martedì 23 dicembre 2003

L’intervista . Parla Riccardo Sturla Avogadri, pilota di jet di linea e presidente della «Shark Academy», l’associazione internazionale sorta a difesa del «re» degli oceani
Una carezza allo squalo
Anche il temibile «Leucas» è ipnotizzato dalla sua mano

 

di Donatello Bellomo


Quando lavora, impugna la cloche di un jet di linea, un MD 82 della Meridiana. Quando non è in servizio, Riccardo Sturla Avogadri vola in un altro cielo, ma rovesciato: il mare. Ha frequentazioni strane, questo aitante giovanotto che ha navigato con Vincenzo Onorato «rischiando» di far parte dell’equipaggio di Mascalzone Latino all’ultima Coppa America ed è l’attuale proprietario della mitica «Azzurra» condotta anni fa da Cino Ricci: si circonda di pescicani. Anzi, di squali. Nel senso che Riccardo è uno dei "guru" dello "shark feeding", pratica che ha radicalmente mutato l’approccio dell’uomo al più antico essere vivente, nato 405 milioni di anni fa.
«Nell’estate del 2000, al largo delle Bahamas- spiega- un istruttore subacqueo, nel tentativo di bloccare un "Carcharhinus Perezi", uno squalo grigio, gli appoggiò una mano sul muso. I movimenti rotatori del palmo e delle dita indussero nell’animale uno stato di rilassamento profondo: lo squalo si immobilizzò posandosi sul fondo sabbioso».
La mano dell’istruttore si era posata sulle «Ampolle del Lorenzini» che percepiscono i campi bioelettrici che s'irradiano dalle altre creature marine. Attraverso questi elettrorecettori, uno squalo può sentire perfino il battito cardiaco di una sogliola che nuota sotto la sabbia. Essi gli consentono inoltre di individuare il campo elettrico delle correnti e di orientarsi utilizzando il magnetismo terrestre, come se si servisse di una bussola. L'informazione che proviene dai sensori viene elaborata da un cervello paragonabile a quello degli uccelli e dei mammiferi.
Sturla Avogadri, istruttore di sub da molti anni, già nell’estate del 2001 iniziò l’apprendimento dello «shark pretending» perfezionandone in pochi mesi le tecniche. «Lo squalo dispone di organi di senso straordinari. Una parte rilevante del suo cervello è preposta all’olfatto: fiuta una sola goccia di sangue dispersa in milioni di metri cubi d’acqua. Lo squalo annusa anche l’aria, analizzandone l’odore: è in grado di percepire la presenza di uccelli marini posati sulla superficie del mare anche a miglia e miglia di distanza; immediatamente si dirige in quella direzione "sapendo" che con tutta probabilità gli uccelli stanno seguendo un’imbarcazione che sta pescando.»
«Per anni- prosegue Sturla Avogadri che in questi giorni sta testando una nuova muta in titanio, più adatta di quella a maglie d’acciaio per una regolazione ottimale dell’assetto in immersione- questa nostra "disciplina" ha attirato polemiche ed interesse da parte di molte persone. Grazie al "pretending" si è potuto in questi anni scoprire molto sul modo di essere di questa specie assai misteriosa, ingiustamente perseguitata in quasi tutto il mondo». Sturla Avogadri ha dimostrato con filmati inoppugnabili a quale livello di sofisticazione sia giunta la tecnica di "ipnosi"- il termine è forse improprio ma di immediata comprensione- da lui appresa e approfondita. Specie come il «Leucas»- la terza più pericolosa dopo lo Squalo Bianco e lo Squalo Tigre entrano in una sorta di "transe" permandendo la quale sono completamente inoffensivi, al punto da poter essere portati in superficie, rovesciati, accarezzati. Il «Leucas», in particolare, risale il Rio delle Amazzoni adattandosi perfettamente alla vita in acqua dolce. Nuota in acque poco profonde e limacciose, sino a pochi metri dalle rive a tratti affollate di bagnanti e pescatori. È un predatore famigerato per le tante aggressioni anche mortali all’uomo. Un "gioco" pericoloso? Forse: come testimonia la cicatrice lasciata da uno squalo sulla mano di Sturla Avogadri nonostante la protezione della muta metallica.
«Lo scopo della "Shark Academy"- sottolinea Sturla Avogadri- un’associazione emergente non a scopo di lucro- è la difesa degli squali che con il suo team sta piano piano cercando di stabilire il giusto rapporto di convivenza uomo-squalo nel rispetto reciproco dell’ambiente marino. E’ opinione della Shark Academy, con il suo staff di ricercatori, consulenti, biologi,video-fotografi, tecnici e sub d’eccezione, che supportano e contribuiscono allo scopo di divulgare il messaggio di difesa ambientale, di dover iniziare a cambiare il concetto d’immersione solo ricreativa in concetto d'immersione anche a salvaguardia ambientale. Sta diventando sempre più una necessità quella di avere l’appoggio di subacquei nel monitorare i fondali, ma questo non basta in quanto la maggior parte dei sub, non è addestrata nello svolgere un lavoro di ricerca e di riconoscerimento dellle specie marine, ed in questo contesto, gli squali. Lo scopo quindi è quello di creare una struttura "corso"con un ausilio didattico, un libro, un cd-rom che siano in grado di soddisfare in pieno la formazione di un sub al riconoscimento della maggior parte delle specie di squali presenti negli oceani nei mari e talvolta nei fiumi. Come strutturare un tale corso? Non è facile! La teoria è tanta e la pratica è difficile, così come trovare il compromesso tra le varie leggi, didattiche subacquee».
Lo squalo è una straordinaria "macchina" creata dalla natura, non un assassino del mare. In realtà è l’uomo che pervicacemente punta alla sua distruzione con una caccia indiscriminata in tutti i mari del mondo. La sopravvivenza di molte specie è seriamente minacciata da un’azione sistematica e ingiustifiata di sterminio. Lo squalo viene cacciato per la sua pinna, ritenuta afrodisiaca, per l’estrazione di una sostanza, presente nelle sue cartilagini, che curerebbe diverse forme di tumori, per ricavare sostanze lubrificanti, per un malinteso concetto di pratica sportiva, per ignoranza: ogni anno cento milioni di esemplari vengono uccisi senza che sussista alcuna ragione concreta, né di sicurezza né di approvvigionamento alimentare. Non è "solo" lo squalo a morire: è l’intero ecosistema marino che viene privato di un suo protagonista assoluto. Con le conseguenze del caso.
La Shark Academy, di cui Riccardo Sturla Avogadri è presidente, ha elaborato un progetto organico che ha come scopo principale quello di avere nel modo più accurato possibile un reale riporto degli squali avvistati, istruendo i sub in questo importantissimo compito. Il risultato può essere ottenuto solo grazie all'unione di diverse associazioni, all'esperienza dei singoli individui, ed ai permessi dei vari stati.
Riccardo Sturla Avogadri e la Shark Academy saranno ospiti il 2 gennaio di «Cominciamo bene Animali & Animali» condotto da Licia Colò in onda su Raitre alle 9.55.
- Per saperne di più: www.sharkacademy.it
www.unosqualoperamico.org
www.co sedimare.com/navigando/squali
www.vialattea.net/esperti/ bio/squali
www.lamaddalena.it/squali

 

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