
Giovedì 5 dicembre 2002
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Persiano, il gatto da sofà dormiglione e
«pantofolaio»
di ROBERTO ALLEGRI Proviamo a immaginare un micio mollemente disteso su un divano, accanto a un camino acceso: sono sicuro che la maggior parte delle persone penserà istintivamente a un Persiano. Ed è facile capire perché: da sempre il Persiano è il gatto da casa per eccellenza, pigro, amante del dormire e «pantofolaio» al punto che gli inglesi, che selezionarono la razza all’inizio dell’Ottocento, lo chiamano «il gatto da sofà». Il Persiano è il gatto più conosciuto al mondo e uno dei più diffusi. A renderlo così popolare è la sua bellezza : imponente, con il pelo lungo fin quasi a terra, gli occhi grandi e il profilo piatto come quello di una bambola, è la razza con la maggiore varietà di colori. Il suo mantello va dal rosso al bianco, dal marrone al blu, dal crema al nero, dal grigio al lilla. E la sua indole - non apprezza il moto, adora dormire e si affeziona immensamente al padrone, che non abbandona un attimo - ne fa il micio da appartamento per eccellenza. La cosa curiosa è che fino alla metà del XVI secolo i gatti col pelo lungo erano quasi sconosciuti in Europa. Fu Piero della Valle, letterato ed esploratore, il primo a importare alcuni esemplari di gatti Turchi di Ankara, da cui poi derivarono i Persiani attuali. Il Persiano è un vero gattone: può pesare fino a sette chili e ha un portamento regale. Calmo e riflessivo, instaura un legame fortissimo con le persone della sua famiglia; e stringe facilmente amicizia con altri animali, senza distinzioni. È un filosofo che attraversa la vita adagio, come se niente gli interessasse davvero. Vivere con lui è semplice, ma si deve prestare molta attenzione alla sua pelliccia, perché sia pelo che sottopelo sono molto lunghi: attorno al collo il mantello può raggiungere i venti centimetri. È dunque necessario spazzolarlo quotidianamente per evitare che si formino nodi intricati. In autunno e in primavera, quando il pelo del micio si rinnova, le operazioni con spazzola e pettine sono fondamentali per aiutare l’animale a disfarsi dei peli morti. In questo periodo delicato il gatto ingerisce facilmente del pelo leccandosi; e i peli possono attraversare l’intestino senza creare problemi, come possono invece formare nello stomaco delle pericolose «palle», capaci di causare gravi occlusioni. Per evitare che questo accada, oltre a spazzolare con cura il micio è bene somministrargli un apposito prodotto che lo aiuta a espellere il pelo: una pasta simile a quella di acciughe, con un sapore molto gradito ai mici, che si trova in tutti i negozi per animali oppure in farmacia. Ci si spreme un paio di centimetri di pasta su un dito e la si dà da leccare al gatto. Se non si fida, è sufficiente sporcargli con la pasta una zampina: il nostro piccolo amico non sopporta di avere qualcosa sul pelo e si leccherà con cura fino a far sparire ogni residuo di sostanza, ingerendola così senza accorgersene. Un altro accorgimento da rispettare con un Persiano è il controllo dell’igiene degli occhi, che per la loro conformazione tendono a lacrimare spesso. Li si deve pulire usando una soluzione fisiologica, reperibile in farmacia, o una garza imbevuta di infuso di camomilla. Passiamola con delicatezza sul contorno dell’occhio e in particolare all’interno, vicino al naso. È un trattamento che il gatto non gradisce molto, perciò cerchiamo di essere rapidi e soprattutto parliamogli per tutto il tempo con dolcezza per tranquillizzarlo |

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