Domenica 15 dicembre 2002

Meglio Momo Chan
dei cuccioli comprati al «discount»

La notizia è di qualche giorno fa e arriva dall'Ansa: il Giappone sta scoprendo il fascino dei «maialini da compagnia», che da noi veramente si vedono già da qualche anno anche se non hanno avuto, per fortuna (loro), un gran successo.
La moda si sta diffondendo soprattutto grazie alle dimensioni dei soggetti (i mini maiali sono più piccoli da un decimo a un quinto dei loro fratelli maggiori), ideali per le mini case nipponiche, specie quelle delle megalopoli tipo Tokio.
«Così adorabili nel loro grasso soffice e rosato», recitano gli annunci pubblicitari. Pare che siano già sicento (il doppio dell'anno precedente) le persone, soprattutto giovanissime donne, ad avere in casa un «Babe» (il porcellino coraggioso protagonista del solito film della Disney).
Con il boom si sono moltiplicati anche i siti Internet, con i consigli su come nutrirli, allevarli e, manco a dirlo, addestrarli: dal modo di passeggiare a fianco della padroncina a come «stare seduti in società». C'è anche una sezione speciale dedicata a «Momo-chan», ovvero «Piccola pesca», un amore di porcellino rosa, che si fa fare lo shampo (forse una speciale varietà al fango).
«I maiali sono molto umani - viene spiegato nel sito -. Il bello è che trattano gli esseri umani come uguali, a differenza dei cani che provano troppo rispetto reverenziale per il padrone o dei gatti, che rimangono sempre un po' diffidenti e non si affezionano sul serio».
E qui ti volevo. Che i porci, a prescindere dalle dimensioni, siano molto umani, e che trattino gli essere umani come uguali, possiamo anche capirlo. E, magari, pure condividerlo. Le affinità sono invero molte: per avere una conferma, chiedetelo a un cane o a un gatto abbandonato. Senza offesa per i maiali, da compagnia o da salama, nè per i giapponesi.
I quali, tempo fa, inventarono il «Tamagotchi» (ve lo ricordate?). Progenitore del «Furby», che perlomeno di fame non muore (anche se, come il pulcino robot nipponico, fa morire prima, di stress e sensi di colpa, il proprietario). In certi casi, tuttavia, verrebbe quasi vogli di fargli un monumento, al popolo del Sol Levante. Perchè, visto la brutta fine che spesso fanno cani e gatti, soprattutto quelli «impacchettati» col fiocchetto e fatti trovare ai bambini sotto l'albero di Natale, meglio far crepare un robot.
E qui, ci spiace ripeterci, ma ci tocca tornre a parlare dei cuccioli trattati come giocattoli. Lo facciamo anche su sollecitazione di diversi veterinari responsabili, quelli che preferiscono avere qualche «cliente» in meno e vedere qualche cucciolo sano e felice in più. Attenti agli «acquisti» improvvisti e fatti nei negozi di animali.
In questo periodo, credeteci, gli ambulatori sono pieni di cucciolotti che in negozio erano vivaci e giocavano, e a casa hanno cominciato a stare male. Se non vi sentite pronti a prendere un cane, non fatevi commuovere da vostro figlio. Nè dal prezzo abbordabile di qualche «occasione speciale». Gli animali non sono merce da discount

 

 

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