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L'INIZIATIVA
Il cavallo come terapia
La cooperativa Lo Stradello organizza un incontro
Si chiama «Cavallo che sussurra» l'iniziativa prevista per
sabato 14 dicembre alla cooperativa Lo Stradello di Scandiano,
che accompagnerà la presentazione del nuovo maneggio per la
riabilitazione. Con «Cavallo che sussurra», si vuole offrire ai
ragazzi, alle loro famiglie, alle associazioni e agli operatori
pubblici un momento di conoscenza e di riflessione su tutto ciò
che riguarda il rapporto tra cavallo e persone in difficoltà.
Per l'occasione saranno presentati i progetti e le iniziative in
calendario per il 2003. Il programma è così articolato: alle 9,
presentazione dei cavalieri; alle 9.30, un incontro sul tema
della riabilitazione equestre; alle 11, coreografie a cavallo
degli utenti del centro riabilitativo. Come noto, la cooperativa
Lo Stradello ha avviato da due anni un'attività di
riabilitazione equestre rivolta a ragazzi con problemi di
disabilità, di disagio sociale e relazionale.
La riabilitazione utilizza il cavallo come tramite tra operatore
e ragazzo: l'animale diventa un eccezionale strumento che
consente di perseguire obiettivi educativi, pedagogici, sociali
e relazionali. Le suggestioni e le emozioni che il cavallo
trasmette creano un legame forte, che spinge il ragazzo a
trovare dentro di sé delle potenzialità, importanti per il
miglioramento della propria autonomia, e quindi della qualità
della vita.
Da alcuni mesi, poi, Lo Stradello ha attrezzato, in una
struttura preesistente nella sede di Pratissolo, il nuovo
maneggio coperto, dedicato esclusivamente all'attività di
riabilitazione equestre. «Il maneggio - spiega Carmino
Gambacorta, operatore di riabilitazione equestre - è strutturato
in modo tale che tutti gli spazi utilizzati siano contigui: la
scuderia, dove si effettuano le attività a terra con il cavallo
(pulizia, cura, e vestizione), il piccolo maneggio attrezzato
con materiale ludico-didattico, e la sala, in via di
allestimento, per le attività collaterali di tipo educativo».
L'attività viene seguita da due operatori, opportunamente
formati: dallo stesso Gambacorta, medico veterinario e operatore
Anire (l'associazione italiana di riabilitazione equestre) e da
Giorgia Giovanardi, assistente sociale, con una laurea in
riabilitazione equestre. Le attività di tipo continuativo
coinvolgono 25 ragazzi; Lo Stradello ha anche avviato attività
su progetti specifici con varie scuole reggiane (Jodi, Gobetti,
Ipsia e Motti). Altre attività vengono svolte in collaborazione
con l'Univoc, l'Unione nazionale italiana volontari pro ciechi.
«Il lavoro svolto - conclude Giorgia Giovanardi - oltre ad aver
portato i ragazzi a un generale benessere psicofisico, ha
permesso di conseguire importanti obiettivi di carattere
relazionale, che permetterà loro di acquisire margini di
autonomia superiori. Possiamo considerare questi risultati più
che positivi, sia per le persone coinvolte sia per la qualità
delle attività».
Info: tel. 0522-852333; www.lostradello.it. |