Sabato 7 dicembre 2002

Can che abbaia... va in procura
 

TERNI — Le hanno provate tutte. Proteste verbali, reclami scritti, esposti ai vigili urbani con relativi conseguenti sopralluoghi, rimostranze dirette agli interessati, forse anche le preghiere per invocare l'intercessione divina l'unica considerata in grado di far zittire quei rumori che sono diventati un martello pneumatico nella testa dei condomini. Ma non c'è stato nulla da fare. Il cane continua ad abbaiare. Dal balcone dell'appartamento di via Battisti, pieno centro cittadino, l'animale non perde un secondo per dar fiato alle trombe e non appena i suoi padroni escono di casa comincia il concerto. Latrati ad ogni ora del giorno e della sera che cessano soltanto al rientro dei suoi padroni, come se la povera bestiola, ignara del fracasso che produce, lanciasse un messaggio chiarissimo: «Non voglio star solo». Ma gli abitanti della zona non ne possono più e visto che le parole e i vigili non sono serviti adesso metto di mezzo addirittura la Procura e la Questura. L'esposto è partito poco tempo fa, firmato dai rappresentanti dei condomini della importante via cittadina ed ora il caso del cane rischia di finire nelle aule dei tribunali. Il fatto è che quel cane, a sentire i residenti di via Battisti, passa più ore da solo che in compagnia dei padroni. «Io non so perché fa così — dice una signora della zona — ma ormai sono mesi che va avanti questa storia, di solito gli animali si abituano, ma questo proprio non ne vuol sapere». Per la cronaca del fatto sembra essere stata avvertito anche l'Enpa, ma i suoi poteri di intervento non sono molto ampi in questa fattispecie di situazioni e certamente, per sua vocazione, non potrebbe mai andare contro una bestiola. «Noi non ce l'abbiamo con il cane — dice un altro dei residenti
— lui che colpa ne ha? Non lo sa mica cosa sta facendo, è anche vero però che pure noi abbiamo diritto ad un po' di tranquillità».
Nell'esposto si tirano in ballo i continui latrati che durano per molte ore al giorno e spesso fino a sera inoltrata. «Una volta chiamati — dicono i condomini — i vigili procedono al verbale, senza però alcun risultato». E la storia continua ad anadare avanti, chissà fino a quando. Forse finché quel povero cane non troverà un po' di compagni e di pace. Dandola pure a chi abita dalle sue parti.
Massimiliano Cinque

 

 

 

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