Beatrice Raspa
Luglio inoltrato, tempo di partenze: finalmente è scattato
il conto alla rovescia per le vacanze, agognate tutto
l’anno dagli «umani», ma spesso motivo di terrore per gli
animali. Per una famiglia italiana su due si pone infatti
un interrogativo: il quattrozampe di casa viene con noi in
villeggiatura o è meglio trovargli una sistemazione
alternativa? È un problema che, in Italia, riguarda circa
40 milioni di animali domestici, tra cani, gatti, criceti,
pesciolini e uccelli. Nella peggiore delle ipotesi, li
attende un destino tragico, quello dell’abbandono. «Gli
manca la parola. Per tua fortuna»; «La vacanza più bella è
quella che passerai con lui»; e, ancora: «Amati e
ripudiati». Gli slogan delle campagne anti-abbandono
lanciate nel 2003 dall’Ente nazionale protezione animali
incalzano dalle locandine, eppure, estate dopo estate,
l’allarme resta alto. Canili e associazioni di
volontariato registrano il tutto esaurito, e solo in
Lombardia, stando ai dati diffusi dal Servizio veterinario
della Regione, le Asl recuperano ogni anno circa 11mila
cani abbandonati, ovvero oltre 900 al mese e più di 30 al
giorno. I dati si riferiscono al 2000, ma il fenomeno è
piuttosto stabile, tanto che il 2001, il 2002, e parte del
2003 avallano quest’andamento. Quando si adotta un animale
- ricorda Sara Pepi, presidente della sezione bresciana
dell’Enpa - si fa spazio in famiglia a un nuovo componente
che, in quanto tale, merita amore, rispetto e cure. Al
momento della prenotazione delle vacanze, quindi, è
indispensabile spendere un po’ di tempo per trovare una
sistemazione soddisfacente per il piccolo amico, tenendo
presenti il suo temperamento e le sue abitudini. Diverse
le strategie adottabili: le bestiole possono rimanere a
casa accudite da persone fidate e disponibili o, in
mancanza di queste, si possono contattare pensioni
qualificate, o ancora, è possibile portarle in vacanza con
noi preferendo delle strutture ricettive attrezzate. Come
procedere? «L’ideale è appoggiarsi a una persona amica che
provveda ogni giorno al fabbisogno alimentare
dell’animale, soprattutto se si tratta di un gatto, di
norma più legato al territorio in cui vive», suggerisce
Ludovica Ferrari, responsabile del Comitato difesa animali
e natura, un gruppo di volontarie che, tra le altre
attività, offre ospitalità ai mici che non possono seguire
i padroni in villeggiatura. «Le pensioni in cui lasciare
gli animali vanno scelte con cura», mette in guardia Edgar
Meyer, presidente dell’associazione «Gaia animali e
ambiente» e portavoce di «Diamoci la zampa», riferendosi
alla frequente diffusione di strutture non autorizzate
dall’Asl, e fornisce un utile decalogo al riguardo
(riportato qui a fianco). Nel Bresciano la maggioranza
delle pensioni è in provincia, ma è possibile trovare
strutture immerse nel verde e ben attrezzate un po’
ovunque, anche in città, consultando le Pagine Gialle o
rivolgendosi a veterinari e a negozi per animali. Le
tariffe variano a seconda dei servizi a disposizione
(assistenza veterinaria, presenza o meno di spazi adibiti
a passeggiate, cibo) e della taglia dell’animale:
solitamente oscillano tra un minimo di otto e un massimo
di 15-16 euro per i cani, e tra i cinque e gli otto euro
per i gatti. E se invece abbiamo deciso di farli venire in
vacanza con noi, come viaggiare con cani e gatti al
seguito? Qualunque sia il mezzo di trasporto prescelto,
valgono alcuni consigli pratici: «Meglio tenere gli
animali a digiuno prima del viaggio - consiglia Meyer - o,
se il tragitto è molto lungo, somministrargli piccoli
spuntini, preferibilmente cibo secco. Tenere sempre a
portata di mano dell’acqua fresca e, se è il caso,
utilizzare prodotti contro il mal d’auto o il mal di
mare». Se poi si ha bisogno urgentemente di assistenza
veterinaria, si può contattare da qualsiasi luogo la Sivac
(Società culturale italiana veterinari) al numero verde
800.013075, attivo 24 ore su 24. |
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