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I
residenti di Corte denunciano il fenomeno ai carabinieri ma il gruppetto
di bracconieri è riuscito a dileguarsi
Chiusi in casa
per i cacciatori
Nonostante i divieti, dagli argini sparano anche verso l'abitato
di
Enrico Ferro
PIOVE DI SACCO. Cacciatori abusivi sugli argini del Brenta. La denuncia è
giunta ieri da alcuni residenti che hanno chiamato il 112 lamentando la
presenza di un gruppo di cacciatori in zona di caccia vietata. Sul posto è
giunta una gazzella dei carabinieri ma il gruppetto si era già dileguato.
Le lamentele sono giunte precisamente dai residenti
in via Argine sinistro, nella frazione di Corte. Secondo quanto
raccontano, dall'inizio della stagione, sarebbe ricorrente la presenza dei
cacciatori che senza nessuna remora esplodono colpi a destra e a manca.
Tutto in una zona delimitata dai cartelli con divieto di caccia. «Erano in
tre - racconta un residente che chiede di rimanere anonimo -. Erano
all'incirca le 8.30 di mattina e ho sentito i primi colpi di fucile. Erano
a poche decine di metri da casa nostra e hanno sparato anche in questa
direzione. Ho assistito anche all'uccisione di una lepre».
Stando al racconto degli abitanti della frazione di Corte sempre più
spesso nei fine settimana, in particolare il sabato, vengono trovati
pallini esplosi dai fucili, sopra il tetto, in giardino o nel cortile.
«Oltre che cacciare in zona vietata, non si preoccupano minimamente della
direzione in cui sparano. Noi dobbiamo preoccuparci di stare chiusi in
casa per paura». Ieri mattina sul posto è giunta una pattuglia del
Radiomobile di Piove. I carabinieri hanno ispezionato la zona, ma
evidentemente i cacciatori erano riusciti a darsela a gambe. «La mia è
stata una segnalazione per far sapere ai carabinieri che c'è chi pratica
la caccia in zona vietata - continua uno dei residenti -. Mi pare che i
cartelli siano chiari. Qui vige il divieto di caccia». La sorveglianza per
questo tipo di trasgressioni spetterebbe alla Polizia provinciale, agli
uomini comunemente conosciuti come guardie venatorie.
Tutti a Corte si auspicano un più assiduo controllo, perché il fenomeno
sarebbe abbastanza costante dall'apertura della stagione di caccia. «Oltre
al rispetto per chi abita in queste zone, ci aspettiamo che chi ha la
passione della caccia lo faccia nelle zone in cui gli è consentito». |