Domenica 1° dicembre 2002

I residenti di Corte denunciano il fenomeno ai carabinieri ma il gruppetto di bracconieri è riuscito a dileguarsi
Chiusi in casa per i cacciatori
Nonostante i divieti, dagli argini sparano anche verso l'abitato

 

di Enrico Ferro

PIOVE DI SACCO. Cacciatori abusivi sugli argini del Brenta. La denuncia è giunta ieri da alcuni residenti che hanno chiamato il 112 lamentando la presenza di un gruppo di cacciatori in zona di caccia vietata. Sul posto è giunta una gazzella dei carabinieri ma il gruppetto si era già dileguato.
Le lamentele sono giunte precisamente dai residenti in via Argine sinistro, nella frazione di Corte. Secondo quanto raccontano, dall'inizio della stagione, sarebbe ricorrente la presenza dei cacciatori che senza nessuna remora esplodono colpi a destra e a manca. Tutto in una zona delimitata dai cartelli con divieto di caccia. «Erano in tre - racconta un residente che chiede di rimanere anonimo -. Erano all'incirca le 8.30 di mattina e ho sentito i primi colpi di fucile. Erano a poche decine di metri da casa nostra e hanno sparato anche in questa direzione. Ho assistito anche all'uccisione di una lepre».
Stando al racconto degli abitanti della frazione di Corte sempre più spesso nei fine settimana, in particolare il sabato, vengono trovati pallini esplosi dai fucili, sopra il tetto, in giardino o nel cortile. «Oltre che cacciare in zona vietata, non si preoccupano minimamente della direzione in cui sparano. Noi dobbiamo preoccuparci di stare chiusi in casa per paura». Ieri mattina sul posto è giunta una pattuglia del Radiomobile di Piove. I carabinieri hanno ispezionato la zona, ma evidentemente i cacciatori erano riusciti a darsela a gambe. «La mia è stata una segnalazione per far sapere ai carabinieri che c'è chi pratica la caccia in zona vietata - continua uno dei residenti -. Mi pare che i cartelli siano chiari. Qui vige il divieto di caccia». La sorveglianza per questo tipo di trasgressioni spetterebbe alla Polizia provinciale, agli uomini comunemente conosciuti come guardie venatorie.
Tutti a Corte si auspicano un più assiduo controllo, perché il fenomeno sarebbe abbastanza costante dall'apertura della stagione di caccia. «Oltre al rispetto per chi abita in queste zone, ci aspettiamo che chi ha la passione della caccia lo faccia nelle zone in cui gli è consentito».

 

Articoli  dal 1° Febbraio al 30 novembre 2002

Servizio arretrati dal 7 gennaio 2001 al 31 gennaio 2002
 

 

Home