Domenica 1° dicembre 2002

Cane bruciato, caccia ai responsabili

CORDENONS. Hanno agito con tranquillità quelle persone che nei giorni scorsi, come abbiamo riferito, avevano abbandonato la carcassa di un cane in località Campagnutta a Cordenons, dove avevano anche cercato di bruciare l’animale. Operazione, quest’ultima, che non è andata a buon fine in quanto il terreno era fradicio di pioggia.
Le guardie cinofile e un veterinario, accompagnati sul posto dai vigili urbani di Cordenons, hanno potuto constatare, da una prima ricognizione dell’animale, che si trattava di un esemplare femmina di pastore tedesco, morto con tutta probabilità per cause naturali, anche se si dovrà aspettare l’autopsia per il pronunciamento definitivo. Il veterinario ha appurato, inoltre, che l’animale non era dotato del microchip per poter risalire al proprietario. Con tutta probabilità gli autori del fatto hanno tranquillamente pensato di sbarazzarsi del pastore tedesco in un modo del tutto incivile abbandonandolo lungo una strada secondaria circondata da siepi, proprio perché sicuri di non venire assolutamente identificati.
Le guardie cinofile hanno anche detto che una persona sola non avrebbe potuto trasportare l’animale dalla macchina al fossato sia per il peso sia per l’ingombro del sacco dove, con tutta probabilità, era stato messo il cane lupo. Dopo una breve ricognizione sul terreno la carcassa dell’animale è stata portata al macello dove nei prossimi giorni, dopo l’esame autoptico, sarà bruciata nell’inceneritore. I vigili urbani di Cordenons, intanto, hanno aperto un fascicolo contro ignoti per maltrattamento di animali. Con tutta probabilità gli autori resteranno tali perché poco o nulla è emerso dal sopralluogo. E’ stata, invece, avanzata un’ipotesi sul comportamento da censurare degli autori. Probabilmente il cane lupo potrebbe essere morto a casa (anche se non è ancora del tutto caduta l’ipotesi che sia stato ammazzato) e per non pagare le spese dell’inceneritore per bruciare la carcassa il proprietario ha messo in atto il macabro rituale.
Intanto c’è da registrare una presa di posizione delle associazioni cinofile e degli amici degli animali che hanno stigmatizzato quanto accaduto nelle campagne cordenonesi. (m.co.)

 

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