Domenica 1° dicembre 2002

Ancora nulla di fatto per l'ampliamento del canile comunale, malgrado le promesse degli amministratori
«Troppi randagi a spasso in città»

E l'Enpa propone controlli anche ai proprietari di cagne «a rischio gravidanza»
Il servizio veterinario: «Facciamo il possibile ma da soli è davvero dura»

 

Cuccioli di cani abbandonati e randagi il libertà, mentre l'ampliamento del canile comunale sembra caduto nel dimenticatoio.
Per l'Amministrazione comunale il fenomeno del randagismo non sembra ancora essere una priorità, nemmeno dopo il recente convegno organizzato dai volontari dell'Enpa in cui non mancarono prospettive e promesse da parte degli amministratori.
Di fatto esiste già un progetto di ampliamento approvato dall'esecutivo. Ma a quando l'inizio dei lavori? Le proteste al riguardo non mancano, soprattutto da parte dei cittadini, che volendo portare a spasso il proprio cane, sono costretti a rinunciarvi in quanto c'è il rischio di rimanere vittime di improvvise aggressioni di randagi in libertà con cucciolo al seguito.
«In teoria dovremmo accalappiare tutti i randagi e condurli nel canile - spiega
Giovanni Madaro, dirigente del Servizio veterinario dell'Ausl Le/1- ma non è possibile farlo in quanto il canile comunale con i suoi 75 posti rappresenta una modica recettività, peraltro a disposizione di cinque comuni. L'attenuazione del fenomeno, quindi, è subordinata all'ampliamento del canile». Poi Madaro snocciola i dati relativi all'attività di sterilizzazione chirurgica attuata negli utlimi due anni con l'aiuto dei volontari dell'Enpa. Nel 2001 64 casi e quest'anno giá 56. «Ormai - dice - tutte le cagne che non è stato possibile accogliere nel canile sono state tutte sterilizzate. Ció ha consentito di non avere in giro cucciolate».
Lucia Colapietro, che gestisce coraggiosamente il canile comunale, proprio ieri, su segnalazione, ha recuperato un cucciolo di «corso» in contrada «Rutti».
«Noi siamo sempre pronti ad intervenire per recuperare questi cani - afferma - ed offrirli in adozione». Ecco i numeri telefonici: 328.0634227 - 338.8500531. «Spesso si tratta di cuccioli abbandonati da privati - aggiunge - i quali non esitano a mandare in libera uscita la propria cagna in calore, infischiandosene di ciò che accade dopo. A mio avviso - sostiene - ci vorrebbe un'ordinanza del sindaco che stabilisse che i proprietari sottopongano le cagne ad un controllo veterinario almeno ogni sei mesi. Lo specialista si accorgerebbe di un'eventuale accoppiata e il proprietario dovrebbe rispondere del destino dei cuccioli». Colapietro afferma che nel canile non sono pochi i cuccioli di rottweiler, pit-bull e corso. «Frutto di accoppiate indesiderate che viene abbandonato al suo destino».
 

Giovanni Greco

 

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