Eccessivo
il divieto anti-cane
Troveremo aree pubbliche per gli amici a 4 zampe
CARRARA.
Vorrei ringraziare il consigliere della seconda Circoscrizione, Carrara
centro, Antonella Carusi che si è dimostrata una persona civile e
sensibile al problema padroni-animali e ha capito che non si possono
discriminare le persone perché possiedono un animale e non si può
impedire loro di girare la loro città in lungo e in largo, perché sono
cittadini e pagano le tasse come gli altri. Avere un animale non è come
avere una malattia, anzi è un bene che vengano tolti cani e gatti dalle
strade ed è un bene anche per il Comune, che altrimenti, in base alle
leggi vigenti, dovrebbe provedere personalmente, per cui bisogna
incentivare le adozioni e, per far questo, non si debbono porre dei
limiti invalicabii né imporre divieti.
Grazie di nuovo ad Antonella Carusi che ha centrato con molta
sensibilità il problema, che spero risolva nel modo più giusto.
Claudia Spagnuolo, Roma Risponde il sindaco: Gentile signora, sono
anch'io amante degli animali. Sono convinto che anche loro abbiano dei
«diritti». Ma sono altrettanto convinto che i loro padroni abbiano dei
doveri. Vede, io non sono affatto convinto che le ordinanze emanate dal
Comune in materia di condotta sulla tenuta dei cani nei luoghi pubblici
sia «incivile» e «discriminante», solo perché prevede che i nostri amici
quattrozampe siano tenuti al guinzaglio e perché obbliga i loro
proprietari a rimuovere le loro deiezioni. Credo, al contrario, sia
incivile chi porta il proprio animale a soddisfare i legittimi bisogni
fisiologici sulle strade, nelle piazze e sui marciapiedi. Nessuno vuole
impedire la libertà di «girare in città in lungo e in largo»:
semplicemente si chiede il rispetto di elementari norme di civile
convivenza.
Per quanto riguarda le ordinanze sul divieto di accesso e di transito,
devo dirle che sono tutte precedenti il mio insediamento. Posso dirle
fin d'ora che condivido quella prevista per il parco del Paradiso, a
Marina, perché è un luogo frequentato soprattutto da bambini. Così come
la è piazza d'Armi, la cui grande aiuola centrale non può certo essere
utilizzata come «servizio» per i cani. Forse è effettivamente eccessivo
estendere il divieto anche all'area asfaltata. Per cui chiederò
all'ufficio ambiente una relazione, verificando anche la possibilità di
individuare aree pubbliche in cui consentire ai cani di correre
liberamente. Insomma, visto che lei scrive da Roma, un po' come la
«valle dei cani» di Villa Borghese.