Mercoledì 4 dicembre 2002

«Animali maltrattati, lotteria da fermare»
Stradella: un maiale e un asino fra i premi dell'Anffas, la Lav protesta
 

di Roberto Lodigiani

STRADELLA. Il maialino e l'asinello messi in palio all'asta di beneficenza dell'Anffas di Broni-Stradella, scatenano le ire della Lega antivivisezione (Lav). «C'è il rischio - scrive il responsabile Mauro Bottigelli ai sindaci Elisabetta Troysi e Maurizio Visponetti - che l'offrire in premio animali vivi ingeneri nei partecipanti alla lotteria e rafforzi negli organizzatori la convinzione che gli animali siano equiparabili ad oggetti». «Nessun rischio, nè maltrattamento», replica Pinuccia Trespidi, presidente Anffas.
«E' da trent'anni - aggiunge Trespidi - che fra i premi della lotteria natalizia ci sono un maiale e un asino, e nessuno si è mai sognato di protestare. Perchè farlo soltanto ora?». Non basta. La presidente dell'Anffas non ha gradito affatto un passaggio della lettera di Bottigelli, spedita via fax ai primi cittadini di Broni e Stradella, nel quale il dirigente della Lav si dice sorpreso che «l'Anffas, una organizzazione i cui fini statutari sono in gran parte simili ai nostri, abbia assunto un'iniziativa eticamente contraria allo spirito che anima tutta la sua azione». «Ma quale affinità di obiettivi - sbotta Trespidi - mi sembra che i disabili siano ben diversi dagli animali. Quella frase non mi è proprio piaciuta». L'Anffas fa scudo, dunque. Esclude di fare marcia indietro, «anche perchè il maiale e l'asinello - precisa Trespidi - sono accuditi con ogni cura nelle aziende agricole nostri sponsor. Chi li vincerà, andrà a ritirarli direttamente». Nessun animale chiuso in gabbia, nessun recinto in cui mettere in mostra i "premi", nessun maltrattamento. Il sindaco Visponetti, dal canto suo, giudica «una forzatura» l'iniziativa della Lav e boccia a priori l'ipotesi di un'ordinanza blocca-lotteria. «Sarà l'Anffas - spiega - a decidere il da farsi in piena autonomia». L'asta di beneficenza si terrà giovedì sera al Sandalo Cinese di Stradella. La Lav, comunque, insiste. Chiede che «i premi in animali vengano sostituiti con oggetti». E paventa, in particolare, il cattivo effetto che un simile spettacolo potrebbe avere sui giovani, con comportamenti conseguenti «che si traducono in forme di disprezzo di ogni essere "inferiore"».

 

 

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