«Animali
maltrattati, lotteria da fermare»
Stradella: un maiale e un asino fra i premi dell'Anffas, la Lav protesta
di Roberto Lodigiani
STRADELLA. Il maialino e l'asinello messi in palio all'asta di
beneficenza dell'Anffas di Broni-Stradella, scatenano le ire della Lega
antivivisezione (Lav). «C'è il rischio - scrive il responsabile Mauro
Bottigelli ai sindaci Elisabetta Troysi e Maurizio Visponetti - che
l'offrire in premio animali vivi ingeneri nei partecipanti alla lotteria
e rafforzi negli organizzatori la convinzione che gli animali siano
equiparabili ad oggetti». «Nessun rischio, nè maltrattamento», replica
Pinuccia Trespidi, presidente Anffas.
«E' da trent'anni - aggiunge Trespidi - che fra i premi della lotteria
natalizia ci sono un maiale e un asino, e nessuno si è mai sognato di
protestare. Perchè farlo soltanto ora?». Non basta. La presidente dell'Anffas
non ha gradito affatto un passaggio della lettera di Bottigelli, spedita
via fax ai primi cittadini di Broni e Stradella, nel quale il dirigente
della Lav si dice sorpreso che «l'Anffas, una organizzazione i cui fini
statutari sono in gran parte simili ai nostri, abbia assunto
un'iniziativa eticamente contraria allo spirito che anima tutta la sua
azione». «Ma quale affinità di obiettivi - sbotta Trespidi - mi sembra
che i disabili siano ben diversi dagli animali. Quella frase non mi è
proprio piaciuta». L'Anffas fa scudo, dunque. Esclude di fare marcia
indietro, «anche perchè il maiale e l'asinello - precisa Trespidi - sono
accuditi con ogni cura nelle aziende agricole nostri sponsor. Chi li
vincerà, andrà a ritirarli direttamente». Nessun animale chiuso in
gabbia, nessun recinto in cui mettere in mostra i "premi", nessun
maltrattamento. Il sindaco Visponetti, dal canto suo, giudica «una
forzatura» l'iniziativa della Lav e boccia a priori l'ipotesi di
un'ordinanza blocca-lotteria. «Sarà l'Anffas - spiega - a decidere il da
farsi in piena autonomia». L'asta di beneficenza si terrà giovedì sera
al Sandalo Cinese di Stradella. La Lav, comunque, insiste. Chiede che «i
premi in animali vengano sostituiti con oggetti». E paventa, in
particolare, il cattivo effetto che un simile spettacolo potrebbe avere
sui giovani, con comportamenti conseguenti «che si traducono in forme di
disprezzo di ogni essere "inferiore"».