|
Canile: il caso in Parlamento
Il canile del
Termine a Sesto è al centro di una interrogazione parlamentare
presentata al Ministro della Sanità e a quello della Giustizia
dall'onorevole Filippo Ascierto di Alleanza Nazionale. Il
documento, promosso con carattere d'urgenza e richiesta di
risposta orale, dopo aver ripercorso la vicenda del sequestro
della struttura operata dai Nas nel giugno scorso (non
convalidato poi dal giudice per le indagini preliminari),
chiede, fra l'altro, di conoscere l'iter procedurale della
convenzione stipulata nel 2001 dall'Amministrazione comunale
fiorentina con l'Unione amici del cane e del gatto che gestisce
il canile, “per la custodia ed il ricovero di cani randagi di
proprietà del Comune di Firenze” con un rimborso spese di 6000
lire al giorno per ogni ospite. “L'interrogazione- spiega il
consigliere comunale sestese Domenico Leggiero- è rivolta al
Ministero della Sanità perché il canile, come è emerso dagli
accertamenti, è privo di autorizzazione sanitaria e al Ministero
della Giustizia per sollecitare la ripresa della indagini.
Infatti il sostituto procuratore dottoressa Concetta Gintoli,
dal giugno scorso, non ha ancora disposto ulteriori accertamenti
né avviato un iter procedurale e giudiziario in virtù degli
eventuali reati contestati dai Nas. Anche questo atto comunque
vuole salvaguardare i volontari del canile ed il canile stesso”.
Leggiero annuncia poi che “l'Osservatorio per forze armate,
polizia, civili” si rivolgerà al Tribunale europeo dei diritti
per tutelare il carabiniere che aveva disposto il sequestro del
canile, sospeso poi dall'indagine, contro cui era stata
presentato un esposto dal presidente dell'Unione amici del cane
e del gatto Alberto Alberti.
Sandra Nistri |