Martedì 24 dicembre 2002

 

Animali a rischio d'estinzione per colpa del clima
“Santa Claus” in viaggio su una slitta senza renne


Renato Urbinati

A nche quest'anno la slitta di Babbo Natale, trainata dalle renne, farà i suoi giri in tutto il mondo per distribuire i suoi regali ai bambini. Ma in futuro Santa Claus potrebbe essere costretto a ricorrere a una slitta a motore. Infatti, a causa del cambiamento climatico, le renne sono in grave pericolo. È quanto rileva una ricerca dell'Università di Washington. A minacciare questi protagonisti della tradizione natalizia, ma anche caribù e buoi muschiati, che si cibano di licheni e muschi che crescono sulla superficie del suolo, è la pioggia che cade sulla neve alle estreme latitudini settentrionali durante i mesi invernali. Recentemente nell'isola di Spitsbergen, a mezza strada tra la Norvegia e il Polo Nord, le temperature del suolo, che normalmente restano ben al di sotto del livello di congelamento in inverno, sono cresciute fino ad arrivare al quasi congelamento e sono rimaste costanti per dieci giorni, perché la pioggia ha attraversato la neve e ha ripulito la superficie del suolo. Quando l'acqua si è ghiacciata, la temperatura del suolo è di nuovo scesa, ma la copertura ghiacciata ha impedito agli animali di sfamarsi. «C'è uno strato di ghiaccio spesso diversi centimetri che anche una persona dotata di strumenti adatti stenterebbe a penetrare», ha detto Jaakko Putkonen, uno degli autori della ricerca. Questo strato di ghiaccio dura fino all'estate, quando la neve e il ghiaccio finalmente si sciolgono. E ormai non è più raro che diversi eventi di piogge sulla neve si ripetano nello stesso inverno. «Ho visto le temperature del suolo rimanere al livello del congelamento per due mesi – ha spiegato Putkonen – anche quando gli strati di ghiaccio sono impenetrabili, più calde temperature della superficie del suolo fanno crescere funghi e altri organismi nocivi che tengono lontano gli animali da queste aree». Durante questi periodi i pastori devono iniziare a portare cibo altrimenti le renne non possono sfamarsi e col cambiamento climatico la situazione peggiorerà. Lo studio ha infatti sviluppato un modello per valutare gli effetti del cambiamento climatico in aree come l'Alaska e il Canada settentrionale, la Groenlandia, la Scandinavia settentrionale e la Russia. Il modello indica che nella decade tra il 2080 e il 2089 gli eventi di pioggia su neve in queste aree aumenteranno del 40%. Questi eventi avverranno vicino alle aree costiere, ma il modello prevede che essi si sposteranno sempre più verso l'interno. Ciò significherà maggiori impatti non solo per le renne, ma anche per gli uomini che da questi animali dipendono per il loro sostentamento. «La conclusione è che in futuro la pioggia penetrerà sempre più all'interno dei continenti dove vive la maggioranza delle renne – ha concluso lo studioso – questa è una conseguenza del cambiamento climatico che colpisce specificamente anche i popoli indigeni che da millenni dipendono dalle renne e dai caribù». Intanto, non è ancora in forte espansione ma l'influenza quest'anno si farà sentire di più rispetto alle due annate precedenti. E, proprio in questi giorni di feste, le effusioni natalizie saranno una concausa. «A Natale, si sa, si fanno regali ma soprattutto si baciano parenti, amici e fidanzati per gli auguri tradizionali della cena del 24 e il pranzo del 25 dicembre, ma anche i brindisi con baci dei saluti dell'anno che finisce e dell'augurio per quello che inizia. Ecco allora che attraverso il bacio si nasconde il rischio di trasmettere proprio uno dei virus dell'influenza che tende così a propagarsi più facilmente». Lo ha detto il prof. Fabrizio Pregliasco, direttore dell'istituto di virologia di Milano ed esperto dell'andamento dell'influenza nel nostro Paese. «La curva sta salendo – ha aggiunto Pregliasco – anche se ancora lentamente». Durante la settimana passata, la cinquantesima, infatti, il dato è stato di 1,15 su mille abitanti adulti mentre nelle fascia di età compresa tra 0 e 14 anni, ha raggiunto 2,43 ogni mille giovani. Finora è stato isolato il virus «B-Hong Kong» a Milano. «Stiamo aspettando – ha detto ancora il virologo – l'altro, cioè "l'A-Panama" che si sta diffondendo molto in Francia e in Spagna dove ci sono segni di intensa attività epidemiologica, con molto anticipo»

 

 

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