Sabato 7 dicembre 2002

L'INIZIATIVA
Il cavallo come terapia
La cooperativa Lo Stradello organizza un incontro


Si chiama «Cavallo che sussurra» l'iniziativa prevista per sabato 14 dicembre alla cooperativa Lo Stradello di Scandiano, che accompagnerà la presentazione del nuovo maneggio per la riabilitazione. Con «Cavallo che sussurra», si vuole offrire ai ragazzi, alle loro famiglie, alle associazioni e agli operatori pubblici un momento di conoscenza e di riflessione su tutto ciò che riguarda il rapporto tra cavallo e persone in difficoltà. Per l'occasione saranno presentati i progetti e le iniziative in calendario per il 2003. Il programma è così articolato: alle 9, presentazione dei cavalieri; alle 9.30, un incontro sul tema della riabilitazione equestre; alle 11, coreografie a cavallo degli utenti del centro riabilitativo. Come noto, la cooperativa Lo Stradello ha avviato da due anni un'attività di riabilitazione equestre rivolta a ragazzi con problemi di disabilità, di disagio sociale e relazionale.
La riabilitazione utilizza il cavallo come tramite tra operatore e ragazzo: l'animale diventa un eccezionale strumento che consente di perseguire obiettivi educativi, pedagogici, sociali e relazionali. Le suggestioni e le emozioni che il cavallo trasmette creano un legame forte, che spinge il ragazzo a trovare dentro di sé delle potenzialità, importanti per il miglioramento della propria autonomia, e quindi della qualità della vita.
Da alcuni mesi, poi, Lo Stradello ha attrezzato, in una struttura preesistente nella sede di Pratissolo, il nuovo maneggio coperto, dedicato esclusivamente all'attività di riabilitazione equestre. «Il maneggio - spiega Carmino Gambacorta, operatore di riabilitazione equestre - è strutturato in modo tale che tutti gli spazi utilizzati siano contigui: la scuderia, dove si effettuano le attività a terra con il cavallo (pulizia, cura, e vestizione), il piccolo maneggio attrezzato con materiale ludico-didattico, e la sala, in via di allestimento, per le attività collaterali di tipo educativo».
L'attività viene seguita da due operatori, opportunamente formati: dallo stesso Gambacorta, medico veterinario e operatore Anire (l'associazione italiana di riabilitazione equestre) e da Giorgia Giovanardi, assistente sociale, con una laurea in riabilitazione equestre. Le attività di tipo continuativo coinvolgono 25 ragazzi; Lo Stradello ha anche avviato attività su progetti specifici con varie scuole reggiane (Jodi, Gobetti, Ipsia e Motti). Altre attività vengono svolte in collaborazione con l'Univoc, l'Unione nazionale italiana volontari pro ciechi. «Il lavoro svolto - conclude Giorgia Giovanardi - oltre ad aver portato i ragazzi a un generale benessere psicofisico, ha permesso di conseguire importanti obiettivi di carattere relazionale, che permetterà loro di acquisire margini di autonomia superiori. Possiamo considerare questi risultati più che positivi, sia per le persone coinvolte sia per la qualità delle attività».
Info: tel. 0522-852333; www.lostradello.it.

 

 

 

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