Gravi ferite al
volto e alla testa, preso a morsi anche il nonno accorso in aiuto
Dramma in una villa di via Indipendenza Uno dei due animali era
arrivato domenica
saverio cioce
L'hanno pagata carissima quella passione per i rottweiler. Un bambino,
B.V. di 4 anni, è ricoverato in gravi condizioni in ospedale,
aggredito dal cane che con le unghiate e i morsi gli ha lacerato il
cuoio capelluto e lo ha ferito gravemente al viso. In serata è stato
portato a Bologna d'urgenza, per un intervento specialistico. La
madre, Marcella Malavolti, è stata azzannata e colpita al viso, il
naso è stato squarciato da un'unghiata e anche lei è in gravi
condizioni al Policlinico. Infine il nonno, sceso in cortile sentendo
i latrati e le grida: pure lui morso, ma in maniera meno grave.
La tragedia si è consumata ieri sera in pochi minuti nella villetta di
via Indipendenza 24, di fronte alla polisportiva. Il bambino era coi
nonni e gioca coi cani. Oltre al rottweiler che la famiglia aveva da
tempo, c'è la nuova compagna, una femmina, sempre della stessa razza.
E della stessa taglia.
All'improvviso proprio la femmina si avventa contro il bambino. La
cagna voleva difendere il suo territorio? Impossibile saperlo, l'unico
fatto certo è che l'animale era in quella casa solamente da domenica,
e che non conosceva il piccolo.
La madre capisce in un lampo quello che sta succedendo. Arriva subito
davanti all'entrata e davanti a suoi occhi una scena tremenda: a terra
c'è il figlio, già finito sotto le zampe del rottweiler. Si butta
avanti, grida, viene travolta dai cani scatenati.
In quel momento si ferma un automobilista di passaggio, una donna, che
sente le urla. A sua volta si butta in strada per chiedere aiuto: due
ragazzi si fermano, riescono a staccare i cani dalle vittime mentre
partono le prime disperate richieste d'aiuto alla vicina Questura e al
113. In pochi istanti arrivano sul posto poliziotti, sanitari e vigili
urbani.
La zona viene isolata, la polizia municipale fa defluire il traffico
di fine lavoro mentre davanti al cancello le divise blu scrutano nel
buio con le torce le sagome dei cani che appaiono e scompaiono sul
retro del cortile. Occorre fare presto, garantire la sicurezza di chi
deve portare in barella i feriti. Di sparare ai cani non se ne parla
neppure: l'ipotesi è scartata in partenza. Troppa gente, non si vede
nulla, un proiettile di rimbalzo sarebbe una sciagura.
Alle 18 arriva prima l'accalappiacani e subito dopo i rinforzi, un
veterinario e i volontari del Csa. L'uomo con in mano il collare di
plastica cerca di chiamare gli animali, di farli avvicinare; si sporge
dall'inferriata, restando fuori, li chiama dolcemente e con la destra
avvicina quello strano guinzaglio a forma di cappio. Niente da fare,
gli animali non si fidano. Scatta la fase due, polpette di carne con
un potente anestetico che vengono lanciate vicino ai rottweiler.
Mezz'ora dopo i volontari si avvicinano, li bloccano col cappio e
fanno l'iniezione di sonnifero. In un quarto d'ora gli animali vengono
caricati, con la museruola e il guinzaglio, sugli automezzi per andare
al canile. La paura, per ora, è finita.