
Venerdì 6 dicembre 2002
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LIBRI–Cinoterapia
narrata da Lanna e Piga
«Storie di Cinoterapia» è un libro scritto a quattro mani da Paolo Lanna, esponente della segreteria regionale Cgil e volontario nell'addestramento di unità cinofile, e Lorenza Piga, insegnante e volontaria nell'attività riabilitativa con il supporto di unità cinofile. Un libro che racconta le esperienze e le riflessioni scaturite da anni di attività riabilitativa di persone disabili con l'ausilio dei cani: l'associazione di volontariato «Soccorso cinofilo parmense», di cui i due autori fanno parte, infatti, da diversi anni svolge un programma di Cinoterapia in collaborazione con l'Ausl di Parma in favore di ragazzi disabili e utenti del Dipartimento di Salute mentale (ricordiamo che oggi alle 9 alla Reggia di Colorno si terrà un convegno sull'argomento intitolato «Cinoterapia - Esperienza di ri-abilitazione») Storie, esperienze, aneddoti, fotografie, tutte improntate sull'attività dell'associazione, che lungo tutto il libro regalano al lettore una nuova esperienza e aprono, a chi non le conoscesse, le frontiere di questo tipo particolare di terapia.«La prima esperienza con Alberto» è la storia che apre il libro. Un'esperienza con un ragazzo di otto anni, Alberto, segnato da una forma di autismo gravissimo: «Alberto - scrivono i due autori - non mostra interesse a niente e a nessuno, non risponde agli stimoli esterni, è chiuso nel suo mondo e guarda continuamente nel vuoto». Finché un giorno arriva nella sua scuola Arno, un pastore tedesco maschio in età adulta: da questo momento per Alberto si apre un mondo nuovo, un nuovo «contatto» che lo porta ad accarezzare il cane, a portarlo al guinzaglio. «L'esperienza con Arno - continuano Paolo Lanna e Lorenza Piga - ci ha insegnato che ad Alberto potevamo chiedere di più, perché è in grado di fare se gli stimoli sono adeguati: in due parole restituirgli autonomia». Nel libro poi ci sono le storie di Elena, di Pasquale, di Umberto, di Enzo, di Giovanna, di Silvio, storie legate da un unico denominatore: aiutarsi attraverso gli animali. La storia di Alberto evidenzia il fine ultimo della cinoterapia: aiutare i disabili con un approccio diverso, attraverso gli animali, il loro istinto, spesso capace di svelare angoli nascosti della personalità dei ragazzi in difficoltà «Chi fosse portato ad immaginare la cinoterapia come un percorso sempre sereno - aggiungono i due autori - commetterebbe un grande errore. Le attività di riabilitazione sono in genere luogo di fatica, concentrazione e qualche sofferenza: per rimettere in movimento un arto fermo da tempo ci vuole buona volontà. Dopo una mattina di Cinoterapia anche i nostri cani sono esausti, a loro sono richiesti momenti di altissima concentrazione, a volte a tempi e modi involontariamente bruschi dei ragazzi». Luca Sommi |

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