Mercoledì 4 dicembre 2002

Un premio per cani e gatti
Il rifugio "I fratelli minori" ha vinto un concorso
Sono in arrivo due tonnellate di "crocchette"
 



s.p.
OLBIA. La Lida di Olbia ha vinto un premio speciale. Un carico di due tonnellate di crocchette per i suoi 400 cani e per l'esercito meno numeroso di gatti ospitati al rifugio "I fratelli minori" della zona Colcò. A parlarne è Cosetta Prontu, una delle volontarie. «Abbiamo partecipato a un concorso e il nostro canile si è classificato tra i primi 20 in Italia».
Il concorso era stato indetto dall'associazione nazionale "Amici" e prevedeva un questionario che i volontari di centinaia di canili sparsi in tutta la Penisola dovevano compilare.
Evidentemente le risposte date dagli operatori de "I Fratelli Minori" sono state considerate tra le più interessanti e così, per una quindicina di giorni, gli ospiti a quattro zampe della struttura comunale olbiese avranno i "pranzi" assicurati. La premiazione ufficiale avverrà venerdì mattina alle 10 e quel giorno ci sarà la consegna di 60 sacchi di crocchette per i cani e di 15 sacchi per i gatti.
Alla cerimonia, oltre ai volontari della Lida, parteciperanno anche alcuni amministratori comunali, già contattati dall'associazione "Amici".
«Per noi, questo premio, - dice Cosetta Prontu - è un aiuto importante, anche se finirà in poco tempo. Da quel momento il nostro rifugio continuerà a vivere la solita situazione di emergenza». Sono amareggiati, i volontari. Cinque persone che ogni giorno si dedicano con sacrifici alla cura dei "loro" animali. «I nostri appelli per non abbandonare i cuccioli, purtroppo non sono serviti: non ce la facciamo ad andare avanti così. La gente non sterilizza le cagne e così continuiamo a recuperare cuccioli abbandonati. Ma questi cagnolini, una volta allontanati dalle mamme, non hanno anticorpi e si ammalano: in questo momento ne abbiamo 29, colpiti da cimurro e gastroenteriti, che hanno poca possibilità di sopravvivere. C'è un aspetto, comunque, da sottolineare: le sterilizzazioni costano care e molti cittadini non possono permettersele. Anche noi, come Lida, dobbiamo pagare: adesso stiamo vendendo i calendari per cercare di raccogliere fondi, ma in più di un'occasione tiriamo fuori i soldi dalle nostre tasche. E la Asl? Continua a non fare nulla: dovrebbe invece occuparsi delle sterilizzazioni dei randagi e coprire le spese di quelle famiglie che non hanno disponibilità».
E ancora. «Nel nostro cammino, andiamo avanti sempre da soli: per i cuccioli che versano in condizioni critiche utilizziamo il latte artificiale. Un barattolo che ci dura due giorni, - continua Cosetta Prontu - ci costa poco più di 20 euro. Nessuno, però, ci dà una mano. Appena possiamo cerchiamo di organizzare iniziative che ci consentano di alleviare le difficoltà economiche. Ma siamo sempre in cinque e non è certo un numero rilevante. E poi, ogni giorno, riceviamo chiamate dai vari quartieri della città per assistere cani in difficoltà e, nello stesso tempo, recuperiamo davanti al cancello del rifugio l'ennesima cucciolata...».

 

 

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