L’intervista . Parla Riccardo Sturla Avogadri, pilota di jet di
linea e presidente della «Shark Academy», l’associazione
internazionale sorta a difesa del «re» degli oceani
Una carezza
allo squalo
Anche il temibile «Leucas» è ipnotizzato dalla sua mano
di Donatello
Bellomo
Quando lavora, impugna la cloche di un jet di linea, un MD
82 della Meridiana. Quando non è in servizio, Riccardo
Sturla Avogadri vola in un altro cielo, ma rovesciato: il
mare. Ha frequentazioni strane, questo aitante giovanotto
che ha navigato con Vincenzo Onorato «rischiando» di far
parte dell’equipaggio di Mascalzone Latino all’ultima Coppa
America ed è l’attuale proprietario della mitica «Azzurra»
condotta anni fa da Cino Ricci: si circonda di pescicani.
Anzi, di squali. Nel senso che Riccardo è uno dei "guru"
dello "shark feeding", pratica che ha radicalmente mutato
l’approccio dell’uomo al più antico essere vivente, nato 405
milioni di anni fa.
«Nell’estate del 2000, al largo delle Bahamas- spiega- un
istruttore subacqueo, nel tentativo di bloccare un "Carcharhinus
Perezi", uno squalo grigio, gli appoggiò una mano sul muso.
I movimenti rotatori del palmo e delle dita indussero
nell’animale uno stato di rilassamento profondo: lo squalo
si immobilizzò posandosi sul fondo sabbioso».
La mano dell’istruttore si era posata sulle «Ampolle del
Lorenzini» che percepiscono i campi bioelettrici che
s'irradiano dalle altre creature marine. Attraverso questi
elettrorecettori, uno squalo può sentire perfino il battito
cardiaco di una sogliola che nuota sotto la sabbia. Essi gli
consentono inoltre di individuare il campo elettrico delle
correnti e di orientarsi utilizzando il magnetismo
terrestre, come se si servisse di una bussola.
L'informazione che proviene dai sensori viene elaborata da
un cervello paragonabile a quello degli uccelli e dei
mammiferi.
Sturla Avogadri, istruttore di sub da molti anni, già
nell’estate del 2001 iniziò l’apprendimento dello «shark
pretending» perfezionandone in pochi mesi le tecniche. «Lo
squalo dispone di organi di senso straordinari. Una parte
rilevante del suo cervello è preposta all’olfatto: fiuta una
sola goccia di sangue dispersa in milioni di metri cubi
d’acqua. Lo squalo annusa anche l’aria, analizzandone
l’odore: è in grado di percepire la presenza di uccelli
marini posati sulla superficie del mare anche a miglia e
miglia di distanza; immediatamente si dirige in quella
direzione "sapendo" che con tutta probabilità gli uccelli
stanno seguendo un’imbarcazione che sta pescando.»
«Per anni- prosegue Sturla Avogadri che in questi giorni sta
testando una nuova muta in titanio, più adatta di quella a
maglie d’acciaio per una regolazione ottimale dell’assetto
in immersione- questa nostra "disciplina" ha attirato
polemiche ed interesse da parte di molte persone. Grazie al
"pretending" si è potuto in questi anni scoprire molto sul
modo di essere di questa specie assai misteriosa,
ingiustamente perseguitata in quasi tutto il mondo». Sturla
Avogadri ha dimostrato con filmati inoppugnabili a quale
livello di sofisticazione sia giunta la tecnica di "ipnosi"-
il termine è forse improprio ma di immediata comprensione-
da lui appresa e approfondita. Specie come il «Leucas»- la
terza più pericolosa dopo lo Squalo Bianco e lo Squalo Tigre
entrano in una sorta di "transe" permandendo la quale sono
completamente inoffensivi, al punto da poter essere portati
in superficie, rovesciati, accarezzati. Il «Leucas», in
particolare, risale il Rio delle Amazzoni adattandosi
perfettamente alla vita in acqua dolce. Nuota in acque poco
profonde e limacciose, sino a pochi metri dalle rive a
tratti affollate di bagnanti e pescatori. È un predatore
famigerato per le tante aggressioni anche mortali all’uomo.
Un "gioco" pericoloso? Forse: come testimonia la cicatrice
lasciata da uno squalo sulla mano di Sturla Avogadri
nonostante la protezione della muta metallica.
«Lo scopo della "Shark Academy"- sottolinea Sturla Avogadri-
un’associazione emergente non a scopo di lucro- è la difesa
degli squali che con il suo team sta piano piano cercando di
stabilire il giusto rapporto di convivenza uomo-squalo nel
rispetto reciproco dell’ambiente marino. E’ opinione della
Shark Academy, con il suo staff di ricercatori, consulenti,
biologi,video-fotografi, tecnici e sub d’eccezione, che
supportano e contribuiscono allo scopo di divulgare il
messaggio di difesa ambientale, di dover iniziare a cambiare
il concetto d’immersione solo ricreativa in concetto
d'immersione anche a salvaguardia ambientale. Sta diventando
sempre più una necessità quella di avere l’appoggio di
subacquei nel monitorare i fondali, ma questo non basta in
quanto la maggior parte dei sub, non è addestrata nello
svolgere un lavoro di ricerca e di riconoscerimento dellle
specie marine, ed in questo contesto, gli squali. Lo scopo
quindi è quello di creare una struttura "corso"con un
ausilio didattico, un libro, un cd-rom che siano in grado di
soddisfare in pieno la formazione di un sub al
riconoscimento della maggior parte delle specie di squali
presenti negli oceani nei mari e talvolta nei fiumi. Come
strutturare un tale corso? Non è facile! La teoria è tanta e
la pratica è difficile, così come trovare il compromesso tra
le varie leggi, didattiche subacquee».
Lo squalo è una straordinaria "macchina" creata dalla
natura, non un assassino del mare. In realtà è l’uomo che
pervicacemente punta alla sua distruzione con una caccia
indiscriminata in tutti i mari del mondo. La sopravvivenza
di molte specie è seriamente minacciata da un’azione
sistematica e ingiustifiata di sterminio. Lo squalo viene
cacciato per la sua pinna, ritenuta afrodisiaca, per
l’estrazione di una sostanza, presente nelle sue
cartilagini, che curerebbe diverse forme di tumori, per
ricavare sostanze lubrificanti, per un malinteso concetto di
pratica sportiva, per ignoranza: ogni anno cento milioni di
esemplari vengono uccisi senza che sussista alcuna ragione
concreta, né di sicurezza né di approvvigionamento
alimentare. Non è "solo" lo squalo a morire: è l’intero
ecosistema marino che viene privato di un suo protagonista
assoluto. Con le conseguenze del caso.
La Shark Academy, di cui Riccardo Sturla Avogadri è
presidente, ha elaborato un progetto organico che ha come
scopo principale quello di avere nel modo più accurato
possibile un reale riporto degli squali avvistati, istruendo
i sub in questo importantissimo compito. Il risultato può
essere ottenuto solo grazie all'unione di diverse
associazioni, all'esperienza dei singoli individui, ed ai
permessi dei vari stati.
Riccardo Sturla Avogadri e la Shark Academy saranno ospiti
il 2 gennaio di «Cominciamo bene Animali & Animali» condotto
da Licia Colò in onda su Raitre alle 9.55.
- Per saperne di più:
www.sharkacademy.it
www.unosqualoperamico.org
www.co sedimare.com/navigando/squali
www.vialattea.net/esperti/ bio/squali
www.lamaddalena.it/squali |
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