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«Non parliamo di animali killer»
«Il perchè di quel gesto forse va cercato nella sua
storia»
L'ESPERTO Un istruttore spiega l'accaduto
and.mar
«Oggi ho visto i cani, stanno bene. Il maschio era tranquillo,
la femmina invece l'ho trovata un po' timorosa. Li ho potuti in
ogni caso entrambi accarezzare senza alcun problema».
Giorgio Campagnoli, istruttore cinofilo e operatore del Centro
Soccorso Animali racconta così la prima giornata di «detenzione»
per i due rottweiler del signor Malavolti.
«E' difficile dare delle giustificazioni circa il comportamento
tenuto dalla femmina nel momento dell'aggressione al bambino -
spiega l'istruttore - probabilmente la causa di quel che è
accaduto deve ricercarsi nel suo passato, del quale al momento
non si conosce nulla. Chissà, forse in quel determinato contesto
si è verificata una situazione che al cane ha ricordato un'altra
situazione analoga in cui aveva agito in quel modo... Non per
questo però me la sento di parlare di cane killer o impazzito,
come ho sentito e letto in questi due giorni».
Campagnoli non vuol vestire i panni del difensore degli animali
per partito preso, ma nemmeno quelli del colpevolista ad ogni
costo «Ovvio che per noi quel che ha fatto il cane è una cosa
deprecabile e orribile, ma gli animali non hanno una morale, per
lei è come non fosse accaduto nulla. Ha semplicemente agito
seguendo il suo istinto che in quel contesto le indicava di fare
così».
Campagnoli invita anche ad uscire dagli stereotipi nati attorno
ai rottweiler: «Sono cani assolutamente equilibrati; certo,
selezionati per la difesa, ma la loro aggressività è
assolutamente controllata dall'equilibrio psicologico
dell'animale. Ovvio che i padroni devono essere coscienti del
tipo di animale che hanno accanto e comportarsi in modo
conseguente. Teniamo presente che mentre il cane maschio
conosceva molto bene la signora e il nipotino del suo
proprietario, per la femmina erano due volti assolutamente
nuovi. Lo stesso animale, da domenica, stava vivendo una
situazione di ambientamento: doveva ancora comprendere le
gerarchie e i ruoli nell'ambito della sua nuova famiglia: capire
chi sono i volti amici, di cui si può fidare e chi invece è da
codificare come estraneo. Ripeto cercare di trovare una
spiegazione per deduzioni, senza conoscere esattamente
l'accaduto e il passato dell'animale è quantomai arduo». Ora i
cani rimarranno per 10 giorni in osservazione dei medici
veterinari dell'Usl presso il Centro Soccorso, poi verrà deciso
il loro destino.
Se per il maschio pare probabile un ritorno a casa, più delicata
sembra la posizione della femmina. Non è comunque detto sia
destinata all'abbattimento. |