
Venerdì 27 giugno 2003
Comunicato Stampa Lav

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COMMERCIO DI ANIMALI: CINQUE CUCCIOLI DI GRIFFONE BELGA IMPORTATI ILLEGALMENTE DALLA RUSSIA ALL'AEROPORTO DI FORLI' SALVATI DALLA LAV, CHE HA EVITATO CHE FOSSERO RIMANDATI IN RUSSIA. PRESENTATA UNA RICHIESTA DI INDAGINI AL TRIBUNALE. APPELLO DELLA LAV AL MINISTRO DELLA SALUTE SIRCHIA.
L'abbandono estivo degli animali domestici, oltre 150mila l'anno, i
ripetuti maltrattamenti ai cani considerati come oggetti, hanno una
parte delle loro radici nel commercio e nell'importazione illegale. Ogni anno decine di migliaia di cuccioli di quattrozampe giungono in particolare dall'Est europeo grazie ai più svariati canali ufficiali e non ufficiali di importazione. E' questo un "rubinetto" che alimenta un business giocato sulla pelle degli animali, movimentando animali spesso malati e rivenduti da commercianti senza scrupoli, frodando il fisco e violando le norme comunitarie sulla movimentazione degli animali. Secondo l'Istat nei soli primi tre mesi del 2003 da Paesi dell'Est europeo sono entrati legalmente animali domestici per un valore di 1.400.000 euro.
Oggi a chiedere di essere salvati da questa frode sono cinque cuccioli di "griffone belga", una razza di elevato valore economico, trasportati illegalmente il 15 giugno scorso da Rostov (Russia) a Forlì con un volo dell'Aeroflot-Don giunto però in un Aeroporto sprovvisto di Posto d'Ispezione Frontaliero del Ministero della Salute e quindi non abilitato al passaggio degli animali. Al controllo doganale il conduttore dei cani, chiusi tutti e cinque in una trasportino da gatti, si è dileguato dicendo che sarebbe dovuta arrivare un'allevatrice di Roma a prenderli.
Affidati alle cure del locale Servizio Veterinario Usl, i cani sarebbero stati respinti, come merce non desiderata per ordine dell'Ufficio Veterinario Adempimenti Cee di Bologna, se non fosse stato per l'intervento della LAV che ha ottenuto dal Ministero della Salute il 20 giugno scorso l'affidamento dei cuccioli. L'indomani però il sig. Marco Marenghi di Soragna (Parma), non allegando alcun certificato comprovante la transazione commerciale e la obbligatoria certificazione sanitaria, ne rivendicava la proprietà ottenuta con l'acquisto da un venditore russo non identificato; il Ministero è quindi tornato sui suoi passi.
"Stamattina la LAV ha presentato alla Procura della Repubblica di Forlì una richiesta di indagini sul carico di cuccioli bloccato e sulla normale conduzione dello scalo aeroportuale - ha detto Gianluca Felicetti, responsabile della Lega Anti Vivisezione - lanciamo un appello al Ministro della Salute Sirchia affinché intervenga per salvare i cinque cuccioli e con i colleghi dei Trasporti e degli Esteri rafforzi ed istituisca nuovi controlli in aeroporti, porti e valichi di frontiera contro questo triste commercio. Non basta più infatti la Circolare del 27 marzo 2002 con la quale si confermava già allora l'allarme sulle modalità di trasporto e le malattie trasmissibili per i carichi di cani e gatti provenienti dall'Est europeo".
27.06.2003 Ufficio Stampa LAV 06 4461325 Gianluca Felicetti 335 8201361 |