Tar dà ragione agli
ambientalisti
Caccia vietata sulla coltre bianca
E niente caccia sulla
neve per gli appassionati di Bologna, Reggio Emilia e Forlì-Cesena, lo
ha deciso il Tar.
Il tribunale amministrativo regionale ha accolto infatti i ricorsi di
Wwf, Lega anti caccia (lac), Lega anti vivisezione (lav) ed ente
nazionale protezione animali (Enpa), sospendendo le norme fissate dai
calendari venatori provinciali dei tre centri emiliano-romagnoli.
Le motivazioni non sono ancora state rese note ma le associazioni
ambientaliste cantano vittoria, ribadendo la loro contrarietà agli
allargamenti arbitrari dei periodi di caccia degli ungulati (da due a
quasi dieci mesi all'anno, anche se divisi per genere, che il ricorso
blocca), delle specie cacciabili (storni, passeri, beccacce, uccelli
migratori) e delle modalità (caccia sulla neve e utilizzo dei richiami
vivi catturati prima del 1997).
Una serie di regole permissive «che derivano dal calendario venatorio
regionale, varato lo scorso luglio e poi recepito dalle province— spiega
Lorenzo Bruschi, responsabile regionale per la vigilanza venatoria del
Wwf—- che non può essere impugnato perchè è un atto di legge, valevole
per quattro anni. Così abbiamo fatto ricorso sui singoli calendari
provinciali, scegliendone solo tre per motivi organizzativi ed
economici».
Bruschi continua poi le sue precisazioni, ribadendo che le loro ragioni
sono state confermate in pieno: «Le sentenze, che la Federcaccia porterà
davanti al consiglio di stato per avere un altro parere, dimostrano che
le nostre osservazioni erano fondate».