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Prendendo spunto dalla recente aggressione di alcuni cani
randagi ai danni di alcuni bambini, la delegata della Lega
antivivisezione, Lina Armatore, lancia un ennesimo monito
alle istituzioni preposte affinché diano attuazione agli
adempimenti di legge.
«L'arrivo della bella stagione - dice Lina Armatore
acuisce un problema datato e di grosse proporzioni. Come
sempre si punta il dito verso i cani che invece sono
vittime della mancata attenzione degli organismi
competenti. Le amministrazioni comunali dell'intera
provincia e le Asl non hanno attuato ancora le leggi
nazionale 281 del '91 e la regionale 15 del 2000. Una
disattenzione di cui fanno le spese le persone e gli
stessi cani, al contempo aggressori e vittime. L'articolo
1 della legge 281 del '91 così recita: lo Stato promuove e
disciplina la tutela degli animali da affezione e condanna
gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti e
l'abbandono, ai fini di favorire la corretta convivenza
fra uomo e animale e di tutelare la salute pubblica e
l'ambiente». Lina Armatore auspica dunque che dietro le
dichiarazioni rese dal segretario generale di Augusta,
Vito Scalogna, il quale ha promesso di fronteggiare
l'emergenza, non si celino «brutte» intenzioni.
Lina Armatore, ricorda alle Asl le varie mancanze, fra cui
l'istituzione dell'anagrafe canina e la sterilizzazione
delle cagne randagie. Secondo la delegata Lav i canili
disseminati in tutto il territorio provinciale non solo
sono ingolfati, ma la permanenza all'interno di essi si
traduce per i cani in una sorta di ergastolo. L'ospitalità
all'interno delle strutture in questione ha infatti il
carattere della «stabilità». Lina Armatore infine
sollecita la Provincia a trasmettere ai vari canili il
questionario predisposto dalla Lav e alla stessa inoltrato
finalizzato a raccogliere elementi sulle condizioni di
vita dei cani, dal momento della nascita a quello della
morte.
Lucia Corsale |