
Giovedì 19 dicembre 2002
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Vita da cani al parco con il mistero del veleno Quei cinque sembrano davvero preoccupati. Sem, Mescal, Newton, Maggy e Max. Perché la loro è diventata proprio una vita da cani. Prima la storia che non puoi nemmeno fare la popò in pace. Una bella seccatura, avere qualcuno alle spalle sempre pronto con paletta e sacchetto a farti fretta. O addirittura un vigile in agguato a mettere nero su bianco la tua infrazione fisiologica. E poi l’ultima trovata della museruola, anche quando sei al guinzaglio. Solo perché sei di buona stazza e alto di garrese. Poco importa se tutti sanno che sei uno stinco di santo. Ma a turbare sul serio il sonno dei cani che sgambettano per il Parco Sempione, ecco da una ventina di giorni un giallo dai contorni misteriosi. Al centro della cronaca, l’area riservata agli animali verso la via Legnano. Uno spazio che per tre settimane è stato chiuso «per disinfezione in corso» e che solo ieri è stato riaperto. E tutto... Perché c’è stato un avvelenamento. Giura qualcuno. Perché ci sarebbe stato un avvelenamento. Insinua qualcuno. In un allarmante tam tam di voci e latrati. Con l’aggiunta di un volantino appiccicato a un palo: «Chiunque abbia informazioni su un presunto avvelenamento di quest’area è pregato di telefonare...». Iniziativa di tal signor Piercarlo che ha sette cani e però non ha avuto dritte. Come non sanno nulla i vigili cavallerizzi e i poliziotti di passaggio con i cani antidroga. Unica persona informata del fatto, una ragazza di nome Maria che di tanto in tanto fa la dog sitter. Di una sua conoscente (ma non c’è nome), il cagnolino che sarebbe stato avvelenato ed è vivo per miracolo. Le corse in quell’area, il vomito poco dopo e l’emorragia improvvisa. La lavanda gastrica e il veterinario con la sua diagnosi che parla di possibile avvelenamento da topicida. Questo il racconto. Da qui, l’allarme (ma senza prove) al settore Parchi e giardini del Comune. Con la chiusura immediata dell’area. Per sicurezza. Per paura di un avvelenatore. E l’intervento dell’Asl per un controllo. Appurato che la derattizzazione in corso procede secondo le regole e nulla ha a che fare con il giallo, i tecnici dell’azienda sanitaria non hanno però trovato niente di sospetto. Né cialde né polpette avvelenate. E dopo tre settimane hanno riaperto l’area. Con Sem, Mescal, Newton, Maggy e Max che per un po’ staranno comunque attenti. A dove mettono il muso |

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