Domenica 1° dicembre 2002

Violenza tra cani, uno morto: risarcimento danni

“Gentile avvocato, sono una signora di ottantadue anni e vivo sola in un appartamentino della periferia di Firenze. Da cinque anni avevo un piccolo cane con cui avevo ritrovato finalmente un po' di serenità sia per la grande compagnia che mi faceva, sia per lo stimolo a camminare per portarlo fuori a passeggiare e non stare più ferma in casa. Purtroppo tre mesi fa un cane senza guinzaglio e museruola ha aggredito il mio canino mentre camminava con me al guinzaglio riducendolo in un lago di sangue. Il veterinario ne ha provate di tutte, ma non c'è stato niente da fare. Le confesso che anche se era solo un canino, per me voleva dire tanto e non riesco a trovare più pace. Per questo volevo sapere gentilmente da lei se esiste un modo per “punire” il proprietario di questo cane molto aggressivo visto che era anche senza museruola. La ringrazio.”
Lettera firmata – Firenze

* * *
Gentile lettrice, è assolutamente indubbio che anche “se era solo un canino”, questo sia stato di grande compagnia e abbia costituito per lei un grande aiuto e supporto psicologico; come è parimenti certa la responsabilità del proprietario del cane aggressore che non utilizzava guinzaglio e museruola. In punto di diritto, la perdita del cane le ha procurato non un danno sia di natura “patrimoniale”, che di natura psicologico-morale. Proprio per questo motivo, l'unico mezzo che il legislatore le riconosce è la possibilità di richiedere il risarcimento dei danni che lei ha patito a causa della morte del suo cane. Questo risarcimento potrà essere ottenuto in via “bonaria”, o in difetto ricorrendo alle vie giudiziarie, instaurando una vera e propria causa. In particolare, per ciò che riguarda la prima voce di danno, il risarcimento che potrà chiedere sarà costituito dalle spese che ha sostenuto per la crescita del cane, nonché le spese documentate relative alle cure prestate dal veterinario dopo l'aggressione mortale. Per quanto attiene la seconda voce di danno (psicologico-morale), il risarcimento potrà essere quantificato forfettariamente in via transattiva, ovvero, se agisce giudizialmente si dovrà rimettere alla discrezionalità dell'organo giudicante. In ultimo è interessante notare che in proposito, in una recente sentenza, la suprema Corte di Cassazione ha riconosciuto il diritto al risarcimento del danno morale al proprietario del cane aggredito e conseguentemente morto, proprio per la sofferenza provata a causa del vuoto lasciato e dell'affetto perduto.

 

Articoli  dal 1° Febbraio al 30 novembre 2002

Servizio arretrati dal 7 gennaio 2001 al 31 gennaio 2002
 

 

Home