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Violenza tra cani, uno morto:
risarcimento danni
“Gentile avvocato, sono una
signora di ottantadue anni e vivo sola in un appartamentino della
periferia di Firenze. Da cinque anni avevo un piccolo cane con cui avevo
ritrovato finalmente un po' di serenità sia per la grande compagnia che mi
faceva, sia per lo stimolo a camminare per portarlo fuori a passeggiare e
non stare più ferma in casa. Purtroppo tre mesi fa un cane senza
guinzaglio e museruola ha aggredito il mio canino mentre camminava con me
al guinzaglio riducendolo in un lago di sangue. Il veterinario ne ha
provate di tutte, ma non c'è stato niente da fare. Le confesso che anche
se era solo un canino, per me voleva dire tanto e non riesco a trovare più
pace. Per questo volevo sapere gentilmente da lei se esiste un modo per
“punire” il proprietario di questo cane molto aggressivo visto che era
anche senza museruola. La ringrazio.”
Lettera firmata – Firenze
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Gentile lettrice, è assolutamente indubbio che anche “se era solo un
canino”, questo sia stato di grande compagnia e abbia costituito per lei
un grande aiuto e supporto psicologico; come è parimenti certa la
responsabilità del proprietario del cane aggressore che non utilizzava
guinzaglio e museruola. In punto di diritto, la perdita del cane le ha
procurato non un danno sia di natura “patrimoniale”, che di natura
psicologico-morale. Proprio per questo motivo, l'unico mezzo che il
legislatore le riconosce è la possibilità di richiedere il risarcimento
dei danni che lei ha patito a causa della morte del suo cane. Questo
risarcimento potrà essere ottenuto in via “bonaria”, o in difetto
ricorrendo alle vie giudiziarie, instaurando una vera e propria causa. In
particolare, per ciò che riguarda la prima voce di danno, il risarcimento
che potrà chiedere sarà costituito dalle spese che ha sostenuto per la
crescita del cane, nonché le spese documentate relative alle cure prestate
dal veterinario dopo l'aggressione mortale. Per quanto attiene la seconda
voce di danno (psicologico-morale), il risarcimento potrà essere
quantificato forfettariamente in via transattiva, ovvero, se agisce
giudizialmente si dovrà rimettere alla discrezionalità dell'organo
giudicante. In ultimo è interessante notare che in proposito, in una
recente sentenza, la suprema Corte di Cassazione ha riconosciuto il
diritto al risarcimento del danno morale al proprietario del cane
aggredito e conseguentemente morto, proprio per la sofferenza provata a
causa del vuoto lasciato e dell'affetto perduto.
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