sabato 19 luglio 2003

Basta poco perché non sia un’estate da cani
Non solo abbandono: per gli animali ci sono strutture attrezzate e pensioni

 
Beatrice Raspa
Luglio inoltrato, tempo di partenze: finalmente è scattato il conto alla rovescia per le vacanze, agognate tutto l’anno dagli «umani», ma spesso motivo di terrore per gli animali. Per una famiglia italiana su due si pone infatti un interrogativo: il quattrozampe di casa viene con noi in villeggiatura o è meglio trovargli una sistemazione alternativa? È un problema che, in Italia, riguarda circa 40 milioni di animali domestici, tra cani, gatti, criceti, pesciolini e uccelli. Nella peggiore delle ipotesi, li attende un destino tragico, quello dell’abbandono. «Gli manca la parola. Per tua fortuna»; «La vacanza più bella è quella che passerai con lui»; e, ancora: «Amati e ripudiati». Gli slogan delle campagne anti-abbandono lanciate nel 2003 dall’Ente nazionale protezione animali incalzano dalle locandine, eppure, estate dopo estate, l’allarme resta alto. Canili e associazioni di volontariato registrano il tutto esaurito, e solo in Lombardia, stando ai dati diffusi dal Servizio veterinario della Regione, le Asl recuperano ogni anno circa 11mila cani abbandonati, ovvero oltre 900 al mese e più di 30 al giorno. I dati si riferiscono al 2000, ma il fenomeno è piuttosto stabile, tanto che il 2001, il 2002, e parte del 2003 avallano quest’andamento. Quando si adotta un animale - ricorda Sara Pepi, presidente della sezione bresciana dell’Enpa - si fa spazio in famiglia a un nuovo componente che, in quanto tale, merita amore, rispetto e cure. Al momento della prenotazione delle vacanze, quindi, è indispensabile spendere un po’ di tempo per trovare una sistemazione soddisfacente per il piccolo amico, tenendo presenti il suo temperamento e le sue abitudini. Diverse le strategie adottabili: le bestiole possono rimanere a casa accudite da persone fidate e disponibili o, in mancanza di queste, si possono contattare pensioni qualificate, o ancora, è possibile portarle in vacanza con noi preferendo delle strutture ricettive attrezzate. Come procedere? «L’ideale è appoggiarsi a una persona amica che provveda ogni giorno al fabbisogno alimentare dell’animale, soprattutto se si tratta di un gatto, di norma più legato al territorio in cui vive», suggerisce Ludovica Ferrari, responsabile del Comitato difesa animali e natura, un gruppo di volontarie che, tra le altre attività, offre ospitalità ai mici che non possono seguire i padroni in villeggiatura. «Le pensioni in cui lasciare gli animali vanno scelte con cura», mette in guardia Edgar Meyer, presidente dell’associazione «Gaia animali e ambiente» e portavoce di «Diamoci la zampa», riferendosi alla frequente diffusione di strutture non autorizzate dall’Asl, e fornisce un utile decalogo al riguardo (riportato qui a fianco). Nel Bresciano la maggioranza delle pensioni è in provincia, ma è possibile trovare strutture immerse nel verde e ben attrezzate un po’ ovunque, anche in città, consultando le Pagine Gialle o rivolgendosi a veterinari e a negozi per animali. Le tariffe variano a seconda dei servizi a disposizione (assistenza veterinaria, presenza o meno di spazi adibiti a passeggiate, cibo) e della taglia dell’animale: solitamente oscillano tra un minimo di otto e un massimo di 15-16 euro per i cani, e tra i cinque e gli otto euro per i gatti. E se invece abbiamo deciso di farli venire in vacanza con noi, come viaggiare con cani e gatti al seguito? Qualunque sia il mezzo di trasporto prescelto, valgono alcuni consigli pratici: «Meglio tenere gli animali a digiuno prima del viaggio - consiglia Meyer - o, se il tragitto è molto lungo, somministrargli piccoli spuntini, preferibilmente cibo secco. Tenere sempre a portata di mano dell’acqua fresca e, se è il caso, utilizzare prodotti contro il mal d’auto o il mal di mare». Se poi si ha bisogno urgentemente di assistenza veterinaria, si può contattare da qualsiasi luogo la Sivac (Società culturale italiana veterinari) al numero verde 800.013075, attivo 24 ore su 24.

 

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