Sabato 7 dicembre 2002

Canile: il caso in Parlamento
 


Il canile del Termine a Sesto è al centro di una interrogazione parlamentare presentata al Ministro della Sanità e a quello della Giustizia dall'onorevole Filippo Ascierto di Alleanza Nazionale. Il documento, promosso con carattere d'urgenza e richiesta di risposta orale, dopo aver ripercorso la vicenda del sequestro della struttura operata dai Nas nel giugno scorso (non convalidato poi dal giudice per le indagini preliminari), chiede, fra l'altro, di conoscere l'iter procedurale della convenzione stipulata nel 2001 dall'Amministrazione comunale fiorentina con l'Unione amici del cane e del gatto che gestisce il canile, “per la custodia ed il ricovero di cani randagi di proprietà del Comune di Firenze” con un rimborso spese di 6000 lire al giorno per ogni ospite. “L'interrogazione- spiega il consigliere comunale sestese Domenico Leggiero- è rivolta al Ministero della Sanità perché il canile, come è emerso dagli accertamenti, è privo di autorizzazione sanitaria e al Ministero della Giustizia per sollecitare la ripresa della indagini. Infatti il sostituto procuratore dottoressa Concetta Gintoli, dal giugno scorso, non ha ancora disposto ulteriori accertamenti né avviato un iter procedurale e giudiziario in virtù degli eventuali reati contestati dai Nas. Anche questo atto comunque vuole salvaguardare i volontari del canile ed il canile stesso”. Leggiero annuncia poi che “l'Osservatorio per forze armate, polizia, civili” si rivolgerà al Tribunale europeo dei diritti per tutelare il carabiniere che aveva disposto il sequestro del canile, sospeso poi dall'indagine, contro cui era stata presentato un esposto dal presidente dell'Unione amici del cane e del gatto Alberto Alberti.
Sandra Nistri

 

 

 

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