Polpette avvelenate
anche vicino al centro
DENUNCIA
Il cucciolo Penny ora in fin di vita
m.f.
Polpette farcite di veleno per uccidere animali i cani, il cui
abbaiare da qualcuno è considerato troppo «molesto». Sono ancora tanti
i casi di avvelenamento di animali, e non solo in campagna. Anche in
città c'è chi segnala casi di animali ammazzati con questo metodo
subdolo, e pericoloso non solo per gli animali.
L'ultimo caso è quello segnalato dalla famiglia Campanini, residente
nella zona tra via Dalmazia e viale Timavo. Il piccolo Penny, il cane
dei Campanini, un Akita Inu di soli 11 mesi, ora sta lottando contro
la morte tra incredibili sofferenze, a causa di una polpetta
avvelenata.
Non solo. I residenti della zona proprietari di cani sono da giorni
minacciati con lettere anonime. «La minaccia è di solito la stessa -
dicono i Campanini - "Se non provvedete a fare tacere il cane, si
dovrà ricorrere al vecchio e buon metodo delle polpette"».
Un altro cucciolo di cane sarebbe stato ucciso qualche tempo fa
proprio con questo metodo.
Sospetti già ce ne sono, almeno da parte dei proprietari dei cani
minacciati, e si concentrerebbero nella zona dietro l'Esselunga di
viale Timavo.
Peggio della «famigerata Crudelia Demon», dicono i Campanini che «a
confronto, è un'adorabile persona di buon animo». Ovviamente «se
paragonata a quell'"essere umano" che risiede nella zona, che con
tutta la bontà di cui è capace, pochi giorni fa ha avvelenato Penny».
Episodio per il quale è già stata sporta denuncia contro ignoti, fanno
sapere i Campanini.
Nomi ovviamente non se ne fanno «ma tutti nella zona - riferiscono i
Campanini - sono a conoscenza delle imprese» di questa persona «priva
di valori etici, morali e anche di un minimo di coraggio», continuano
nello sfogo, più che giustificato, i padroni del cane.
«Così di soppiatto - fanno sapere i Campanini - magari delegando a un
compagno di merende l'esecuzione dell'eroica impresa, aproffittando
della cordialità e della voglia di giocare tipica di tutti i cuccioli
come Penny, le è stata gentilmente offerta una squisita porzione di
cibo, condita però con tanto di quel veleno, da distruggerle
l'intestino. Caso vuole che il veterinario che l'ha operata sia il
"medico di condotta" di altri cani residenti nella zona e ci ha
riferito il precedente di un altro cucciolo».
Ora a rischio sarebbero due setter e l'alano di altri residenti della
zona minacciati da lettere anonime.
«Facciamo anche una banale considerazione - dicono i Campanini - se
Penny non avesse raccolto il pezzo di cibo avvelenato a lei destinato,
ma l'avesse ingerito un bimbo? Si sa che i bambini quando giocano
hanno la brutta ma naturale abitudine di mettere in bocca tutto ciò
che trovano». Un pericolo che non può essere certo sottovalutato
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