Un premio
per cani e gatti
Il
rifugio "I fratelli minori" ha vinto un concorso
Sono in arrivo due tonnellate di "crocchette"
s.p.
OLBIA. La Lida di Olbia ha vinto un premio speciale. Un carico di due
tonnellate di crocchette per i suoi 400 cani e per l'esercito meno
numeroso di gatti ospitati al rifugio "I fratelli minori" della zona
Colcò. A parlarne è Cosetta Prontu, una delle volontarie. «Abbiamo
partecipato a un concorso e il nostro canile si è classificato tra i
primi 20 in Italia».
Il concorso era stato indetto dall'associazione nazionale "Amici" e
prevedeva un questionario che i volontari di centinaia di canili sparsi
in tutta la Penisola dovevano compilare.
Evidentemente le risposte date dagli operatori de "I Fratelli Minori"
sono state considerate tra le più interessanti e così, per una
quindicina di giorni, gli ospiti a quattro zampe della struttura
comunale olbiese avranno i "pranzi" assicurati. La premiazione ufficiale
avverrà venerdì mattina alle 10 e quel giorno ci sarà la consegna di 60
sacchi di crocchette per i cani e di 15 sacchi per i gatti.
Alla cerimonia, oltre ai volontari della Lida, parteciperanno anche
alcuni amministratori comunali, già contattati dall'associazione
"Amici".
«Per noi, questo premio, - dice Cosetta Prontu - è un aiuto importante,
anche se finirà in poco tempo. Da quel momento il nostro rifugio
continuerà a vivere la solita situazione di emergenza». Sono
amareggiati, i volontari. Cinque persone che ogni giorno si dedicano con
sacrifici alla cura dei "loro" animali. «I nostri appelli per non
abbandonare i cuccioli, purtroppo non sono serviti: non ce la facciamo
ad andare avanti così. La gente non sterilizza le cagne e così
continuiamo a recuperare cuccioli abbandonati. Ma questi cagnolini, una
volta allontanati dalle mamme, non hanno anticorpi e si ammalano: in
questo momento ne abbiamo 29, colpiti da cimurro e gastroenteriti, che
hanno poca possibilità di sopravvivere. C'è un aspetto, comunque, da
sottolineare: le sterilizzazioni costano care e molti cittadini non
possono permettersele. Anche noi, come Lida, dobbiamo pagare: adesso
stiamo vendendo i calendari per cercare di raccogliere fondi, ma in più
di un'occasione tiriamo fuori i soldi dalle nostre tasche. E la Asl?
Continua a non fare nulla: dovrebbe invece occuparsi delle
sterilizzazioni dei randagi e coprire le spese di quelle famiglie che
non hanno disponibilità».
E ancora. «Nel nostro cammino, andiamo avanti sempre da soli: per i
cuccioli che versano in condizioni critiche utilizziamo il latte
artificiale. Un barattolo che ci dura due giorni, - continua Cosetta
Prontu - ci costa poco più di 20 euro. Nessuno, però, ci dà una mano.
Appena possiamo cerchiamo di organizzare iniziative che ci consentano di
alleviare le difficoltà economiche. Ma siamo sempre in cinque e non è
certo un numero rilevante. E poi, ogni giorno, riceviamo chiamate dai
vari quartieri della città per assistere cani in difficoltà e, nello
stesso tempo, recuperiamo davanti al cancello del rifugio l'ennesima
cucciolata...».