TREGNAGO. Multe, denuncia e sequestro contro le doppiette che sparavano
anche a specie protette tra i migratori al passo
Stop alla mattanza di uccelli
Il Corpo forestale
blocca i cacciatori
Tregnago. Operazione del
Corpo forestale dello Stato sul valico dei Rancani e sul Monte Bellica,
colline a est con il Comune di San Giovanni Ilarione. La Lipu, lega
protezione uccelli, aveva denunciato la presenza di cacciatori stanziali
e vaganti che esercitavano la caccia in forma illecita. «Non si tratta
di azioni di bracconaggio», spiegano gli agenti forestali, «perché tutte
le persone identificate erano in possesso di regolare permesso di
caccia, ma di infrazioni alle norme perché sono stati abbattuti capi in
più rispetto a quelli consentiti oppure capi di cui è espressamente
vietato l’abbattimento perché appartenenti a specie protette». Tra
sabato e domenica personale del coordinamento provinciale del Corpo
forestale dello Stato è stato coinvolto in maniera massiccia e dopo
numerose ore di appostamento e di avvicinamento è stata decisa l’azione
quando ormai era completo l’accerchiamento dell’area. «Purtroppo la
presenza di cani da riporto, che segnalavano la nostra presenza, non ci
ha permesso di poter far valere su tutti il fattore sorpresa», spiegano
gli agenti, «e per questa ragione qualcuno ha potuto farla franca».
Nei carnieri dei cacciatori identificati sono stati trovati peppole,
fringuelli, una passera matugia, specie che possono essere cacciate fino
a cinque capi, ma anche verdoni e lucherini e un frosone, uccelli che
sono invece assolutamente protetti.
Un uomo è stato denunciato per l’abbattimento di specie non
cacciabili e gli è stato sequestrato il fucile. Due sanzioni
amministrative a carico di altrettanti cacciatori per un carniere che
superava il numero di capi consentiti, mentre un altro cacciatore, che
si era dato alla fuga nel bosco, è stato rintracciato da un’altra
pattuglia della Forestale e la sua posizione è in questo momento al
vaglio degli inquirenti. «I cacciatori identificati sono tutti
provenienti dalla provincia di Vicenza», spiegano gli uomini della
Forestale, «ma quest’anno nelle stesse località è stato fermato anche un
veronese e sono state rilevate infrazioni sia penali sia amministrative
da parte del comando di stazione forestale di Tregnago».
Il proposito del coordinamento provinciale è di intensificare nel
prossimo futuro ulteriori controlli nella zona, facendo partecipare
personale del coordinamento a sostegno della stazione di Tregnago,
impegnata anche su altri fronti per la salvaguardia dell’ambiente. Il
valico dei Rancani, collegato con quello di Collina, è conosciuto da
sempre come luogo di passo. Un tempo, proprio per questa ragione era
stato inserito nelle aree vietate alla caccia e poi, su pressione delle
doppiette, riammesso in territorio di caccia. Dopo giorni di pioggia
continua, alla prima giornata di sole, è stato inevitabile per gli
uccelli di passo radunarsi e avviarsi sulle tradizionali strade di
migrazione. Per i cacciatori appostati facile prendere la mira e colpire
nel gruppo, abbattendo con una fucilata più capi. «È stata una
mattanza», riconoscono gli agenti, convinti dagli spari sentiti mentre
si avvicinavano all’area che all’operazione partecipassero ben più
cacciatori di quelli identificati.
(v.z.)