Martedì 3 dicembre 2002

Il cane e il gatto sono profondamente diversi...
 

Il cane e il gatto sono profondamente diversi e non è sbagliato affermare che i loro cervelli funzionano in modo quasi opposto, dando vita a comportamenti e attitudini che li rendono due universi lontanissimi.
In fatto di intelligenza questi animali sono senza dubbio molto dotati, ma attenzione: il rischio di antropomorfizzare gli animali è sempre dietro l'angolo! Sono proprio le differenze cognitive tra cane e gatto a illustrarci come ogni specie abbia una propria dimensione psico-comportamentale, per tanti versi non sovrapponibile a quella di altre specie. L¹uomo e lo scimpanzé, per esempio, sono veramente vicini da un punto di vista evolutivo e per tanti versi possiedono molti caratteri comportamentali comuni e tuttavia la differenza riscontrabile è grande.
Figuriamoci quindi quale abisso cognitivo separi l¹uomo dal cane o dal gatto. Non è solo una differenza di grado e questo è forse il più grande sbaglio che comunemente si fa. Ogni specie ha un cervello dotato in modo differente di specifiche funzioni cognitive, cosicché non dobbiamo stupirci se in alcune attività mentali alcune specie si dimostrano superiori a noi: i cani hanno un cervello olfattivo capace di surclassarci in fatto di discriminazione, i piccioni se la cavano molto meglio di noi nella rotazione mentale di oggetti tridimensionali, i topi sanno mappare cognitivamente un territorio con molta più proprietà. Le differenze sono davvero tante e non ha molto senso cercare di fare un paragone riferendosi all¹intelligenza come se si trattasse di una proprietà omogenea. Tutte le facoltà cognitive del cane sono indirizzate alla concertazione e al continuo monitoraggio delle disposizioni dei suoi compagni di branco: la sua è pertanto un¹intelligenza sociale, fondata cioè sulla relazione e sulla capacità di costruire logiche di squadra.
Il cane continuamente legge le nostre emozioni, si sforza di interpretare le nostre intenzioni, si fa letteralmente in quattro per capire i nostri segnali, sonda attimo dopo attimo il tipo di motivazione che ci guida. Il gatto, viceversa, è un cacciatore solitario e, benché sia errato definirlo poco sociale, è evidente la sua vocazione da solista in ogni prestazione. La sua mente è tutta rivolta alla soluzione dei problemi e il miglior passatempo per un gatto sta proprio nel cercare una situazione di scacco e adoperarsi per risolverla. Il gatto è un enigmista di natura, ama tirar fuori un ragno da un buco e, se i problemi mancano, state pur certi che lui li va a cercare.

 

Articoli  dal 1° Febbraio al 30 novembre 2002

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