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Botti e
freddo: tempi duri per gli animali
Tempi duri, in
questo primo scorcio di 2003, per gli amici a quattro zampe. Prima i botti
di Capodanno, che hanno fatto rivivere il triste fenomeno dei cani e dei
gatti fuggiti in preda al panico dalle loro abitazioni, quindi
l’eccezionale ondata di gelo hanno finito col creare problemi e difficoltà
a non finire. Anche se, a detta degli esperti, proprio il freddo di questi
giorni non ha dato vita, almeno nel territorio della Bisiacaria, a una
vera e propria emergenza.
Comunque sia si segue la situazione con grande attenzione, pronti a
intervenire qualora ve ne fosse la necessità. Quella che è un’emergenza
non ancora passata agli archivi è quella dei botti.
Basta guardare agli appelli affissi un po’ dappertutto dai proprietari di
cani e di gatti che, dalla notte di Capodanno, hanno fatto sparire le loro
tracce. Appelli che sono arrivati anche ai due rifugi per animali
abbandonati esistenti nella zona: «La Cuccia» di Monfalcone e il «Gruppo
Ambiente» di Ronchi dei Legionari.
Su una ventina di casi trattati dopo che s’è alzato il sipario sul 2003
alcuni sono ancora aperti, ma è difficile fare delle previsioni e
affermare se e quando tutti i «fuggitivi» torneranno tra le loro quattro
mura domestiche. Sembrano passarsela meglio gli animali «selvatici»,
quelli che popolano il Carso o le zone protette della Cona o della Val
Cavanata, anche se Corpo Forestale, volontari, Wwf e cacciatori sono
sempre all’erta, monitorando continuamente la situazione.
«Quella che viviamo ora non è una vera e propria emergenza - afferma il
direttore della riserva di caccia di Ronchi dei Legionari, Orlando Franti
- visto che la neve, caduta nei giorni scorsi, ha coperto il terreno solo
per poche ore. Il foraggiamento viene garantito continuamente, nei soliti
luoghi da noi controllati, mentre anche l’approviggionamento d'acqua, per
il momento, non crea problemi». La situazione è sotto controllo anche
nelle altre zone, dove lo stato di salute di anatre, aironi, germani reali
e altri animali allo stato brado viene continuamente monitorato.
Luca Perrino
Ancora aperta la ricerca di molti «fuggitivi» di Capodanno. Se la cavano
molto meglio i selvatici, tenuti sotto controllo dai volontari e dalla
Forestale |