Venerdì 6 dicembre 2002

Bambino e madre massacrati dai rottweiler

Gravi ferite al volto e alla testa, preso a morsi anche il nonno accorso in aiuto
Dramma in una villa di via Indipendenza Uno dei due animali era arrivato domenica
 

 

saverio cioce

L'hanno pagata carissima quella passione per i rottweiler. Un bambino, B.V. di 4 anni, è ricoverato in gravi condizioni in ospedale, aggredito dal cane che con le unghiate e i morsi gli ha lacerato il cuoio capelluto e lo ha ferito gravemente al viso. In serata è stato portato a Bologna d'urgenza, per un intervento specialistico. La madre, Marcella Malavolti, è stata azzannata e colpita al viso, il naso è stato squarciato da un'unghiata e anche lei è in gravi condizioni al Policlinico. Infine il nonno, sceso in cortile sentendo i latrati e le grida: pure lui morso, ma in maniera meno grave.
La tragedia si è consumata ieri sera in pochi minuti nella villetta di via Indipendenza 24, di fronte alla polisportiva. Il bambino era coi nonni e gioca coi cani. Oltre al rottweiler che la famiglia aveva da tempo, c'è la nuova compagna, una femmina, sempre della stessa razza. E della stessa taglia.
All'improvviso proprio la femmina si avventa contro il bambino. La cagna voleva difendere il suo territorio? Impossibile saperlo, l'unico fatto certo è che l'animale era in quella casa solamente da domenica, e che non conosceva il piccolo.
La madre capisce in un lampo quello che sta succedendo. Arriva subito davanti all'entrata e davanti a suoi occhi una scena tremenda: a terra c'è il figlio, già finito sotto le zampe del rottweiler. Si butta avanti, grida, viene travolta dai cani scatenati.
In quel momento si ferma un automobilista di passaggio, una donna, che sente le urla. A sua volta si butta in strada per chiedere aiuto: due ragazzi si fermano, riescono a staccare i cani dalle vittime mentre partono le prime disperate richieste d'aiuto alla vicina Questura e al 113. In pochi istanti arrivano sul posto poliziotti, sanitari e vigili urbani.
La zona viene isolata, la polizia municipale fa defluire il traffico di fine lavoro mentre davanti al cancello le divise blu scrutano nel buio con le torce le sagome dei cani che appaiono e scompaiono sul retro del cortile. Occorre fare presto, garantire la sicurezza di chi deve portare in barella i feriti. Di sparare ai cani non se ne parla neppure: l'ipotesi è scartata in partenza. Troppa gente, non si vede nulla, un proiettile di rimbalzo sarebbe una sciagura.
Alle 18 arriva prima l'accalappiacani e subito dopo i rinforzi, un veterinario e i volontari del Csa. L'uomo con in mano il collare di plastica cerca di chiamare gli animali, di farli avvicinare; si sporge dall'inferriata, restando fuori, li chiama dolcemente e con la destra avvicina quello strano guinzaglio a forma di cappio. Niente da fare, gli animali non si fidano. Scatta la fase due, polpette di carne con un potente anestetico che vengono lanciate vicino ai rottweiler. Mezz'ora dopo i volontari si avvicinano, li bloccano col cappio e fanno l'iniezione di sonnifero. In un quarto d'ora gli animali vengono caricati, con la museruola e il guinzaglio, sugli automezzi per andare al canile. La paura, per ora, è finita.

 

 

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