prevedendo di catturare ben 8.500 migratori, da cedere ai cacciatori che ne facciano richiesta…

"La situazione di 'malacaccia' determinata dallo strapotere delle regioni, sempre affannate a trovare nuovi espedienti giuridici per allargare al massimo tempi, modi e specie cacciabili, è un fatto grave che ci porta fuori dall'Europa - dichiara Ennio Bonfanti, consigliere direttivo della LAV - per questo chiederemo l'intervento della Commissione Europea a tutela del patrimonio faunistico internazionale: inoltreremo agli uffici di Bruxelles una serie di dossier che dimostrano la violazione del diritto comunitario sulla conservazione della natura da parte delle regioni italiane".

15 settembre 2001
Ufficio Stampa LAV 064461325 - 3332210604
 

EMBARGO FINO A SABATO 15 SETTEMBRE 2001


CACCIA AGLI STORNI: ATTO DI CLIENTELISMO VERSO LA LOBBY VENATORIA E VERGOGNOSO ESEMPIO DI ANALFABETISMO GIURIDICO. LAV: "NESSUN DANNO ALLE COLTURE, SOLO UNA LIBERALIZZAZIONE SELVAGGIA DELLA CACCIA. PRESENTEREMO ESPOSTO ALLA COMMISSIONE EUROPEA"

 

"L'ennesimo atto di sudditanza allo strapotere del mondo venatorio, l'ultimo atto di clientelismo a favore degli 8mila cacciatori trentini", così la LAV giudica la "deroga" approvata nei giorni scorsi dalla Giunta provinciale di Trento che permette l’abbattimento degli storni.

La LAV ritiene che la motivazione addotta, ossia i danni procurati all'agricoltura, sia in realtà un vergognoso pretesto per liberalizzare la caccia di questi uccelli, come dimostrato da alcuni semplici quesiti: perché la Provincia non rende pubblici i fantomatici danni? Chi ne verificherebbe l'effettiva consistenza? Non si sta forse cercando di creare un "allarme storni" che spiani la strada alla loro caccia indiscriminata? Inoltre, se la Provincia volesse realmente salvare le messi trentine, perché non applicare le norme locali e nazionali che prevedono risarcimenti a favore degli agricoltori danneggiati?

E’ inoltre evidente l’assoluta illiceità del provvedimento, che autorizza l'abbattimento di una specie protetta dalla Direttiva CEE n.79/409/. "La decisione della Giunta condanna a morte migliaia di migratori poco più grandi della cartuccia necessaria per ucciderli - denuncia Ennio Bonfanti, consigliere direttivo e responsabile settore "fauna" della LAV - e rappresenta un esempio di analfabetismo giuridico: la materia delle deroghe e delle specie cacciabili, infatti, è di stretta competenza dello Stato ed è pertanto gravemente illegittimo il tentativo della Provincia di accaparrarsi un potere non riconosciuto. Siamo di fronte ad un provvedimento incostituzionale che sancisce la secessione venatoria del Trentino dall'Italia e dall'Europa!".

Contro l'assalto ai migratori, la LAV annuncia un esposto alla Commissione Europea: "Chiederemo agli uffici di Bruxelles di aprire un'inchiesta formale per violazione del diritto comunitario - conclude Ennio Bonfanti - e presenteremo un dossier per smascherare definitivamente lo strapotere della ‘lobby calibro 12’ in questa provincia".

La LAV, infine, lancia un avvertimento alle doppiette: l'abbattimento e/o la detenzione di specie - come lo storno - non incluse nell'elenco di quelle cacciabili, costituisce reato ai sensi dell'art.30, comma 1, lett.h, della legge statale n.157 del 1992; un reato perseguibile anche nel caso in cui l’attività sia consentita da provvedimenti locali, in quanto il sistema sanzionatorio penale può essere modificato solo dal Parlamento e non da una delibera amministrativa locale.
13.09.2001

Ufficio Stampa LAV: 06.4461325 - 333.2210604 - ufficiostampa@infolav.org

 

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