Sabato 7 dicembre 2002

«Non parliamo di animali killer»
«Il perchè di quel gesto forse va cercato nella sua storia»
L'ESPERTO Un istruttore spiega l'accaduto

 

and.mar

«Oggi ho visto i cani, stanno bene. Il maschio era tranquillo, la femmina invece l'ho trovata un po' timorosa. Li ho potuti in ogni caso entrambi accarezzare senza alcun problema».
Giorgio Campagnoli, istruttore cinofilo e operatore del Centro Soccorso Animali racconta così la prima giornata di «detenzione» per i due rottweiler del signor Malavolti.
«E' difficile dare delle giustificazioni circa il comportamento tenuto dalla femmina nel momento dell'aggressione al bambino - spiega l'istruttore - probabilmente la causa di quel che è accaduto deve ricercarsi nel suo passato, del quale al momento non si conosce nulla. Chissà, forse in quel determinato contesto si è verificata una situazione che al cane ha ricordato un'altra situazione analoga in cui aveva agito in quel modo... Non per questo però me la sento di parlare di cane killer o impazzito, come ho sentito e letto in questi due giorni».
Campagnoli non vuol vestire i panni del difensore degli animali per partito preso, ma nemmeno quelli del colpevolista ad ogni costo «Ovvio che per noi quel che ha fatto il cane è una cosa deprecabile e orribile, ma gli animali non hanno una morale, per lei è come non fosse accaduto nulla. Ha semplicemente agito seguendo il suo istinto che in quel contesto le indicava di fare così».
Campagnoli invita anche ad uscire dagli stereotipi nati attorno ai rottweiler: «Sono cani assolutamente equilibrati; certo, selezionati per la difesa, ma la loro aggressività è assolutamente controllata dall'equilibrio psicologico dell'animale. Ovvio che i padroni devono essere coscienti del tipo di animale che hanno accanto e comportarsi in modo conseguente. Teniamo presente che mentre il cane maschio conosceva molto bene la signora e il nipotino del suo proprietario, per la femmina erano due volti assolutamente nuovi. Lo stesso animale, da domenica, stava vivendo una situazione di ambientamento: doveva ancora comprendere le gerarchie e i ruoli nell'ambito della sua nuova famiglia: capire chi sono i volti amici, di cui si può fidare e chi invece è da codificare come estraneo. Ripeto cercare di trovare una spiegazione per deduzioni, senza conoscere esattamente l'accaduto e il passato dell'animale è quantomai arduo». Ora i cani rimarranno per 10 giorni in osservazione dei medici veterinari dell'Usl presso il Centro Soccorso, poi verrà deciso il loro destino.
Se per il maschio pare probabile un ritorno a casa, più delicata sembra la posizione della femmina. Non è comunque detto sia destinata all'abbattimento.

 

 

 

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