Sabato 31 maggio 2003

«Ora trovate altri spazi»
L'unica area al Ticinello, off limits la sera
LE PROPOSTE «Cureremo noi le zone indicate»


di Fabrizio Merli
PAVIA. Chiedono aree dove poter lasciar correre i cani liberi. Propongono l'«autogestione» di questi spazi. Cercano sponsor affinchè tali zone non costino un centesimo al Comune. Sono i 1066 proprietari di cani che hanno firmato la petizione inviata un anno fa a palazzo Mezzabarba. Gli stessi (non tutti ovviamente) che hanno protestato giovedì sera in consiglio comunale. E nella sola città di Pavia l'Asl stima che i cani siano oltre settemila.
Quanto possa essere complessa la vita di chi ha adottato un cane e vive in centro ce lo racconta Silvia Massara. «Io ho una meticcia presa al canile. A Pavia le uniche zone riservate, anni fa, dal Comune ai proprietari si trovano nella zona del Confluente e al Ticinello. Lì gli animali possono circolare anche senza guinzaglio, ma l'area del Ticinello è improponibile. La sera è del tutto priva di illuminazione, frequentata da personaggi poco raccomandabili e tra l'erba si trovano siringhe e pezzi di vetro. Inoltre c'è il rischio che il cane, attratto dall'acqua, si tuffi in Ticino. E siccome tutti si recano lì, c'è una concentrazione di cani troppo elevata, con il rischio sempre incombente di litigi». Le alternative sono poche e non sempre praticabili. «A una mia amica, che ha un bassotto, tre mamme hanno impedito di entrare nel parco del Castello. E un'altra mia amica non ha potuto accedere ai giardini Malaspina, sempre per l'opposizione di alcuni genitori». Che la città di Pavia non sia «a misura di cane» lo dimostra anche un altro episodio: «Era una serata d'inverno nebbiosa, intorno alle 23. Avevo portato il mio cane nella zona di piazza Leonardo e siccome c'eravamo solo noi due le avevo sganciato il guinzaglio dal collare. Sono stata multata di 103 euro e lo stesso è accaduto a un'altra signora che portava a spasso un cucciolo di due mesi». Di qui è nata l'idea di chiedere spazi «dedicati» ai proprietari dei cani. «E' inutile che il Comune spenda quattrini per le campagne contro l'abbandono, quando poi tenere un cane in città è fonte di infinite complicazioni». L'iniziativa della petizione è nata dal confronti tra alcuni proprietari che vivono in centro. «Sono andata al Ticinello, in ambulatori veterinari e negozi di articoli per animali. Tutto ha funzionato con il passaparola e abbiamo raggiunto 1066 firme». Parallelamente, i firmatari hanno avanzato anche alcune proposte. Prima fra tutte quella relativa alle aree possibili: «Il fossato del Castello, che è già separato dai bambini. E poi parte degli Orti borromaici, l'area vicino alla scuola "Simonetta", la zona nota come "Rotonda" vicino alle colonne di Pomodoro. Siamo disposti a farci carico della gestione di queste zone. Inoltre, accordandosi con ditte che producono alimenti per animali, sarebbe anche possibile avere degli sponsor che abbattano i costi per il Comune. Inoltre si potrebbero organizzare mini-corsi a basso costo con istruttori che insegnino ai padroni come "educare" i propri animali». Ma le proposte non si fermano qui. «Vorremmo che fosse modificato il regolamento comunale e che ci fosse permesso l'accesso negli enti pubblici. E abbiamo anche chiesto di inasprire le pene per chi non raccoglie le deiezioni del proprio cane. Perchè è a causa dell'inciviltà di pochi se poi chi ha un cane viene visto quasi come se fosse un "appestato"».

 

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