Giovedì 5 dicembre 2002

Polpette avvelenate
anche vicino al centro
DENUNCIA Il cucciolo Penny ora in fin di vita


 

 m.f.

Polpette farcite di veleno per uccidere animali i cani, il cui abbaiare da qualcuno è considerato troppo «molesto». Sono ancora tanti i casi di avvelenamento di animali, e non solo in campagna. Anche in città c'è chi segnala casi di animali ammazzati con questo metodo subdolo, e pericoloso non solo per gli animali.
L'ultimo caso è quello segnalato dalla famiglia Campanini, residente nella zona tra via Dalmazia e viale Timavo. Il piccolo Penny, il cane dei Campanini, un Akita Inu di soli 11 mesi, ora sta lottando contro la morte tra incredibili sofferenze, a causa di una polpetta avvelenata.
Non solo. I residenti della zona proprietari di cani sono da giorni minacciati con lettere anonime. «La minaccia è di solito la stessa - dicono i Campanini - "Se non provvedete a fare tacere il cane, si dovrà ricorrere al vecchio e buon metodo delle polpette"».
Un altro cucciolo di cane sarebbe stato ucciso qualche tempo fa proprio con questo metodo.
Sospetti già ce ne sono, almeno da parte dei proprietari dei cani minacciati, e si concentrerebbero nella zona dietro l'Esselunga di viale Timavo.
Peggio della «famigerata Crudelia Demon», dicono i Campanini che «a confronto, è un'adorabile persona di buon animo». Ovviamente «se paragonata a quell'"essere umano" che risiede nella zona, che con tutta la bontà di cui è capace, pochi giorni fa ha avvelenato Penny».
Episodio per il quale è già stata sporta denuncia contro ignoti, fanno sapere i Campanini.
Nomi ovviamente non se ne fanno «ma tutti nella zona - riferiscono i Campanini - sono a conoscenza delle imprese» di questa persona «priva di valori etici, morali e anche di un minimo di coraggio», continuano nello sfogo, più che giustificato, i padroni del cane.
«Così di soppiatto - fanno sapere i Campanini - magari delegando a un compagno di merende l'esecuzione dell'eroica impresa, aproffittando della cordialità e della voglia di giocare tipica di tutti i cuccioli come Penny, le è stata gentilmente offerta una squisita porzione di cibo, condita però con tanto di quel veleno, da distruggerle l'intestino. Caso vuole che il veterinario che l'ha operata sia il "medico di condotta" di altri cani residenti nella zona e ci ha riferito il precedente di un altro cucciolo».
Ora a rischio sarebbero due setter e l'alano di altri residenti della zona minacciati da lettere anonime.
«Facciamo anche una banale considerazione - dicono i Campanini - se Penny non avesse raccolto il pezzo di cibo avvelenato a lei destinato, ma l'avesse ingerito un bimbo? Si sa che i bambini quando giocano hanno la brutta ma naturale abitudine di mettere in bocca tutto ciò che trovano». Un pericolo che non può essere certo sottovalutato

 

 

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