Sabato 7 dicembre 2002

LA STORIA
Argo, il pointer che va in ufficio
Silvia Fares, avvocato civilista, racconta la sua giornata con Argo che la segue in studio: secondo le regole del «pet life-style» condivise da molti professionisti

 

Arriva a Torino il pet-lifestyle. Portare con sé il cane in ufficio riduce lo stress e aiuta a lavorare meglio. Avvocati, architetti, pubblicitari e negozianti, sono sempre di più i professionisti che preferiscono avere vicino il proprio quattrozampe piuttosto che dover correre a casa, nel traffico della pausa pranzo, per il «giro-bisognini». I vip insegnano: Asia Argento si fa seguire anche sul set cinematografico dal suo chihuahua mentre il bulldog della cantante e deejay La Pina è ormai di casa negli studi radiofonici dove lavora la sua padrona. Silvia Fares è un avvocato civilista, ha 32 anni, uno studio in via Giusti 5 e un cane pointer di sette mesi che si chiama Argo.


Da quanto tempo ha il cane?

«Sono solo due mesi, me l'hanno regalato i miei nipoti il primo di ottobre».

Come si svolge la vostra giornata?

«La mattina ci svegliamo verso le 7,30 e io porto Argo a fare una breve passeggiata, poi torniamo a casa e facciamo colazione. Se non ho udienze in tribunale lui viene in ufficio con me. A pranzo lo porto ai giardini per un'oretta e lui fa il diavolo a quattro con gli altri cani. Torniamo a casa a pranzare, ci cambiamo e torniamo in ufficio. Terminato il lavoro lo porto di nuovo un po' a spasso, mentre la sera alle 23 circa esce con mio marito. E' piuttosto impegnativo ma sono molto soddisfatta della mia scelta».

I suoi colleghi cosa ne pensano?

«Io lavoro in uno studio con tre soci e devo dire che non c'è stato alcun problema di accoglienza anche perché Argo è un cane molto tranquillo, un po' curioso, come tutti i cuccioli, ma anche molto obbediente».

In ufficio come l'ha sistemato?

«Ha un suo cuscinone nel mio studio, la ciotolina dell'acqua e tutti i suoi giocattoli. Evito di ricevere i clienti nella mia stanza, ma per fortuna posso ovviare con la sala riunioni. Conosco però altri avvocati che ricevono mentre il loro cane gironzola per lo studio e addirittura un collega accoglie i clienti tenendo il gatto ai suoi piedi. Io credo che sia meglio tenerlo un po' più riparato, anche per tutelare la sua privacy».

Perché ha deciso di portare Argo in studio con sé?

«Lavorando tutto il giorno, prima di accogliere il cane ho pensato che fosse compatibile solo se lui fosse potuto venire in ufficio con me. Altrimenti non lo avrei preso. Per fortuna ho un lavoro che me lo consente. Forse diventerà di 80 kg e ci saranno più problemi per gestirlo. Per adesso pesa 16 kg. Ormai dopo due mesi riconosce la strada dell'ufficio ed è tutto contento quando arriviamo nel portone, corre e sale i gradini a tre a tre».

Lo consiglierebbe ad altri?

«Certamente, anche se bisogna avere un briciolo di disponibilità e di organizzazione, altrimenti può diventare pesante. Se ti capita un appuntamento in cui devi andare tu invece di ricevere i clienti in studio c'è bisogno di organizzarsi prima in modo da lasciare il cane a qualcuno. A volte Argo resta anche a casa da solo ma mi dispiace moltissimo».

 

 

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