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«Ora
trovate altri spazi»
L'unica area al Ticinello, off limits la sera
LE PROPOSTE «Cureremo noi le zone indicate»
di Fabrizio Merli
PAVIA. Chiedono aree dove poter lasciar correre i cani liberi. Propongono
l'«autogestione» di questi spazi. Cercano sponsor affinchè tali zone non
costino un centesimo al Comune. Sono i 1066 proprietari di cani che hanno
firmato la petizione inviata un anno fa a palazzo Mezzabarba. Gli stessi
(non tutti ovviamente) che hanno protestato giovedì sera in consiglio
comunale. E nella sola città di Pavia l'Asl stima che i cani siano oltre
settemila.
Quanto possa essere complessa la vita di chi ha adottato un cane e vive in
centro ce lo racconta Silvia Massara. «Io ho una meticcia presa al canile.
A Pavia le uniche zone riservate, anni fa, dal Comune ai proprietari si
trovano nella zona del Confluente e al Ticinello. Lì gli animali possono
circolare anche senza guinzaglio, ma l'area del Ticinello è improponibile.
La sera è del tutto priva di illuminazione, frequentata da personaggi poco
raccomandabili e tra l'erba si trovano siringhe e pezzi di vetro. Inoltre
c'è il rischio che il cane, attratto dall'acqua, si tuffi in Ticino. E
siccome tutti si recano lì, c'è una concentrazione di cani troppo elevata,
con il rischio sempre incombente di litigi». Le alternative sono poche e
non sempre praticabili. «A una mia amica, che ha un bassotto, tre mamme
hanno impedito di entrare nel parco del Castello. E un'altra mia amica non
ha potuto accedere ai giardini Malaspina, sempre per l'opposizione di
alcuni genitori». Che la città di Pavia non sia «a misura di cane» lo
dimostra anche un altro episodio: «Era una serata d'inverno nebbiosa,
intorno alle 23. Avevo portato il mio cane nella zona di piazza Leonardo e
siccome c'eravamo solo noi due le avevo sganciato il guinzaglio dal
collare. Sono stata multata di 103 euro e lo stesso è accaduto a un'altra
signora che portava a spasso un cucciolo di due mesi». Di qui è nata
l'idea di chiedere spazi «dedicati» ai proprietari dei cani. «E' inutile
che il Comune spenda quattrini per le campagne contro l'abbandono, quando
poi tenere un cane in città è fonte di infinite complicazioni».
L'iniziativa della petizione è nata dal confronti tra alcuni proprietari
che vivono in centro. «Sono andata al Ticinello, in ambulatori veterinari
e negozi di articoli per animali. Tutto ha funzionato con il passaparola e
abbiamo raggiunto 1066 firme». Parallelamente, i firmatari hanno avanzato
anche alcune proposte. Prima fra tutte quella relativa alle aree
possibili: «Il fossato del Castello, che è già separato dai bambini. E poi
parte degli Orti borromaici, l'area vicino alla scuola "Simonetta", la
zona nota come "Rotonda" vicino alle colonne di Pomodoro. Siamo disposti a
farci carico della gestione di queste zone. Inoltre, accordandosi con
ditte che producono alimenti per animali, sarebbe anche possibile avere
degli sponsor che abbattano i costi per il Comune. Inoltre si potrebbero
organizzare mini-corsi a basso costo con istruttori che insegnino ai
padroni come "educare" i propri animali». Ma le proposte non si fermano
qui. «Vorremmo che fosse modificato il regolamento comunale e che ci fosse
permesso l'accesso negli enti pubblici. E abbiamo anche chiesto di
inasprire le pene per chi non raccoglie le deiezioni del proprio cane.
Perchè è a causa dell'inciviltà di pochi se poi chi ha un cane viene visto
quasi come se fosse un "appestato"». |