Martedì 3 dicembre 2002

Eccessivo il divieto anti-cane
Troveremo aree pubbliche per gli amici a 4 zampe



CARRARA. Vorrei ringraziare il consigliere della seconda Circoscrizione, Carrara centro, Antonella Carusi che si è dimostrata una persona civile e sensibile al problema padroni-animali e ha capito che non si possono discriminare le persone perché possiedono un animale e non si può impedire loro di girare la loro città in lungo e in largo, perché sono cittadini e pagano le tasse come gli altri. Avere un animale non è come avere una malattia, anzi è un bene che vengano tolti cani e gatti dalle strade ed è un bene anche per il Comune, che altrimenti, in base alle leggi vigenti, dovrebbe provedere personalmente, per cui bisogna incentivare le adozioni e, per far questo, non si debbono porre dei limiti invalicabii né imporre divieti.
Grazie di nuovo ad Antonella Carusi che ha centrato con molta sensibilità il problema, che spero risolva nel modo più giusto.
Claudia Spagnuolo, Roma Risponde il sindaco: Gentile signora, sono anch'io amante degli animali. Sono convinto che anche loro abbiano dei «diritti». Ma sono altrettanto convinto che i loro padroni abbiano dei doveri. Vede, io non sono affatto convinto che le ordinanze emanate dal Comune in materia di condotta sulla tenuta dei cani nei luoghi pubblici sia «incivile» e «discriminante», solo perché prevede che i nostri amici quattrozampe siano tenuti al guinzaglio e perché obbliga i loro proprietari a rimuovere le loro deiezioni. Credo, al contrario, sia incivile chi porta il proprio animale a soddisfare i legittimi bisogni fisiologici sulle strade, nelle piazze e sui marciapiedi. Nessuno vuole impedire la libertà di «girare in città in lungo e in largo»: semplicemente si chiede il rispetto di elementari norme di civile convivenza.
Per quanto riguarda le ordinanze sul divieto di accesso e di transito, devo dirle che sono tutte precedenti il mio insediamento. Posso dirle fin d'ora che condivido quella prevista per il parco del Paradiso, a Marina, perché è un luogo frequentato soprattutto da bambini. Così come la è piazza d'Armi, la cui grande aiuola centrale non può certo essere utilizzata come «servizio» per i cani. Forse è effettivamente eccessivo estendere il divieto anche all'area asfaltata. Per cui chiederò all'ufficio ambiente una relazione, verificando anche la possibilità di individuare aree pubbliche in cui consentire ai cani di correre liberamente. Insomma, visto che lei scrive da Roma, un po' come la «valle dei cani» di Villa Borghese.

 

 

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