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Ancora nulla
di fatto per l'ampliamento del canile comunale, malgrado le promesse degli
amministratori
«Troppi
randagi a spasso in città»
E l'Enpa propone
controlli anche ai proprietari di cagne «a rischio gravidanza»
Il servizio
veterinario: «Facciamo il possibile ma da soli è davvero dura»
Cuccioli di cani
abbandonati e randagi il libertà, mentre l'ampliamento del canile comunale
sembra caduto nel dimenticatoio.
Per l'Amministrazione comunale il fenomeno del randagismo non sembra
ancora essere una priorità, nemmeno dopo il recente convegno organizzato
dai volontari dell'Enpa in cui non mancarono prospettive e promesse da
parte degli amministratori.
Di fatto esiste già un progetto di ampliamento approvato dall'esecutivo.
Ma a quando l'inizio dei lavori? Le proteste al riguardo non mancano,
soprattutto da parte dei cittadini, che volendo portare a spasso il
proprio cane, sono costretti a rinunciarvi in quanto c'è il rischio di
rimanere vittime di improvvise aggressioni di randagi in libertà con
cucciolo al seguito.
«In teoria dovremmo accalappiare tutti i randagi e condurli nel canile -
spiega Giovanni Madaro,
dirigente del Servizio veterinario dell'Ausl Le/1- ma non è possibile
farlo in quanto il canile comunale con i suoi 75 posti rappresenta una
modica recettività, peraltro a disposizione di cinque comuni.
L'attenuazione del fenomeno, quindi, è subordinata all'ampliamento del
canile». Poi Madaro snocciola i dati relativi all'attività di
sterilizzazione chirurgica attuata negli utlimi due anni con l'aiuto dei
volontari dell'Enpa. Nel 2001 64 casi e quest'anno giá 56. «Ormai - dice -
tutte le cagne che non è stato possibile accogliere nel canile sono state
tutte sterilizzate. Ció ha consentito di non avere in giro cucciolate».
Lucia Colapietro,
che gestisce coraggiosamente il canile comunale, proprio ieri, su
segnalazione, ha recuperato un cucciolo di «corso» in contrada «Rutti».
«Noi siamo sempre pronti ad intervenire per recuperare questi cani -
afferma - ed offrirli in adozione». Ecco i numeri telefonici: 328.0634227
- 338.8500531. «Spesso si tratta di cuccioli abbandonati da privati -
aggiunge - i quali non esitano a mandare in libera uscita la propria cagna
in calore, infischiandosene di ciò che accade dopo. A mio avviso -
sostiene - ci vorrebbe un'ordinanza del sindaco che stabilisse che i
proprietari sottopongano le cagne ad un controllo veterinario almeno ogni
sei mesi. Lo specialista si accorgerebbe di un'eventuale accoppiata e il
proprietario dovrebbe rispondere del destino dei cuccioli». Colapietro
afferma che nel canile non sono pochi i cuccioli di rottweiler, pit-bull e
corso. «Frutto di accoppiate indesiderate che viene abbandonato al suo
destino».
Giovanni Greco |