Lunedì 2 dicembre 2002

Un esemplare del cane bagnino eletto in Fiera il «best in show» alla 34ª esposizione internazionale
Il Terranova, un gigante buono che primeggia anche in passerella
 

È uno splendido esemplare di Terranova, il cane bagnino che i più fortunati - da un paio di estati - possono vedere all’opera su alcune spiagge italiane, il «best in show», l’esemplare più bello della 34ª esposizione internazionale canina, che si è conclusa nel tardo pomeriggio di ieri in Fiera. Il Terranova dal nome decisamente fantasioso (Main Tickle it happened one night, ossia il solletico principale accadde una notte: è un po’ il destino dei cani da esposizione, avere generalità così stravaganti) ha sbaragliato la bellezza di 2271 concorrenti, un record per l’expo veronese organizzata dal gruppo cinofilo «Luigi Delaini». Quattrozampe ovviamente bellissimi, dotati di misure standard - al pari delle starlet televisive - che vengono riconosciute in tutto il mondo, in Italia attraverso l’Enci, Ente nazionale cinofilia italiana, riconosciuto dal ministero delle Politiche agricole, cui spetta il compito di tenere aggiornato il libro genealogico (ossia la registrazione di tutte le cucciolate di razza), l’elenco delle razze italiane e, infine, consegnare a allevatori e proprietari il famigerato «pedigree», senza il quale non si ha accesso alle expo canine. Per due giorni gli oltre duemila quattrozampe iscritti alla rassegna hanno sopportato con stoica rassegnazione le spazzolate, le tirate di coda, le pulizie di denti e i bigodini che precedono il rito del passaggio davanti ai giudici, al guinzaglio del proprio padrone o allevatore. Dapprima è stato eletto il più bello per ciascuna razza, poi per raggruppamento e, infine, il migliore in assoluto, il «best in show», e la miglior coppia. La contemporanea presenza, in un unico padiglione della Fiera, di oltre duemila cani ha creato in verità non pochi problemi. Passi per l’odore che ammorbava l’ambiente, ma da censurare - con un’insufficienza agli organizzatori - è la mancanza di «isole» speciali (all’interno e all’esterno del padiglione) in cui i cani potessero espletare i loro bisogni fisiologici. Bestiole e bestioni, poverini, li hanno mollati dove capitava e il visitatore era costretto a slalom pericolosi che impedivano, tra l’altro, di ammirare gli stupendi esemplari rinchiusi nei box o in attesa di sfilare. Come il cane lupo cecoslovacco, ad esempio, importato in Italia da un allevatore modenese: un cane austero, dagli occhi di brace, che ha colpito in particolare l’attenzione dei bambini che, si sa, ai cani in miniatura preferiscono pastori tedeschi, maremmani e i tanto vituperati rottweiler. Assai apprezzati anche il pastore tedesco della Guardia di finanza, addestrato a fiutare la presenza di droga, e i labrador dell’Unità cinofila della protezione civile dell’Ana di Verona. Splendidi cani che vengono addestrati per quasi un anno e mezzo e devono poi superare un esame attitudinale, prima di guadagnarsi l’autorizzazione a partecipare alle ricerche di superficie e fra le macerie. Soddisfatto il presidente del gruppo cinofilo veronese, Vittorio Da Gradi: «Un’edizione molto buona, con partecipanti molto qualificati. L’Expo veronese è ormai un punto di riferimento per molti cinofili». (pcol)

 

Articoli  dal 1° Febbraio al 30 novembre 2002

Servizio arretrati dal 7 gennaio 2001 al 31 gennaio 2002
 

 

Home